Luto – Recensione
Quando si parla di Hideo Kojima come autore visionario e all'avanguardia, che si sia fan o meno, non si dice mai una bugia. Con i suoi lavori, l'autore giapponese padre di Metal Gear Solid e Death Stranding, condiziona e pilota l'industria videoludica. Luto, di cui ci occuperemo in questa recensione, non fa differenza alcuna. Questo perché il titolo horror di Broken Bird Games prende a piene mani da quel che fu P.T., lo rielabora e lo rimonta per farlo aderire alla sua storia. Ed è così che i titoli indipendenti dovrebbero nascere: con picchi di creatività e originalità, pronti a colpire come un pugno allo stomaco i giocatori, per poi essere ricordati indefinitamente. Preparatevi a scoprire una storia horror che ne modifica i canoni classici, ricca di sorprese, emozioni e originalità.
Accettazione
In Luto, i giocatori controlleranno Sam, un personaggio che si risveglierà nel bagno di casa sua, di fronte ad uno specchio rotto. Accompagnato dalla voce narrante, Sam percorrerà un corridoio ad L, passando davanti a delle porte chiuse, scenderà le scale, prenderà le chiavi di casa e uscirà. Poi si risveglierà di nuovo in bagno, percorrerà la stessa strada, uscirà di casa e si risveglierà di nuovo in bagno, proseguendo come i giorni precedenti. Proprio come in P.T. di Kojima, l'idea del loop serve a straniare il giocatore, facendolo entrare in uno stato dall'allarme. Quando succederà qualcosa? Quando le nostre azioni innescheranno un cambiamento?
In Luto, però, i silenzi e i rumori ambientali tipici di P.T. saranno rotti appunto dal narratore e il suo accento saccentemente british. Proprio come in The Stanley Parable, il narratore, con freddo distacco, racconterà le gesta di Sam, ammonendolo o rivolgendosi direttamente al giocatore, molte volte anche prendendo direttamente il controllo della situazione, causando shock e sgomento, alla Psycho Mantis maniera.
Quello che chiederà Luto al giocatore è di discendere sempre più nei sentimenti e nella ragione umana, attraversando fasi essenziali della propria vita e accettare tutto quello che è successo e succederà con estrema maturità. Da tenere in considerazione, inoltre, la totale assenza della lingua italiana e anche la presenza di testi particolarmente piccoli che molte volte diventano difficili da seguire.

Nono, non doveva andare così
Il gameplay di Luto è un vero e proprio blend di The Stanley Parable e P.T.; tutto sommato un walking simulator con interruzioni metanarrative e puzzle da risolvere per procedere nella storia. Proprio questi puzzle, però, alcune volte possono interrompere la fantastica costruzione ambientale di Broken Bird Games. Per esempio, nelle prime fasi, il narratore chiederà al giocatore di ritrovare una chiave prima che “chi bussa alla porta possa entrare”; poiché Luto chiede al giocatore di avere un'estrema attenzione ai dettagli, dopo vari minuti a cercare l'oggetto, ci si renderà conto che nessuno in realtà sta provando ad entrare ed è solo un effetto sonoro che fa appunto cadere tutta la tensione costruita fino a quel momento.
Questo, ovviamente, non rende brutto, scontato o noioso il titolo, che sorprende sotto tanti altri punti di vista e trasporta il giocatore via via sempre più in fondo al baratro delle emozioni umane. I puzzle saranno alternati a fasi di esplorazione, accompagnati dalla voce narrante che tra sarcasmo e distacco, farà più volte sobbalzare i giocatori dalla sedia con le sue uscite.

Gli indie che ci piacciono
Finalmente non un metroidvania o un JRPG in pixel art con stupide trame da portare avanti o semplicemente voglia di fare un videogioco. Luto ha proprio tutto quello che dovrebbe avere un titolo indipendente non vincolato dalle software house padroni: originalità, creatività e rielaborazione di un concept originale e già rodato. Come dicevamo poc'anzi, P.T. è indubbiamente il pilastro sulla quale hanno lavorato i ragazzi di Broken Bird Games, sviluppando con voglia e ambizione il loro progetto finale.
Proprio come The Stanley Parable, i giocatori si troveranno davanti a qualcosa di veramente sconvolgente e che li lascerà molte volte a bocca aperta anche grazie agli escamotage metanarrativi. È difficile spiegare Luto senza fare spoiler, poiché l'esperienza è una di quelle veramente personali che farà trarre ad ognuno le proprie conclusioni. Per noi, il titolo resta superbo in tutto, dalla narrazione al ritmo, con un ottimo lavoro grafico e una fantastica colonna sonora. Un gioiello da scoprire per gli amanti dell'horror e non.

Il Platino di Luto
Eccoci alla sezione più amata dai nostri lettori. L'elenco dei trofei di Luto non sarà particolarmente complesso da completare e neanche molto lungo. Utilizzando una guida potrete portare tutto al termine in poco meno di cinque ore, ma ovviamente il nostro consiglio è di giocare il titolo totalmente in blind, per immergervi al meglio nell'esperienza. Oltre ai trofei storia, Luto chiederà ai giocatori di trovare dei collezionabili, come le note o delle monete, e compiere azioni particolari durante determinati momenti. Ve ne spoileramo solo uno che è anche motivo di scherno da parte della voce narrante. Durante il capitolo 3 entrerete nella stanza di Sam, al televisore sarà possibile guardare tutto La Notte Dei Morti Viventi di Romero, non dovrete per forza guardare tutto il film ma riceverete un trofeo perdendo un po' di tempo alla TV. Comunque, superati tutti questi ostacoli, vi ritroverete a sfoggiare una nuova coppa di Platino in bacheca. DING!
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