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Police Shootout – Recensione Speedrun

Se non riuscite a resistere al fascino della divisa, allora la recensione di Police Shootout fa al caso vostro. Pubblicato su console da Ultimate Games e sviluppato da Hypnotic Ants, questo titolo prende in prestito alcuni elementi dai simulatori, per proporre un'esperienza decisamente particolare. Non vi resta che salire sulla vostra auto di pattuglia e rispondere all'emergenza.



La dura vita del piedipiatti



Premesso che non esistono lavori facili da svolgere, quello dell'agente di polizia è sicuramente uno tra i compiti più pericolosi. Anche dietro a richieste apparentemente tranquille potrebbero celarsi minacce di ogni tipo. Ne sa qualcosa Scott Price agente del San Adrino Police Department che si trova con Police Shootout ad affrontare una serie di casi sempre più intensi e complessi. Il nome lascia già subito presagire quello che ci troveremo a fare, seppur con margine per variazioni sul tema. Il titolo di Hypnotic Ants, pubblicato tre anni fa su PC, sbarca anche su console forte di un discreto apprezzamento da parte del pubblico.



Il già citato agente Price parte in sordina, rispondendo alla chiamata per gestire un tamponamento. Si trova però rapidamente invischiato in una sparatoria, dovendo dar fondo alle sue abilità per salvare gli ostaggi e fermare i criminali. Police Shootout è un titolo in prima persona, in cui i giocatori saranno chiamati a esplorare ambienti, raccogliere indizi e a volte affidarsi alla violenza. Il protagonista è dotato di tutti gli strumenti del mestiere: una radio, manette, pistola d'ordinanza e persino un comodo taser. Insomma, le basi per sopravvivere in un mondo difficile e violento. Nel corso della campagna i giocatori affronteranno varie missioni, in cui solitamente fermare uno o più malviventi evitando danni ai civili presenti.



Il twist di Police Shootout è che al giocatore verrà lasciata totale libertà di approccio. Potreste scegliere di entrare pistola alla mano ed eliminare ogni criminale, oppure puntare sullo stealth, disarmandoli. Un'alternativa potrebbe anche essere quella di indagare, raccogliendo indizi e traendo conclusioni. Questa diversificazione favorisce la rigiocabilità, seppur in maniera limitata. Come vedremo, Police Shootout è un gioco che spesso non va oltre il proverbiale “compitino”.



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Il gameplay di Police Shootout



Una volta arrivato sulla scena del crimine, l'agente Price si troverà davanti a varie possibilità. Di base, potremo esplorare liberamente le aree di dimensione limitata, raccogliendo indizi e conversando con gli NPC. Questi sono di buona realizzazione, seppur con modelli ripetuti costantemente e un po' legnosi. Gli indizi aiuteranno a capire la situazione, dalla quale solitamente usciremo negoziando con i criminali oppure sparandogli. Potremo anche tentare di disarmarli per arrestarli, per ottenere punti bonus alla fine della missione. Le sparatorie sono l'elemento più interessante di Police Shootout: avremo punti azioni da spendere entro un tempo limite e dei QTE per colpire i bersagli. Niente d'innovativo, ma quanto meno una proposta dinamica che si sposa con lo stile simulativo del gioco.



Le sei ore circa di campagna fanno però rapidamente emergere una certa ripetitività, mitigata solo dalla voglia dei giocatori di diversificare per scoprire i diversi approcci ai casi proposti. Anche la possibilità di sbloccare abilità investendo i punti guadagnati non riesce a restituire il giusto senso di progressione, complice di fatto l'assenza di cutscene o altri elementi che possano dare l'idea di una storia che avanza. Sotto questo aspetto, il team avrebbe potuto caratterizzare meglio l'opera, vista anche la volontà di proporre vari elementi investigativi e numerosi dialoghi. Lo stesso dicasi per un gunplay non esattamente esaltante, figlio della struttura basata su quick time event di cui vi abbiamo parlato poco fa.



Parlando invece del comparto tecnico, Police Shootout non eccelle ma non risulta neanche fastidioso. I modelli poligonali sono come già anticipato un po' ripetitivi, ma ben fatti. Lo stesso dicasi per gli ambienti, con un buon livello di dettaglio salvo alcuni elementi (come ad esempio gli specchi che non riflettono) e ben diversificati. La colonna sonora è invece dimenticabile, mentre apprezzabile è la campionatura degli effetti speciali. In generale, l'esperienza offerta da Police Shootout si è rivelata gradevole, senza picchi clamorosi ma senza mai nemmeno dimostrarsi insufficiente.



Il Platino di Police Shootout



Sono davvero tanti, ben 35, i trofei che compongono la lista di Police Shootout. Sbloccarli sarà un'impresa alla portata di tutti, considerata la difficoltà generale piuttosto bassa dell'esperienza. Oltre a portare al massimo alcune abilità, sarà anche necessario completare una serie di sfide specifiche. Dovremo trovare elementi sulle scene del crimine, arrestare specifici criminali e salvare alcuni ostaggi. Niente d'impossibile, per un Platino che i cacciatori più abili sbloccheranno in una manciata di ore.




L'articolo Police Shootout – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.

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20 agosto 2025 alle 17:10