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Pit Panic – Recensione

Se diventare archeologi era il vostro sogno da bambini, allora con Pit Panic, di cui vi parliamo nella nostra recensione, potrete finalmente realizzarlo. Il platform bidimensionale roguelike di Flying Rat Studio però potrebbe non rappresentare al meglio le vostre aspettative verso questa professione. Dovremo infatti fuggire da un tempio che ci crollerà letteralmente addosso, superando ostacoli e insidie.



Il destino dell'archeologo



Una delle scene più famose di Indiana Jones è sicuramente quella in cui l'archeologo interpretato magistralmente da Harrison Ford tenta di scambiare l'idolo d'oro con un sacchetto di sabbia di egual peso. Il fallimento in questa impresa porta all'attivazione di trappole letali, che il nostro protagonista riesce però a evitare grazie alla sua abilità e ginnicità. Questo, a grandi linee, è anche l'incipit di Pit Panic, roguelike in cui un archeologo, recuperando un reperto, innesca il crollo di un antico tempio azteco.



Affidandosi al suo fedele rampino, la studiosa dovrà farsi largo in una serie di stanze sempre più complesse e costellate di pericoli, nel tentativo di riconquistare la superficie e riunirsi al suo gruppo. Inutile dire che l'impresa è più semplice a dirsi che a farsi, perché tra buche piene di spuntoni, statue che sparano frecce e crolli improvvisi, la nostra sconfitta è dietro l'angolo.



Questa semplice premessa lascia intendere che Pit Panic non proporrà una ricca e corposa narrazione, né tantomeno particolari spunti o filmati d'intermezzo. All'inizio della partita recupereremo il nostro rampino e ci prepareremo alla scalata, affrontando alcune delle oltre mille stanze disegnate a mano in cui si mischiano elementi casuali, volti a rendere la sfida sempre diversa. L'idea funziona, tanto che anche dopo diverse ore difficilmente vi troverete ad affrontare la sensazione di déjà vu tipica di alcuni esponenti del genere.



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Il gameplay di Pit Panic



Ma come potremo sopravvivere e tornare in superficie, muniti solo di un semplice rampino? La risposta risiede in realtà in parte in un errore di fondo: lo strumento in dotazione alla nostra eroina improvvisata è tutt'altro che semplice. Utilizzandolo sarà possibile afferrare oggetti e lanciarli, aggrapparsi alle pareti e persino scavare alcune tipologie di rocce. Potremo inoltre sfruttare il cavo per dondolare, usando la forza oscillatoria per superare gli ostacoli più estesi.



Nelle fasi iniziali ci verrà data una piccola infarinata di queste funzionalità, che dovremo però approfondire con il tempo e l'esperienza. Come ogni roguelike che si rispetti, anche Pit Panic lascia al giocatore la possibilità di esplorare, fallire e riprovare senza particolari penalità. Anzi, la morte in certi casi sarà anche istruttiva, perché capiremo quando osare e quando magari rallentare, oppure scopriremo effetti che ignoravamo in precedenza, come blocchi che cadranno o pattern di alcuni nemici.



Una tipica formula try and error, in cui si inseriscono anche elementi che spingono a fare valutazioni. Sbloccare alcuni potenziamenti durante le run richiederà spesso di rinunciare alla propria salute, esponendosi maggiormente al pericolo in cambio di una maggiore efficienza. Inoltre, man mano che ci addentreremo nel tempio, scopriremo nuovi modi di sfruttare il rampino, sorprendendoci di quanto naturali diventeranno movimenti che inizialmente ci sembravano impossibili.




Non sono gli anni, amore, sono i chilometri



L'elemento più sorprendente di Pit Panic è la capacità di spingerci a metabolizzare stanze e percorsi con un rapido colpo d'occhio. In pochi secondi bisognerà trovare la strada sicura, evitando le minacce già presenti e anticipando quelle possibili in arrivo. Le stanze sono poi inframezzate da passaggi in aree da scavare, che i giocatori appassionati di titoli come Mr. Driller e simili ameranno particolarmente. Qui, deviare da una strada sicura potrebbe garantire maggiori ricompense, obbligandoci però a fare i salti mortali per sopravvivere.



Tutto risulta comunque in equilibrio, così come lo sono le battaglie con i boss, i quali richiederanno un approccio studiato per essere sopraffatti. Pit Panic non è comunque un gioco che vuole essere fin da subito user friendly, agevolandovi nella missione. Si tratta di un roguelike punitivo, che richiederà pazienza e dedizione ma che in cambio regalerà grandi soddisfazioni. Nonostante questo, risulta un'opera affrontabile anche da coloro che non sono pratici di platform bidimensionali, a patto che facciano fin da subito i conti con numerosi fallimenti.



Durante le partite ci sarà sempre modo di scoprire qualche informazione aggiuntiva, trovare una strada mai esplorata e persino morire in maniere imprevedibili. Tutto serve da lezione per tornare più carichi ed esperti che mai, raccogliere monete e monili e ovviamente tentare di uscire sani e salvi dal tempio. Si tratta di un circolo virtuoso, in cui il desiderio sarà quello di lanciarsi immediatamente in una nuova fuga, per mettere in pratica quanto appreso durante l'ultimo fallimentare tentativo con la speranza che quella che affrontiamo sia la volta buona per rivedere la luce del sole.



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Il comparto tecnico di Pit Panic



In un gioco frenetico e basato sulla percezione istantanea di aree e pericoli, un punto cruciale era sicuramente la gestione dei controlli. Sebbene alcune scelte possano inizialmente lasciare spaesati, anche a causa del già citato tutorial piuttosto scarno, con il passare delle ore ci si accorgerà che il lavoro svolto da Flying Rat Studio è davvero eccellente. I movimenti sono fluidi e precisi e lasciano al giocatore la possibilità di sfruttare il rampino anche per cambi di direzione a mezz'aria, così da prendere vie inaspettate e magari utili scorciatoie. Tutto è ben calibrato e diventa familiare dopo una manciata di ore, facendoci diventare archeologi sempre più temerari con il passare del tempo.



A questo si uniscono una grafica e un sonoro pregevoli. Lo stile scelto ricorda un cartone animato Nickelodeon, con personaggi e ambientazioni dotati di un piacevole effetto tridimensionale che stemperano la tensione di una lotta contro il tempo (e i crolli) e che rendono di fatto l'avventura più leggera. Lo stesso dicasi per una colonna sonora azzeccata, che accompagnerà le nostre fughe senza mai divenire eccessivamente monotona o ripetitiva. Una nota di merito va anche alla scelta di ridurre gli effetti speciali, in modo da consentire al giocatore di identificare nitidamente gli elementi importanti dell'ambientazione, che si staglia solitamente su fondali neutri. In questo modo sarà anche facile notare eventuali minacce per la nostra incolumità.



Parlando invece della longevità, per riuscire a completare il gioco e rivedere la luce del sole bisognerà mettere in conto svariate run e parecchie ore di gioco. Anche così, comunque, difficilmente avrete visto tutto ciò che Pit Panic ha da offrirvi, senza contare che il team ha deciso di creare una sezione di sfide giornaliere, da affrontare per dimostrare la propria abilità, oltre a proporre classifiche e un editor per generare i propri livelli. Insomma, un pacchetto completo grazie al quale potreste scegliere di non abbandonare mai più le stanze di questo tempio azteco… O almeno rimanerci fino al prossimo crollo.



Il Platino di Pit Panic



Le dinamiche di Pit Panic hanno lasciato ai ragazzi di Flying Rat Studio ampio spazio per creare una lista piena di trofei particolari. Nelle prime battute se ne otterranno un discreto numero, principalmente legati alle diverse tipologie di morte all'interno del tempio. Con il passare delle ore e acquisendo esperienza si riuscirà a ottenere anche quelli legati a specifiche abilità, alla scoperta di nuove zone del tempio e ovviamente al completamento del gioco. Il Platino è comunque tutt'altro che semplice e richiederà un discreto impegno da parte dei giocatori. Se però pensate di poter essere degli archeologi degni di questo nome, allora non vi resta che mettervi alla prova e tentare di fuggire dal tempio con il Platino di Pit Panic.




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14 agosto alle 16:30