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Virtual Kingdoms VR: Recensione

Prima di entrare nel vivo, è doveroso un ringraziamento agli sviluppatori di Artisoft, che mi hanno concesso l'opportunità di testare Virtual Kingdoms VR in anteprima, ancora in fase di sviluppo. La mia analisi, però, resta indipendente e riflette unicamente le impressioni personali maturate durante la prova.



Virtual Kingdoms VR si propone come un esperimento interessante nell'ambito della strategia in tempo reale, progettato appositamente per la realtà virtuale standalone di Meta Quest 3. L'idea alla base è tanto semplice quanto ambiziosa, ovvero offrire al giocatore la possibilità di costruire e governare un regno virtuale sfruttando le peculiarità della VR. Un approccio che si traduce in un punto di vista “god mode” e in un sistema di interazioni tattili che puntano a rendere la gestione delle unità non solo intuitiva, ma anche immersiva.



La nostra opinione su Virtual Kingdoms VR



Uno degli aspetti che colpiscono di Virtual Kingdoms VR è senza dubbio il livello di immersione raggiunto su Quest 3: la definizione del visore e il tracking preciso dei controller restituiscono un'esperienza sorprendentemente tangibile.



Avere la sensazione di “toccare” il proprio regno e impartire ordini con le mani trasmette un senso di controllo diretto e coinvolgente, difficile da replicare su altre piattaforme. Anche il sistema di interazione, seppur ancora basilare, mostra un potenziale interessante, ovvero le gesture e i puntamenti diretti aprono la strada a un gameplay innovativo, che meriterà di essere valutato con attenzione nelle future build. L'atmosfera contribuisce ulteriormente all'esperienza e nonostante le mappe siano piuttosto semplici, la resa visiva crea un buon senso di spazio e rende le ambientazioni virtuali piacevoli e accoglienti.



D'altra parte, lo stato di accesso anticipato mette in luce alcune criticità che non si possono ignorare. I contenuti sono al momento limitati e appena dieci mappe e modalità essenziali, con meccaniche gestionali e strategiche ridotte all'osso.



Le risorse e le unità disponibili sono poche, così come gli eventi dinamici, e questo incide sulla profondità dell'esperienza di gioco. Anche l'interfaccia necessita di un lavoro di rifinitura come ad esempio i menu risultano talvolta goffi e poco leggibili, con funzioni non sempre intuitive o facilmente individuabili. Inoltre, il feedback visivo legato ai comandi impartiti non è sempre immediato, rendendo alcune azioni meno fluide. Infine, sul fronte tecnico, sebbene il Quest 3 riesca a gestire discretamente le scene più affollate, non mancano sporadici cali di frame rate e piccoli bug grafici che tradiscono la natura ancora acerba del progetto.



In definitiva, Virtual Kingdoms VR appare oggi più come una promettente “demo tecnica” che come un RTS in realtà virtuale pienamente compiuto. Le basi però ci sono, e il potenziale è evidente ma con un adeguato lavoro di ampliamento dei sistemi di gioco e una rifinitura attenta dell'interfaccia, il titolo potrebbe ambire a diventare un punto di riferimento per il genere in VR.



Al momento si tratta di un'esperienza consigliata soprattutto a chi è curioso di sperimentare nuove forme di interazione virtuale e non si lascia scoraggiare da un prodotto ancora incompleto. Molto dipenderà dal percorso che gli sviluppatori vorranno intraprendere e dalla capacità di accogliere i feedback della community, elemento cruciale per far crescere un progetto tanto ambizioso quanto ancora in evoluzione. Non dimenticati di seguirci sul blog e su X

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9 settembre 2025 alle 10:30