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Jubilee – Recensione Speedrun

Tra le varie declinazioni del videogioco platform non mancano quelle dedicate ai giocatori più esigenti, o pazienti che dir si voglia, nelle quali la precisione è la chiave di tutto. Uno degli esempi più celebri e riusciti degli ultimi tempi è Celeste, un titolo preso non casualmente prima di approcciarci alla recensione di Jubilee, che in termini di difficoltà e istigazione all'imprecazione sembra richiamare proprio il gioco di Maddy Makes Games.



Platforming essenziale



Jubilee è di fatto un platform 2D hardcore. Impersoniamo una protagonista che deve trovare l'uscita da una prigione sviluppata su più livelli e con una esplorazione non lineare, con aree interconnesse da percorsi alternativi. Lungo il percorso dobbiamo raccogliere gemme, salvare animali e soprattutto cercare di sopravvivere ai letali ostacoli che si frappongono tra noi e i nostri obiettivi.



Il gameplay è estremamente semplificato. Jubilee è un gioco i cui comandi si riducono a una sola azione, il salto, che con una doppia pressione del tasto dedicato si trasforma in un balzo più lungo grazie a una piroetta della protagonista, per raggiungere piattaforme più lontane, e con un'interazione con le pareti consente di muoversi in senso verticale. Non ci sono potenziamenti, poteri, né altri elementi da sbloccare, ma solo la sfida tra noi e l'ambiente per riuscire a saltare sulle piattaforme senza cadere o finire preda di qualche nemico o trappola.



La precisione e la pazienza sono tutto, come dicevamo. I comandi rispondono molto bene e se troveremo spesso la morte non sarà colpa degli sviluppatori, ma della nostra abilità. La presenza di nemici, ovviamente, complica non poco le cose, ma in fondo se siamo arrivati a considerare questo gioco è perché volevamo che qualcuno ci mettesse i bastoni tra le ruote. Per fortuna i checkpoint sono molti e molto ben distribuiti, e servono anche a mettere in cassaforte le gemme raccolte fino a quel momento per evitare di doverle raccogliere di nuovo. Nel caso una sezione sia troppo difficile, possiamo tornare sui nostri passi per cercare un'altra via, oppure teletrasportarci tra un santuario e un altro della mappa.



Una piccola critica da fare a Jubilee riguarda forse l'aspetto narrativo, che è ridotto veramente all'osso e non lascia in alcun modo il segno. Il comparto artistico, che punta tutto sulla grafica in pixel art vecchia scuola, è carino ma non particolarmente ispirato o con tratti distintivi unici. Senza infamia e senza lode anche la colonna sonora, per un pacchetto completo che mantiene le sue promesse senza ovviamente ambire a concorrere per gioco dell'anno. Questo si traduce anche in un prezzo molto contenuto, il che non guasta per chi vuole trascorrere qualche ora mettendo alla prova la sua abilità con il controller.



Trofei preziosissimi, ma non banali



I trofei di Jubilee sono molto preziosi, con 11 ori e un Platino che derivano dal completamento al 100% del gioco. Le coppe più facili saranno probabilmente quelle legate al numero di morti, mentre altre che richiedono di raccogliere tutte le gemme e di salvare tutti gli animali richiederanno dedizione. La lista trofei lascia chiaramente intendere che serve più di una partita per arrivare al Platino, visto che alcune richieste si annullano a vicenda.




L'articolo Jubilee – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.

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16 luglio 2025 alle 17:10