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Heretic + Hexen – Recensione

Quando due titoli storici come Heretic e Hexen tornano in una veste moderna, la curiosità esplode. Non si tratta solo di un'operazione nostalgia, ma di un recupero consapevole da parte del team di Nightdive Studios di due pietre miliari degli FPS dark fantasy che hanno segnato un'epoca. In questa edizione aggiornata, disponibile sulle piattaforme moderne, ritroviamo l'essenza cupa e arcana delle avventure originali, ma con accorgimenti tecnici e di gameplay pensati per avvicinare un nuovo pubblico senza snaturare l'anima classica.



Tra tenebre e magie



Entrambi i capitoli di Heretic + Hexen si collocano nell'universo degli “Serpent Riders”, creature che hanno portato corruzione e distruzione nel mondo fantasy in cui immergeremo. In Heretic vestiamo i panni di Corvus, un elfo guerriero deciso a opporsi al potere oscuro, mentre in Hexen possiamo scegliere fra tre classi, guerriero, chierico o mago, per affrontare un'avventura ancora più cupa e frammentata.



La trama rimane volutamente sullo sfondo, con una narrazione minimale e ambientazioni cariche di simbolismo, lasciando al giocatore il piacere di esplorare, combattere e interpretare un universo intriso di magia e decadenza. Chiaramente la trama di questi due giochi non ha mai brillato per coinvolgimento o profondità, ma è un mero espediente per massacrare tutti i nemici che oseranno sfidarci.



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Distruggere non è il nostro unico obiettivo



Il cuore della nuova edizione resta il gameplay, e qui i due titoli brillano ancora. Heretic introduce per la prima volta un arsenale fantasy in chiave FPS: bacchette, bastoni, sfere magiche e artefatti che sostituiscono le armi da fuoco tradizionali. Il feeling resta frenetico e dinamico, ma con una varietà di approcci che rende ogni scontro imprevedibile. Hexen, invece, spinge oltre questa formula con la scelta delle classi, ciascuna dotata di mosse, abilità e stili di combattimento distinti. Giocare da guerriero significa affrontare i nemici a viso aperto con colpi devastanti, mentre con il mago si punta sulla distanza e sugli incantesimi. Il chierico si colloca a metà, bilanciando potenza e utilità.



Questa edizione moderna conserva intatto il ritmo serrato, ma introduce piccoli accorgimenti come il supporto ai controlli contemporanei, la possibilità di personalizzare comandi e sensibilità, e un HUD più leggibile. Tutto questo contribuisce a rendere più scorrevole l'esperienza, senza tradire le sensazioni old school. Uno dei punti forti che emergono ancora oggi è il level design. I corridoi labirintici, le stanze segrete, gli enigmi ambientali e le chiavi da recuperare per avanzare rimangono fedeli allo spirito degli anni '90, ma sono stati resi più leggibili grazie a una migliore gestione della luminosità e del contrasto. In Hexen, i mondi hub e i puzzle complessi conservano il loro fascino e la loro natura sfidante, richiedendo attenzione, esplorazione e memoria. È una tipologia di design che non guida il giocatore per mano, ma lo invita a sperimentare, sbagliare e imparare, con un senso di conquista che oggi pochi titoli sanno restituire.



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Passato e presente in una fusione ben riuscita



Rispetto alle versioni originali, i miglioramenti sono evidenti soprattutto sul piano tecnico e dell'accessibilità. La grafica rimane fedele al pixel art e agli sprite dell'epoca, ma con filtri moderni, risoluzioni elevate e una resa cromatica più pulita che valorizza l'atmosfera oscura. I caricamenti rapidi, i salvataggi immediati e il supporto ai trofei rendono l'esperienza più vicina agli standard attuali. Inoltre, la presenza di funzioni come il quick save e la rimappatura dei tasti elimina alcune rigidità del passato.



La modernizzazione, però, non stravolge l'impianto originale. Non troveremo texture rifatte o un motore grafico rinnovato, perché lo scopo non è il remake, bensì una riproposizione fedele con ritocchi di qualità della vita. La modernizzazione di Heretic + Hexen non punta a competere con i colossi odierni del genere, ma a ricordare quanto i fondamentali dell'FPS possano essere ancora divertenti. La frenesia degli scontri, la gestione delle risorse magiche, la necessità di esplorare senza fretta: tutto trasmette un senso di autenticità che molti giocatori contemporanei potrebbero trovare sorprendentemente fresco. Non mancano i limiti, certo: la ripetitività di alcuni schemi, la scarsa chiarezza di certi obiettivi e un livello di difficoltà a volte sbilanciato rischiano di scoraggiare i meno pazienti.



Trofeisticamente parlando: un gioco da ragazzi



Il nostro elenco trofei ci svela che per ottenere il Platino di questi due giochi dovremo finirli entrambi e far poco altro. Probabilmente verrà in automatico giocando normalmente. L'unica coppa a cui prestare attenzione è quella online che richiede di avere tutte le classi presenti nella partita. Semplice no?




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3 settembre 2025 alle 17:10

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