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Towa and The Guardians of the Sacred Tree – Recensione

Towa and The Guardians of the Sacred Tree è un roguelike dallo stile fiabesco sviluppato da Brownies inc., che mescola combattimenti strategici, esplorazione e gestione di squadre di personaggi unici. Il gioco si distingue per un comparto tecnico adorabile, con uno stile grafico pastello-cartoon e un doppiaggio giapponese di alto livello. La storia ruota attorno a Towa, custode del Sacro Albero, e alla sua missione per salvare i compagni intrappolati nelle distorsioni spazio-temporali, affrontando minacce oscure in un mondo colorato e vibrante.



Lotte tra Dei e varchi spaziotemporali



Il gioco prende avvio nel villaggio di Shinzu, una comunità prospera e rigogliosa che deve la propria fortuna alla presenza della dea Towa, custode del Sacro Albero. L'ambientazione richiama lo stile vivido e colorato di Made in Abyss, con un tratto volutamente cartoon e fiabesco che dà vita a un mondo apparentemente pacifico.



La quiete, però, viene spezzata dal risveglio di Magatsu, un'entità oscura che evoca i suoi Magaori, creature dominate dalla fame e dall'odio, simili a un'orda inarrestabile che devasta i villaggi sul proprio cammino. Giunto alle porte di Xizhu, il pericolo sembra inevitabile, e gli abitanti invocano l'aiuto di Towa.



Per contrastare la minaccia, la dea nomina otto cavalieri prescelti, infondendo in loro i propri poteri per affrontare Magatsu e riportare l'equilibrio. In una sequenza che funge da tutorial narrativo, la missione sembra inizialmente procedere per il meglio: i guerrieri di Towa si avvicinano al sigillo del mondo, pronti a respingere l'oscurità. Tuttavia, il nemico ribalta le sorti della battaglia: uno squarcio intertemporale inghiotte tutti i compagni della dea, lasciandola sola.



Scampata per miracolo grazie a un bagliore divino che la riporta al villaggio, Towa scopre che il tempo lì si è fermato. Attorno al Sacro Albero, però, si sono formate delle distorsioni spazio-temporali, le stesse che hanno risucchiato i suoi compagni. Per riportare l'equilibrio e chiudere queste fratture, la dea comprende di dover affrontare i Maga-Ori più potenti, recuperare il mana perduto e infine sigillare nuovamente il mondo.



Da qui inizia la vera avventura, sebbene non tutto risulti chiaro: Towa si ritrova infatti in una sorta di lobby mistica, nella quale appaiono tutti i suoi compagni, pur essendo stati intrappolati nelle distorsioni. Da questo luogo è possibile formare una squadra, ma con una limitazione: il portale riforgiato con il bastone di Towa consente di portare con sé soltanto due guerrieri alla volta.



Un dettaglio che lascia qualche perplessità riguarda la gestione del tempo. Nonostante il gioco dichiari che esso si sia fermato all'interno del villaggio, gli abitanti parlano come se fosse trascorso un lungo periodo, creando una certa ambiguità narrativa che stona con il resto della premessa.



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Un roguelike funzionale con un multiplayer funzionale



Towa and The Guardians of the Sacred Tree si presenta come un roguelike con meccaniche di morte permanente: quando un personaggio muore durante una spedizione, sarà necessario ricominciare da capo. Tuttavia, gli oggetti raccolti e l'esperienza accumulata vengono conservati in maniera passiva, permettendo di potenziare le run successive e rendere ogni tentativo leggermente più vantaggioso.



Il gameplay si basa su due tipi principali di classi, utilizzabili da tutti i personaggi: Tsurugi e Kagura. Lo Tsurugi rappresenta la prima linea, ovvero il combattente corpo a corpo, mentre il Kagura costituisce la seconda linea, il mago.



Il combattimento con lo Tsurugi risulta più vario e interessante, grazie ai diversi moveset di ciascun personaggio, che offrono stili di gioco distinti. Il Kagura, invece, pur avendo magie inizialmente diverse, vede le proprie abilità combinarsi nel corso dell'avventura: alla fine quasi tutti i personaggi condividono le stesse magie. In questo senso, la scelta del PG influisce poco sul moveset del Kagura, mentre incide molto sullo Tsurugi.



In modalità single player, il giocatore può controllare attivamente solo lo Tsurugi, con il Kagura che segue automaticamente tramite intelligenza artificiale, che però non si dimostra sempre particolarmente efficace. È possibile anche gestire manualmente entrambi i personaggi, ma la combinazione dei comandi non è sempre comoda. Controllare simultaneamente i due PG può rendere difficile osservare gli avversari da due punti di vista, rendendo i combattimenti meno fluidi.



La situazione migliora nel multiplayer, sia locale che online, dove l'esperienza diventa più godibile grazie alla possibilità di distribuire il controllo dei personaggi tra i giocatori. Tuttavia, in alcune sessioni è stato difficile trovare compagni con cui giocare, non per mancanza di utenti, ma per problemi legati ai server, che talvolta impediscono di stabilire la connessione.



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Pastelli giapponesi in movimento



Towa and The Guardians of the Sacred Tree propone un comparto tecnico di grande fascino, con uno stile grafico adorabile e distintivo, che ricorda un tratto “pastello-giapponese”. L'ambientazione e i personaggi sono curati nei dettagli, con un approccio cartoon-anime che rende il mondo di gioco molto vivace e colorato.



I dialoghi tra i personaggi seguono lo stesso stile visivo e il doppiaggio giapponese è di livello eccellente, contribuendo notevolmente all'immersione narrativa e alla caratterizzazione dei protagonisti. Il gioco offre sottotitoli in italiano, garantendo piena comprensione della trama e dei dialoghi.



La colonna sonora accompagna bene l'azione, con brani piacevoli e coerenti con l'atmosfera fiabesca del gioco, senza risultare mai invasiva. Nel complesso, il comparto tecnico è uno dei punti di forza del titolo, riuscendo a rendere l'esperienza sia esteticamente gradevole sia piacevole da seguire sul piano audio-visivo.



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Un Platino alla portata



Il Platino di Towa and The Guardians of the Sacred Tree non presenta particolari difficoltà e risulta accessibile anche ai giocatori meno esperti. La maggior parte dei trofei si ottiene semplicemente completando missioni e avanzando nelle avventure, senza richiedere strategie particolarmente complesse.



Alcuni trofei, però, possono richiedere un po' più di impegno. Tra questi, “Crea una spada con la forza raffinata” potrebbe necessitare di tempo e attenzione per raccogliere i materiali e completare il processo di sintesi. Un altro trofeo impegnativo potrebbe essere quello legato a 100 salti consecutivi nella corda, che richiede precisione e concentrazione.



Nel complesso, comunque, i trofei risultano fattibili, e il percorso verso il Platino appare divertente senza risultare frustrante, offrendo un buon equilibrio tra sfida e accessibilità per i completisti.




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27 settembre 2025 alle 17:10

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