Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti per scoprire un nuovo modo di vivere la tua passione.

Blue Prince – Recensione

Cosa serve a un videogioco per diventare un cult? Una trama profonda? Un gameplay appagante? Oppure semplicemente riuscire a offrire un'esperienza coinvolgente che sia completamente diversa da qualsiasi altra sul mercato? Dare una risposta precisa non è facile, ma Blue Prince, di cui vi parliamo nella nostra recensione, prova a spingerci nella giusta direzione. Mettete delle scarpe comode e preparate a girovagare per la tenuta Mt. Holly.



Fate attenzione alle stanze: a loro piace cambiare



Parenti che lasciano in eredità abitazioni o negozi sono solitamente al centro dell'ormai infinita schiera di Simulator sul mercato, ma non per questo sono loro esclusivo appannaggio. Anche Blue Price ne approfitta per metterci nei panni di Simon, giovane a cui lo zio ha lasciato in eredità una lussuosa villa, Mt. Holly. Per poter diventare effettivo proprietario della tenuta e dei terreni attigui, ci sono però delle clausole. Simon dovrà infatti esplorare le 45 stanze della villa e trovare la quarantaseisima, misteriosa e forse persino inesistente.



Un compito non certo semplice, reso ancora più complesso da una particolarità di Mt. Holly. Non potremo infatti dormire nella casa né portarci oggetti dall'esterno e le stanze cambieranno magicamente da un giorno all'altro. Il curioso incipit di Blue Prince lancia i giocatori all'interno di quello che, di fatto, è un roguelite che riprende alcune meccaniche tipiche dei giochi da tavolo. L'obiettivo è chiaro, come arrivarci decisamente meno.



Muovendo i primi passi nell'atrio di Mt. Holly troveremo i primi criptici indizi, una piantina vuota e tre porte da aprire. Questo ci porterà fin da subito a familiarizzare con le particolarissime meccaniche di gioco, innovative e coinvolgenti, grazie alle quali dovremo cercare di esplorare ogni angolo della villa e trovare in fine la stanza segreta. Non a caso, infatti, il titolo scelto ha una simpatica assonanza con l'inglese blueprint, letteralmente traducibile con “progetto”.



https://www.playstationbit.com/wp-content/uploads/2026/03/Blue-Prince-recensione-review-blueprint-Mt.-Holly-walkthrough-soluzione-enigma-3.jpg



Il gameplay di Blue Prince



Spiegare come si svolge una run a Blue Prince è nel contempo semplice e complesso. I giocatori esplorano le stanze della villa con una visuale in prima persona e potranno interagire con alcuni degli oggetti presenti. Non ci sono nemici da combattere, scarejump o prove di abilità: di fatto siamo di fronte a un puzzle game in cui dovremo mettere in campo tattica e logica.



Ogni porta che apriremo ci metterà di fronte a una scelta: verranno draftate tre stanze casuali da disegnare sulla piantina, con determinate caratteristiche. Alcune potrebbero contenere oggetti utili, permetterci di acquistarne o persino ostacolarci in vari modi. Non si tratta però dell'unico elemento da tenere in considerazione, perché le stanze potranno avere una o più uscite (o persino nessuna), che ci permetteranno di proseguire nell'esplorazione o che bloccheranno alcune strade.



Addentrandoci nei meandri della villa capiterà anche di trovare porte chiuse, da aprire utilizzando le pochissime chiavi presenti nell'abitazione, o altre che per essere piazzate ci chiederanno di spendere gemme, merce altrettanto rara. Le monete invece potranno come detto essere spese in alcune stanze-negozio per ottenere bonus e strumenti. Insomma, tutto semplice, ma anche incredibilmente complesso.




Ci vediamo domani!



Uscire indenni dal giro all'interno di Mt. Holly sarà un'impresa decisamente complessa. Come se non bastassero le limitazioni e casualità dei draft, infatti, Simon avrà un numero predefinito di passi che potrà compiere. L'ingresso in ogni stanza ce ne costerà 1, che ci verrà scalato ad ogni passaggio. Eventuali movimenti a ritroso saranno quindi ugualmente dispendiosi. I già citati strumenti potrebbero agevolarci durante l'esplorazione, sebbene questi si resetteranno al termine di ogni run.



Parlando di questo, la giornata terminerà non appena finiremo i passi a disposizione di Simon oppure se sceglieremo l'opzione dal menu. Questo potrebbe rivelarsi necessario se non potremo proseguire, sprovvisti ad esempio di chiavi oppure con tutte le strade che conducono a vicoli ciechi. Sebbene con il nuovo giorno la villa sia resettata, i giocatori potranno imparare dalle precedenti esperienze e sfruttare gli indizi trovati. Una lente d'ingrandimento potrebbe ad esempio rivelarci una password utile in tutte le altre esplorazioni, mentre una cabina armadio potrebbe permetterci di conservare uno strumento.



Sebbene questo meccanismo crei dipendenza, a differenza di altri roguelite come The Binding of Isaac e simili, Blue Prince sembra avere run più fortunate accostate ad altre meno valide, in cui si ha la sensazione che sia impossibile trionfare. Nonostante questo, i numerosi enigmi da risolvere (di cui non vi facciamo spoiler) e le costanti novità e scoperte vi spingeranno a continuare l'esplorazione fino a trovare la mitica stanza 46.



https://www.playstationbit.com/wp-content/uploads/2026/03/Blue-Prince-recensione-review-blueprint-Mt.-Holly-walkthrough-soluzione-enigma-1.jpg



Il comparto tecnico di Blue Prince



A supportare al meglio le meccaniche di Blue Prince serviva un comparto tecnico altrettanto carismatico, ma nel contempo rispettoso della natura pacifica e riflessiva dell'opera di Tonda Ros e Dogubomb. La scelta è ricaduta su uno stile grafico che potremmo definire “sketched”, in cui tutto sembrerà il bozzetto di un progetto, dunque decisamente pertinente alle tematiche affrontate. Non per questo però il titolo sarà scarno di dettagli, anzi: basterà girovagare all'esterno di Mt. Holly, osservare i quadri o perdersi nelle vetrate della Cappella per rimanere rapiti dallo scenario creato dal team.



Allo stesso modo il comparto audio, sempre moderato, fa da perfetto sottofondo alle nostre esplorazioni, senza mai invadere le nostre orecchie e lasciandoci la giusta quiete per meditare sulle proprie mosse. Il tutto contribuisce a creare un'atmosfera di solitudine e di perdizione tra i desolati corridoi di Mt. Holly, un luogo sì ricco di fascino, ma anche privo di qualsivoglia forma di vita.



BUona la longevità generale, dato che per riuscire a completare l'impresa e far sì che Simon si goda la sua sudata eredità potrebbero essere necessarie una ventina di ore o più, in base anche alla fortuna e all'abilità dei giocatori. Chi però vorrà potrà passare molto altro tempo all'interno della tenuta, per scoprirne tutti i segreti. In questo senso, spiace che il titolo non sia stato localizzato in italiano: se vorrete affrontare Blue Prince, dovrete farlo in lingua inglese.



Il Platino di Blue Prince



Amanti dell'ottenimento di coppe a raffica, mettetevi il cuore in pace. Blue Prince è un gioco che fornirà ricompense con il contagocce, premiando i giocatori sia per la loro abilità che per la loro costanza. La lista include un numero limitato di coppe, solo 17, Platino compreso. Le insidie però sono parecchie, come la richiesta di terminare il gioco in meno di un'ora. Una sfida per cacciatori arditi, che metterà alla prova le vostre abilità.




L'articolo Blue Prince – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

Continua la lettura su www.playstationbit.com

oggi alle 17:10