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The Rogue Prince of Persia – Recensione

In occasione del lancio della versione fisica del gioco, riscopriamo l'apprezzatissimo The Rogue Prince of Persia, di cui vi parliamo nella nostra recensione. Con quasi un anno già sulle spalle, il roguelite di Evil Empire e Ubisoft riesce ancora a far battere i cuori degli appassionati del genere.



Mamma gli Unni



Per tornare alle origini della saga di Prince of Persia è necessario tornare indietro di parecchi anni, precisamente fino al 1989. Jordan Mechner infatti creò un gioco ispirato tra gli altri a I Predatori dell'Arca Perduta, in cui l'eroe sarebbe stato costantemente in pericolo ma destinato a salvarsi per il rotto della cuffia. L'affascinante meccanica legata al tempo ha accompagnato il principe anche nelle sue trasposizioni moderne, gestite da Ubisoft, arrivando sino a quest'ultima reincarnazione.



Soprassedendo al fallimentare Prince of Persia Remake, cancellato a inizio anno, il roguelite di Evil Empire rimane di fatto l'ultima avventura dell'eroe. La scelta del team è stata però quella di provare a innovare la formula proposta su PlayStation 2, riprendendo piuttosto quanto visto in The Lost Crown. Eccoci quindi davanti a un action platform bidimensionale, che incorpora però al suo interno meccaniche tipiche dei roguelike, come è facile evincere dal nome.



The Rogue Prince of Persia cambia ancora una volta stile, abbandonando quello simil-punk per tornare su uno più fedele alle opere originali. Trattandosi di un gioco risalente allo scorso agosto, non facciamo spoiler nel dirvi che l'accoglienza è stata decisamente calorosa, con pubblico e critica pronti ad tessere le lodi del lavoro svolto da Evil Empire. La versione fisica, denominata Immortal Edition, esce quindi sia per dare modo a chi si fosse perso il titolo di giocarlo, sia per far sì che i collezionisti possano aggiungerlo alla loro raccolta.



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Storia e gameplay di The Rogue Prince of Persia



Considerato quanto premesso in precedenza, non ci dilungheremo esageratamente sulla storia del titolo, probabilmente già nota a molti. Il nostro Principe di Persia sta infatti fronteggiando l'esercito degli Unni, guidato dal malvagio Nogai, interessato a conquistare il suo regno. Nelle prime battute il nostro eroe cade per mano del leader nemico, salvo poi ritornare in vita davanti agli occhi della sciamana Paachi. Questa le spiega che la sua Bola, ossia la collana che indossa, lo salva dalla morte facendolo ripartire dall'oasi. Sfruttando questa abilità il Principe migliorerà progressivamente, per arrivare così preparato allo scontro con Nogai.



La narrazione si evolve nel corso del tempo, regalando interessanti risvolti in concomitanza con l'evoluzione del protagonista. Nonostante si tratti di un pretesto per lanciare i giocatori nell'azione, la struttura è piacevole da seguire. Il fulcro rimane comunque il gameplay, che propone un loop semplice ma efficace. I giocatori affrontano livelli bidimensionali in cui supereranno sezioni platform e sconfiggeranno vari minions. Durante l'esplorazione si raccoglieranno oro e potenziamenti, che perderemo in caso di morte, e anime che potremo invece conservare per migliorare le nostre abilità.



Come da tradizione dei roguelite, infatti, non solo sbagliando diverremo più abili, ma di tanto in tanto potremo sbloccare migliorie permanenti e personaggi con cui interagire nell'oasi. Il fabbro migliorerà le nostre armi, Paachi gli amuleti per la Bola che forniranno abilità speciali e così via. Saliremo anche di livello, sbloccando potenziamenti da appositi rami, lasciando che sia il giocatore a scegliere la sua strada (e quindi la build del Principe), modificabile comunque in qualsiasi momento. Tutto funziona in maniera eccellente, invogliando ad affrontare una run dietro l'altra per tentare di arrivare più lontano possibile nell'esplorazione. La presenza di piccoli segreti e la possibilità di usare altari per tornare sui nostri passi e controllare i diversi bivi consentono inoltre di non far diventare questa pratica frustrante.




Un Principe guerriero



Uno degli elementi su cui Evil Empire ha puntato molto, dopo il successo del suo Dead Cells, è il combattimento. Il Principe potrà usare numerose armi e combinarle con gli amuleti, per ottenere gli effetti più disparati. La possibilità di schivare i nemici, usare attacchi secondari affidati a una barra d'energia e lanciare attacchi caricati crea un combat system complesso e articolato, che richiederà un po' di pratica per essere padroneggiato. I più abili potranno comunque terminare l'avventura in una decina di ore, con margini però per continuare l'esplorazione.



Abbinate alle meccaniche di combattimento ne avremo poi una che premierà i nostri riflessi. Il Soffio di Vayu si caricherà infatti se eseguiremo mosse e salti con il giusto tempismo, donandoci un boost in velocità. Sebbene inizialmente potrebbe rivelarsi complesso da gestire, con un po' di esperienza ci ritroveremo a correre sui muri e saltare a ritmo con una precisione sorprendente. Il tutto mantenendo sempre una grande fluidità, segno dell'ottimo lavoro svolto dal team e di tutti gli aggiornamenti rilasciati.



In tutto questo continua a permanere una certa lentezza nei caricamenti, situazione che poteva forse essere gestita meglio sfruttando la potenza di PlayStation 5. Nulla comunque che possa guastare l'esperienza generale, senza contare che spesso questi momenti di stacco ci daranno modo di riflettere e di fare mente locale sull'evoluzione nella run del nostro Principe.



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Il comparto tecnico di The Rogue Prince of Persia



Oltre ad essere molto divertente da giocare, The Rogue Prince of Persia è anche un gioco che riesce ad appagare l'occhio. Le ambientazioni create sono varie ed evocative, ricche di elementi che rendono le aree limitrofe al castello del re e quelle interne sempre piacevoli da osservare. Lo stesso dicasi per gli effetti degli attacchi, che animano lo schermo senza creare eccessiva confusione, salvo rari momenti.



Allo stesso modo, la colonna sonora accompagna il giocatore nel suo viaggio in maniera puntuale. Il titolo non include alcun tipo di doppiaggio, ma soltanto dialoghi a schermo. Questi ultimi sono stati localizzati anche in italiano, rendendo semplice sia seguire la storia che comprendere al meglio le abilità. Buona come detto la longevità generale, mentre a livello di rigiocabilità The Rogue Prince of Persia è praticamente infinito: tutto sta alla voglia dei giocatori di mettersi e rimettersi alla prova.



Il Platino di The Rogue Prince of Persia



Se siete cacciatori di trofei navigati, probabilmente saprete già che il Platino di The Rogue Prince of Persia non è esattamente una passeggiata di salute. Oltre a dover completare il gioco e assistere al vero finale, sarà infatti necessario completare una serie di azioni di miscellanea e soprattutto sconfiggere ogni boss senza subire danno. Quest'ultima raccolta di richieste è ciò che rende il Platino così complesso, nonostante la possibilità di caricare i salvataggi sul cloud per riprovare in caso si subissero danni. Se però sarete così abili da riuscire nell'impresa, potrete festeggiare aggiungendo il Platino del Principe alla vostra bacheca.




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