Platypus Reclayed – Recensione
22 anni dopo la sua prima apparizione, l'iconico indie shoot ‘em up Platypus torna in una versione Reclayed ed è protagonista della nostra recensione. Migliorandolo sotto ogni aspetto, il team di Claymatic Games, guidato dal creatore originale Anthony Flack, vuole permettere agli amanti degli sparatutto a scorrimento di riscoprire un grande classico, con tutte le amenità dell'era moderna. Perché certi giochi sono fatti di un'altra pasta. Letteralmente.
Te lo ricordi il DAS?
Quando, nel lontano 2002, Anthony Flack, George Bray e Michael W. Boeh realizzarono il loro sparatutto a scorrimento orizzontale, sapevano che per colpire i giocatori avrebbero dovuto puntare sull'unicità. Già ai tempi, il mercato pullulava di opere simili, desiderose di ricalcare i fasti di capolavori del passato. Quale dunque la strada per emergere dalla massa? La scelta ricadde su uno stile grafico unico, che utilizzò ai tempi un sistema chiamato “claymation” per creare animazioni. Si tratta della stessa tecnica utilizzata per cartoni come Wallace & Gromit, trasportata però in un videogioco.
Il risultato fu Platypus, sparatutto in grado di catturare l'attenzione degli appassionati e, come da intenzioni, farsi ricordare negli anni. Tanto da meritarsi un remake, o per meglio dire una versione Reclayed, che sbarca dopo quasi cinque lustri su PlayStation. Dietro al lavoro di Claymatic Games s'intravede subito la volontà di dare nuova linfa all'opera, senza però snaturarla. La semplice trama è rimasta invariata: siamo piloti della navetta F-27 al servizio di Mungola, piccolo paesino minacciato dalle forze militari Colossatropolis. Dovremo difendere la terra dagli invasori, desiderosi di avere spazi più ampi e nuove fonti di risorse.
Poco più che un pretesto per lanciarci in colorati livelli, all'interno dei quali saremo circondati da avversari più o meno resistenti. La formula è quella classica degli sparatutto orizzontali: potremo muoverci liberamente nello spazio aereo mentre lo schermo scorre da solo. Avremo un'arma base con munizioni illimitate e potremo raccogliere vari potenziamenti. L'obiettivo è abbattere quante più minacce possibili, schivando i proiettili in arrivo. Basteranno un paio di colpi per esplodere e giungere rapidamente al game over.

Il gameplay di Platypus Reclayed
Come abbiamo anticipato, Platypus Reclayed propone un gameplay molto classico. Una volta avviato il gioco potremo decidere se affrontare la campagna, oppure giocare i livelli in modalità Sfida a punti e allenamento. Poco cambierà a livello pratico, dato che ci troveremo a volare e abbattere nemici a tutto spiano. Il gioco vanta un totale di 5 stage, composti ognuno da una serie di schemi di difficoltà crescente con, alla fine, un potente boss ad attenderci. Proseguendo nell'avventura potremo scegliere di iniziare anche dai livelli avanzati, oppure di ripartire da zero.
Sono presenti quattro livelli di difficoltà, così come tre tipi di navetta con statistiche diverse. In questo modo sarà possibile modulare l'esperienza sulla base delle nostre abilità. Non aspettatevi però di trovarvi davanti a un titolo semplice. Come tutti gli shoot'em up, anche Platypus Reclayed non avrà pietà dei vostri errori. I crediti e le vite sono inoltre limitati, dunque il rischio di dover ricominciare è molto elevato. Ad aiutarci avremo comunque una serie di potenziamenti: armi che miglioreranno la nostra capacità di fuoco e i danni inflitti. In questa nuova versione, il team di Claymatic Games ha creato dei power-up “alimentari”: lanceremo ciambelle, onigiri e molto altro ancora.
Tutto rientra nello stile allegro e scanzonato dell'opera originale, tanto da far sembrare tutto parte dell'opera originale. A tal proposito, i curiosi potranno anche affrontare la versione di Platypus risalente al 2002, per scoprire così le varie differenze e rivivere l'esperienza per come fu pensata ai tempi, senza tutte le attuali modernità tecnologiche. Vi assicuriamo però che, nonostante questo, il gioco si difende ancora alla grande.

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Rivivere dunque su console l'esperienza di Platypus si è rivelato davvero piacevole, complice anche la qualità della claymation che si è mantenuta intatta negli anni. La versione Reclayed non ha però lesinato nemmeno sotto questo aspetto, proponendo una grafica in 4K ad alta definizione, per realizzare la quale sono stati fatti nuovi shooting. Il risultato è ancora più piacevole e colorato rispetto all'originale, mantenendo però intatta l'anima.
Lo stesso dicasi per le colonne sonore che richiamano quelle classiche dei videogiochi anni Ottanta. Una collaborazione con C64audio ha permesso di introdurre ancora più remix ufficiali, per rendere l'esperienza la più completa e immersiva di sempre. Non manca nemmeno la possibilità di collaborare con un amico in locale: basterà scegliere il colore della propria navetta F-27 Platypus e lanciarsi nella battaglia. In tutto questo, il gioco scorre fluido e senza problemi, segno di un'eccellente ottimizzazione su console di nuova generazione.
Buona anche la longevità: al netto delle due ore circa necessarie per concludere la campagna, le sfide secondarie e la possibilità di giocare alla versione originale allungano senza dubbio la durata del titolo. Ovviamente siamo comunque di fronte a uno shoot'em up a scorrimento orizzontale, con variabili dunque limitate, ma anche con gli stessi pattern ripetuti partecipare a un paio di scontri a fuoco con le truppe di Colossatropolis è sempre piacevole.
Il Platino di Platypus Reclayed
Se pensate che in mezzo a tanto colore e pasta da modellare si celi un Platino semplice da sbloccare, dovrete ricredervi. La lista trofei di Platypus Reclayed è decisamente complessa e vanta al suo interno sia coppe legate alla storia che richieste di miscellanea. Le più complesse sono sicuramente quelle di completare il gioco senza usare “continua” e finirlo a difficoltà Spietato. Per riuscirci, bisognerà dimostrarsi dei veri e propri campioni della creta, pronti a passare diverse ore a bordo di queste colorate navette.
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