Antro – Recensione Speedrun
Il piccolo sviluppatore indipendente Gatera Studio è responsabile di Antro, titolo che vi raccontiamo nella nostra recensione Speedrun. Un mondo post-apocalittico, la necessità di vivere sottoterra e alcune idee intriganti sono alla base di questo platform bidimensionale. Preparatevi a scoprire una Barcellona mai vista prima.
Ti mando 30 metri sottoterra
Chi, con il caldo torrido patito questa estate, non ha pensato che sarebbe stato piacevole vivere sottoterra, per sfuggire ai cocenti raggi solari? Ebbene, seppur per motivazioni diverse, Antro ci porta proprio nelle profondità della Terra. Ci troviamo in un futuro non meglio precisato, in cui una catastrofe che viene chiamata “The Collapse” (ossia Il Collasso) ha lasciato in vita soltanto una piccola quantità di esseri umani. Questi, rifugiatisi nel sottosuolo, hanno creato una società nuova.
Antro è il nome dato all'area posta sotto quella che fu la città di Barcellona. Qui, un manipolo di umani è alla guida di un'azienda, la Cùpula, che ha creato una dittatura, in cui ogni forma di arte e di espressione è stata messa al bando. Nelle cerchie più basse di questo inferno sotterraneo stanno i lavoratori, che sgobbano nelle fabbriche ma sono pronti, come la storia ci insegna, a rivoltarsi contro i despoti. Nittch, il protagonista di Antro, sarà il fulcro di tutto: incaricato di consegnare un misterioso pacco, si troverà invischiato in una fitta ragnatela di complotti.
Non vi sveliamo oltre della trama, in quanto il titolo è davvero breve: per terminare Antro dovrete impiegare infatti circa un'ora e mezza, aggiungendo qualcosina se vorrete scoprirne ogni segreto. Dietro una longevità così contenuta, commisurata anche al prezzo a cui l'opera viene proposta, si cela però un platform ispirato nella sua semplicità e con un tocco di novità.

Il gameplay di Antro
Se amate i platform bidimensionali, con Antro vi sentirete a casa. Il nostro eroe si muoverà orizzontalmente in vari schemi, eseguendo salti precisi e abbattendo nemici perlopiù robotici. La formula è molto classica e lo stile generale piacevole, seppur con ambientazioni molto scure e modelli poligonali un po' goffi. I movimenti risultano sufficientemente fluidi e i comandi precisi, elementi molto importanti all'interno di platform di questo tipo. Non siamo comunque di fronte a nulla di stupefacente o innovativo, fattore che invece troviamo nei livelli musicali.
In questi schemi infatti il nostro personaggio correrà in automatico e dovremo saltare e colpire i nemici a tempo. Il tutto è accompagnato da un'ottima colonna sonora hip-hop spagnola piena di beat e di suoni techno che faranno la gioia di chi ama il genere. Si tratta senza dubbio dell'elemento più riuscito di Antro, che nel suo breve viaggio sotterraneo riesce comunque a regalare qualche emozione. La breve durata permetterà a chiunque di godere di un titolo che, se visto come primo lavoro del team, ci è sembrato promettente.
Certo, mancano forse extra in grado di spingere il giocatore a riaffrontare l'avventura, se non per una manciata di collezionabili, e alcuni elementi potevano essere affinati. Già così però gli appassionati di platform riusciranno sicuramente a passare un paio d'ore di divertimento. Chi invece mal digerisce questo genere di opere, non troverà in Antro elementi in grado di fargli cambiare idea.
Il Platino di Antro
Sorprendentemente, considerata la breve durata dell'avventura di Nittch, la lista trofei di Antro include ben 35 coppe, Platino compreso. Per sbloccare la scintillante coppa blu sarà sufficiente completare la storia raccogliendo tutti i collezionabili. Sarà anche necessario eseguire un paio di azioni di miscellanea, come rompere segnali e fare graffiti. Nulla però che possa preoccupare i cacciatori più esperti.
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