First Giants – Recensione
Allestite la mostra di fossili più spettacolare del mondo in First Giants, protagonista della nostra recensione. Il nuovo titolo di Space Cowboys, pubblicato in Italia da asmodee, ci mette infatti nei panni di curatori, che dovranno sfruttare al meglio le proprie risorse e il loro studio per creare una collezione degna di essere menzionata sulle prime pagine dei giornali. Solo così sarà possibile trionfare sui rivali e dimostrare che il proprio museo è il migliore.
I primi giganti
I dinosauri sono senza dubbio creature in grado di affascinare grandi e piccini, oltre a stimolare l'immaginazione. Questo perché, essendo basate su ricostruzioni, lasciano spazio a interpretazioni più o meno libere del loro aspetto, mantenendo però alcuni canoni. I fossili sono infatti l'unica traccia del passaggio di questi mastodontici esseri sulla Terra e per i ragazzi di Space Cowboys proprio questa raccolta di ossa e reperti è diventata terreno fertile per ideare un gioco da tavolo. First Giants ci mette infatti come già anticipato nei panni di curatori di musei, il cui scopo è realizzare l'esposizione più incredibile mai vista. Per farlo, sarà necessario radunare i migliori reperti, studiarli e in ultima battuta esporli.
La scatola del gioco ci mostra fin da subito alcune delle creature con cui avremo a che fare, che coprono vari periodi storici. Avremo infatti a che fare non solo con i più noti dinosauri, ma anche con creature sempre preistoriche ma più “recenti”, come ad esempio la Tigre dai denti a sciabola oppure il NOME CREATURA. Queste creature sono raffigurate su un totale di 65 carte bifronte: su un lato avremo un'immagine che la raffigura in vita e mostrerà alcune abilità speciali, mentre sull'altro avremo il suo fossile, da esporre nel nostro museo per guadagnare punti a fine partita.
Sollevando il coperchio, First Giants si rivelerà un gioco incredibilmente ordinato: avremo infatti tre scatole in cartone in cui conservare le numerose componenti di gioco. Oltre alle già citate carte avremo 4 plance Sito di Scavo su cui disporle che faranno da mercato. Troviamo poi 5 plance Museo (una per giocatore) e 20 pedine in legno riportanti fossili, che useremo per eseguire azioni, oltre all'immancabile segnalino Primo Giocatore. A disposizione di tutti ci saranno invece 80 ambre in vetro, i segnalini set e quelli per tenere traccia dei punti, oltre alle 8 Notizie che tenteremo di ottenere con le nostre esposizioni. Tutti i materiali sono di grande qualità, soprattutto in rapporto al prezzo a cui First Giants viene proposto, e daranno davvero la sensazione di essere immersi in una realtà preistorica e museale.

Come si gioca a First Giants
Diventare curatori esperti sarà un'impresa alla portata di tutti. Per iniziare una partita a First Giants sarà sufficiente dare a ogni giocatore una plancia Museo e un set di 4 segnalini. Si dovranno poi piazzare al centro del tavolo le quattro plance Sito di Scavo, mischiando il mazzo creature e pescando due carte dalla cima per ognuno dei siti. Dovranno essere anche messi a disposizione di tutti i segnalini ambra, quelli per tenere traccia dei punti, oltre agli 8 delle notizie. Si dovrà anche preparare una riserva di segnalini set variabile in base al numero di giocatori, che serviranno anche a determinare la durata della partita. La sfida infatti terminerà non appena questa riserva sarà esaurita oppure non vi saranno più carte creatura da pescare.
Nel proprio turno, i giocatori potranno eseguire una sola azione tra le due disponibili. La prima possibilità è quella di piazzare una propria pedina in un Sito di Scavo, prendendo una delle due carte presenti e collocandola nel proprio Studio. La carta presa andrà immediatamente sostituita con una pescata dalla cima del mazzo. Le creature preistoriche che otterremo riporteranno su di esse una dimensione, indicata da un numero da 1 a 3: potranno essere piccole, medie e grandi. Avranno inoltre uno di sei colori, che ne indicano la categoria, oltre a un'abilità che potrà essere istantanea oppure continua. Nel primo caso sarà indicata da un fulmine e verrà applicata appena metteremo la carta nello studio, facendoci guadagnare un vantaggio. Nel secondo caso, l'abilità si attiverà ogniqualvolta l'azione indicata verrà eseguita. Alcune carte si attiveranno anche con azioni compiute dagli avversari, dunque dovremo fare attenzione a ogni loro mossa.
Tra le abilità ne avremo alcune che faranno guadagnare immediatamente punti vittoria, di cui terremo traccia con gli appositi segnalini a forma di foglia fossile, altre invece che ci faranno ottenere ambra, ossia la moneta di gioco, altre ancora che permetteranno di scambiare elementi oppure esporre immediatamente alcune delle creature studiate nel nostro museo come fossili. Per completare quest'azione dovremo scegliere una carta nel nostro studio, pagare un costo in ambra pari alla sua dimensione (dunque da 1 a 3 segnalini) e posizionare la carta scelta nella parte bassa della nostra plancia, girata sul lato fossile. Le carte potranno essere usate per creare un nuovo set o proseguirne uno esistente, a patto che rispettino una delle due regole base. Potremo infatti creare set composti da carte tutte della stessa dimensione ma di colore diverso (set Dimensione) oppure appartenenti alla stessa famiglia ma di dimensioni diverse (set Famiglia). Ogni volta che aumenteremo un set di dimensione, potremo anche aggiungervi un segnalino Set, che ci farà guadagnare punti extra.

Edizione straordinaria!
La creazione di set non permette soltanto di guadagnare i rispettivi segnalini, ma anche di ottenere le Notizie, ossia dei premi forniti al giocatore che otterrà la raccolta più grande di una specifica tipologia di fossili. Non appena riusciremo a creare un set di almeno due carte, potremo reclamare dalla riserva la notizia corrispondente, in base alla collezione da noi creata. Se il segnalino non sarà più disponibile, non dovremo disperarci, perché potremo sottrarlo al giocatore che lo possiede creando un set più grande del suo. Avremo infatti attirato l'attenzione della stampa nel nostro museo e potremo quindi rubare punti ai rivali facendo loro concorrenza nell'esposizione. Questo meccanismo crea un'interessante interazione tra i giocatori al tavolo, che dovranno controllare l'operato di tutti per decidere su quali set puntare. Se inoltre un giocatore riuscirà a completare un set (con 3 carte per i set Famiglia e 6 per quelli Dimensione) potrà girare ogni segnalino presente su di esso sul lato scuro, aumentando i punti generati.
E se non avremo più pedine da piazzare o non vorremo farlo? In questo caso, sarà possibile eseguire la seconda azione, ossia richiamare tutte le proprie pedine dai siti di scavo. Per ogni pedina recuperata, potremo scegliere una di due opzioni: ottenere un'ambra da aggiungere alla riserva oppure esporre un fossile preso dal nostro studio. In questo modo potremo ottenere maggiori risorse oppure aumentare la dimensione dei nostri set senza necessità che vi siano carte creatura dotate di specifiche abilità. In ogni caso, sarà necessario sempre soppesare al meglio vantaggi e svantaggi del trasformare le nostre carte in fossili: una volta fatto, non avremo più accesso alle loro abilità, dunque in certi momenti della sfida potrebbe essere più utile rinunciare all'esposizione e aumentare le carte nel nostro studio.
La sfida prosegue come detto fino a quando non si esaurirà la riserva di segnalini Set oppure se il mazzo di pesca dovesse svuotarsi. A quel punto si completerà il turno in corso così che tutti abbiano giocato lo stesso numero di round e si passerà al conteggio dei punti. Bisognerà sommare tutti quelli guadagnati nel corso della partita, quelli dei segnalini Set e quelli delle notizie eventualmente possedute. Eventuali creature rimaste nello studio e segnalini ambra nella riserva non faranno guadagnare punti extra. Chi avrà ottenuto il totale più alto sarà riuscito a creare l'esposizione più spettacolare e verrà dichiarato miglior curatore museale, nonché vincitore della partita.

First Giants: gestione di giganti alla portata di tutti
Sebbene ai giocatori sia consentito di scegliere tra due sole azioni, First Giants si è rivelato un titolo incredibilmente riflessivo. Per trionfare sarà infatti necessario non solo studiare al meglio quali carte aggiungere alla propria collezione, ma anche valutare le mosse dei rivali e quando magari rimanere in attesa di cambiamenti nei Siti di Scavo, recuperando magari le proprie pedine per i turni successivi. In tutto questo si instaurano bene le semplici meccaniche di set collection, che premieranno i giocatori più abili e rapidi con punti aggiuntivi. Ogni dinamica di First Giants funziona bene, consentendo a volte di creare piccole ma soddisfacenti combo per attivare più poteri in una volta sola. Il gioco di Space Cowboys non diventa comunque mai troppo complesso, risultando di fatto un entry level per chi volesse avvicinarsi a questo genere di titoli.
First Giants rimane però un titolo che darà il suo meglio coinvolgendo tre o quattro giocatori: raggiungendo il numero massimo, ossia 5, i momenti morti tenderanno a diventare piuttosto importanti, seppur mitigati da alcune interazioni. Affrontare la sfida in 2 comporterà invece un più basso ricircolo di carte, portando a volte a momenti di stallo in cui non ci saranno creature utili alla nostra strategia nei Siti di Scavo. La presenza di ben otto spazi aiuta comunque a mitigare in parte questo problema. Buona invece la rigiocabilità: le carte offrono una discreta varietà e potrebbero portare a combinazioni inaspettatamente efficaci anche dopo svariate partite all'attivo.
Dove First Giants invece eccelle senza fatica è a livello grafico. Le carte sul fronte ricordano schizzi presi da diari di viaggio o vecchie enciclopedie, mentre sul retro troviamo una riproduzione del fossile pronto per l'esposizione, scelta che aumenta l'immersività Allo stesso modo lo stile scelto per i segnalini, come ad esempio i cordoni da mettere sui nostri set, riesce a regalare un colpo d'occhio molto piacevole. L'ambra e soprattutto le pedine in stile fossile fanno il resto, rendendo First Giants il gioco perfetto per chi vuole fare un tuffo nella preistoria stando comodamente seduto al tavolo, sentendosi magari dei novelli John Hammond.

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