Jimmy and the Pulsating Mass – Recensione
Ci sono titoli che si presentano come semplici JRPG in pixel art e poi, dopo pochi minuti, rivelano un'identità molto più complessa. Jimmy and the Pulsating Mass appartiene a questa categoria rara: un gioco indipendente che prende la struttura dei classici anni '90 e la usa per raccontare qualcosa di profondamente personale, malinconico e a tratti disturbante.
La versione PlayStation 5 porta con sé tutto ciò che ha reso il titolo un piccolo cult su PC: un mondo surreale, un tono che oscilla tra l'umorismo infantile e l'angoscia psicologica, e una scrittura che non ha paura di scavare nei temi più intimi. È un gioco che sorprende, che disorienta e che, soprattutto, non lascia indifferenti.
Un mondo che esiste solo nella mente di un bambino
La storia di Jimmy and the Pulsating Mass ruota attorno a Jimmy, un bambino timido e introverso che vive in un mondo immaginario costruito dalla sua stessa mente. Ogni luogo che esplora, ogni creatura che incontra e ogni trasformazione che acquisisce è una proiezione delle sue paure, dei suoi desideri e dei ricordi che lo accompagnano. Il viaggio non è quindi un'avventura tradizionale, ma un percorso psicologico che attraversa sogni, incubi e frammenti di vita quotidiana.
La “Pulsating Mass” del titolo è una presenza oscura e indefinita, un'entità che sembra crescere insieme alle ansie del protagonista e che rappresenta tutto ciò che Jimmy non riesce a comprendere o affrontare. La narrazione alterna momenti leggeri, quasi infantili, a improvvisi squarci di inquietudine, costruendo un racconto che parla di crescita, vulnerabilità e del modo in cui un bambino cerca di dare un senso a un mondo che spesso gli appare troppo grande.
È una storia che procede per simboli, metafore e suggestioni, senza mai spiegare tutto apertamente. Ed è proprio questa ambiguità a renderla così potente: il giocatore è chiamato a interpretare, a leggere tra le righe, a riconoscere nei personaggi e nei luoghi le tracce di un vissuto che Jimmy non riesce ancora a esprimere a parole.

Un JRPG classico con idee brillanti
A livello di struttura, Jimmy and the Pulsating Mass è un JRPG tradizionale: esplorazione, combattimenti a turni, abilità da sbloccare e un party che cresce insieme al protagonista. Ma la sua forza sta nel modo in cui reinventa queste meccaniche.
Jimmy, un bambino introverso e sensibile, può trasformarsi in diverse “forme”, ognuna legata a un aspetto della sua personalità. Queste trasformazioni non sono solo abilità da combattimento, ma veri e propri modi di interpretare il mondo: la forma del bullo, quella dell'artista, quella del ladro, quella del mostro. Ogni trasformazione modifica statistiche, abilità e perfino il modo in cui Jimmy interagisce con l'ambiente.
Il sistema di combattimento è sorprendentemente profondo. Le abilità si combinano, i nemici richiedono strategie specifiche e la difficoltà cresce in modo costante, senza mai diventare ingiusta. È un gioco che chiede attenzione, che premia la sperimentazione e che non si limita a imitare i classici: li rielabora, li piega al proprio linguaggio e li usa per raccontare qualcosa di più grande.

Pixel art che parla più delle parole
Visivamente, Jimmy and the Pulsating Mass sembra un JRPG a 16 bit, ma basta poco per capire che c'è molto di più. La pixel art è curata, ricca di dettagli e capace di passare dal tenero al grottesco in un attimo. I mondi che Jimmy attraversa sono proiezioni della sua mente: luoghi familiari distorti, ricordi che si mescolano a incubi, creature che sembrano uscite da un libro per bambini… o da un incubo infantile.
La colonna sonora accompagna perfettamente questo dualismo. Ci sono melodie leggere, quasi giocattolose, che si alternano a brani inquieti e dissonanti. È un audio che non fa da sfondo, ma che amplifica ogni emozione, ogni momento di vulnerabilità, ogni svolta narrativa.
Tecnicamente, il gioco gira senza problemi su PlayStation 5. È un titolo ovviamente leggero, ma la fluidità e la pulizia dell'immagine rendono l'esperienza ancora più piacevole. Non ci sono aggiunte particolari rispetto alla versione PC, ma la comodità del pad e la stabilità generale lo rendono perfetto anche per chi vuole affrontarlo dal divano.

La strada verso il Platino
La lista trofei di Jimmy and the Pulsating Mass riflette perfettamente la natura del gioco: non è pensata per accompagnare il giocatore in modo naturale, ma per spingerlo ad affrontare ogni angolo dell'incubo psicologico di Jimmy. Il Platino si rivela non troppo impegnativo, ogni coppa è legata a boss opzionali, boss di trama e a contenuti nascosti.
Ogni trofeo porta il nome di una fobia o di un concetto simbolico, e corrisponde alla sconfitta di una delle creature più disturbanti del gioco: Slither, Grimclaw, Mr. Cat, Whisper Weaver, Ebeezil e Golden King, questi sono solo alcuni dei nomi dei nemici in cui incapperete. Sono boss che rappresentano paure, traumi o distorsioni della mente di Jimmy, e affrontarli tutti significa esplorare a fondo ogni area, spesso tornando indietro con nuove trasformazioni o abilità.
Non mancano trofei legati a contenuti extra come il Dark Dungeon, è quindi una lista che richiede dedizione, attenzione e una buona dose di curiosità, perché nulla viene regalato e molte battaglie sono nascoste dietro percorsi opzionali, ma comunque niente di complesso all'orizzonte. Un percorso che, proprio come il gioco, lascia il segno.
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