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Dream Cage – Recensione Speedrun

La paralisi del sonno è un fenomeno che sembra essere stato creato dalla natura per ricamarci sopra storie horror. Al di là della patologia, che può essere davvero fastidiosa e disturbante per chi ne è affetto, il tema è stato preso come spunto da numerose opere, sia cinematografiche che videoludiche, per le possibilità spaventose che apre. Anche Dream Cage parte da questo fenomeno e ci costruisce sopra un gameplay estremamente limitato che si affianca, forse sminuendola, a una storia interessante.



Partiamo dai problemi



I problemi di Dream Cage sono due: il primo è che ci butta nel gioco senza creare un minimo di contesto e introduzione. Non fosse per la sezione “come giocare” nel menù iniziale, che fa da tutorial testuale, non avremmo la minima idea di che cosa sta accadendo. Anche così, i primi minuti trascorrono cercando di farsi un'idea del nostro scopo all'interno delle tre stanze del minuscolo appartamento del protagonista. Inquietante come scelta, sì, e con i primi jump scare che definiscono le atmosfere che ci aspettano, ma fin troppo votata all'autogestione.



Il secondo problema è che la meccanica di gioco è letteralmente una. Trova una videocamera nell'appartamento, fai scorta di batterie per ricaricarla e di pastiglie per tenere a bada la tua sanità mentale e vaga per le stanze alla ricerca di anomalie da analizzare e registrare. Ripeti il tutto per cinque notti e avrai la piena esperienza di Dream Cage, senza colpi di scena o nuove cose da fare via via che si procede.



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L'anomalia è il gameplay



Le anomalie non sono ben definite. In qualche caso sono evidenti, in altri molto meno. Possiamo vederle solo inquadrando l'ambiente con la telecamera, cosa che magari ci fa scoprire arti recisi in un lavandino, pozze di sangue nella vasca da bagno o messaggi minacciosi su una bacheca. Quando individueremo un'anomalia, dovremo analizzarla premendo la levetta destra: trovandone un certo numero, potremo andare a dormire, chiudendo la nottata. Peccato che il tutto prosegua con una paralisi del sonno, visioni mostruose e il passaggio a una nuova nottata con altre anomalie da trovare.



L'atmosfera è buona, il comparto grafico e quello audio fanno il loro lavoro. Sono i jump scare a risultare un po' forzati, troppo numerosi e con creature che non fanno davvero paura. Molto meglio il senso di disagio trasmesso da rumori misteriosi, porte che si chiudono, ticchettii sulle finestre, luci che si spengono. Anche la parte della paralisi del sonno è fatta bene: ci si immedesima nel protagonista che può vedere ma non muoversi né parlare. Il tutto è danneggiato irrimediabilmente dalla gestione di batterie e pastiglie. La carica della telecamera dura letteralmente pochi secondi e costringe a cercare nuove batterie che potrebbero comparire ovunque. E l'angoscia del protagonista sale troppo rapidamente, richiedendo la ricerca e l'uso dei medicinali o il restare completamente immobili per un po'.



Ma cosa succede se lasciamo che l'ansia prenda il sopravvento? In realtà nulla di buono: superato un certo limite, cosa che accade facilmente, una creatura ci attacca e ci costringe a ricominciare la ricerca da capo. La cosa risulta noiosa, se non si fosse capito, proprio per la ripetitività delle meccaniche e la facilità con cui si incappa in un game over. Dietro a tutto questo c'è una storia che possiamo ricostruire leggendo lettere sparse per l'appartamento nelle diverse nottate. Per chi ha la pazienza di leggere i testi in caratteri molto piccoli e di arrivare effettivamente alla quinta e ultima notte nonostante il gameplay claudicante, si intende.



Trofeisticamente parlando: niente di anomalo



I 18 trofei di Dream Cage, che garantiscono un Platino dopo 3 di bronzo, 5 d'argento e 9 d'oro, sono assolutamente lineari: completare le cinque notti, trovare tutti i documenti e tutte le anomalie. Ci sono inoltre due finali, uno buono e uno cattivo, legati alla raccolta dei documenti che raccontano la storia del protagonista. Resistendo alle varie problematiche, si tratta di un Platino che potrete portare a casa in circa mezz'ora.




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