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Recensione Red Dead Redemption

Quando Carl Johnson incontra Sergio Leone

Ricordate i famosissimi spaghetti western che mandano in onda a ruota libera durante il pomeriggio su Rete 4? Benissimo. Conoscete la famosissima saga di GTA che ha venduto 114 milioni di copie? Come disconoscere. Adesso unite questi due elementi e vi uscirà Red Dead Redemption.
Cos'è Red Dead Redemption, innanzitutto. Red Dead Redemption è semplicemente uno degli esperimenti più ardui attuati da Rockstar. Ma questo esperimento è riuscito? Se siete impazienti di saperlo andate a fondo pagina a vedere il voto, ma i più puntigliosi chiederanno pure una motivazione a codesto voto, e allora concediamogli questa soddisfazione.



Il Buono, il Brutto e il Redento
Il gioco è ambientato nel 1911,durante il tramonto dell'"Old Wild West" in una regione di confine fittizia -come da tradizione per la saga- tra gli Stati Uniti e il Messico. Il protagonista è un tale John Marston (nipote del personaggio di Red Dead Revolver) che ha un passato da bandito. Ciò sicuramente non gli è giovato, e adesso si ritrova con tutta la famiglia sequestrata dai federali. Che cosa vogliono in cambio i tizi del bureau? Semplice, la cattura (o l'uccisione) di tre famigerati banditi ex compagni di compare John: Bill Williamson, Javier Escuella e il capo di tutta la giostra, Dutch Van Der Linde.
La trama si svolge in maniera fantastica e riesce a far immergere il giocatore nell'avventura, immedesimandosi in tutto ciò che coinvolge Marston, ma non solo: infatti ogni personaggio secondario ha una storia parallela a quella narrata che bisogna "risolvere" prima di avere un aiuto concreto da questo. Senza anticiparvi niente, ad esempio, troviamo il depredatore di cadaveri che deve trovare una mappa e... Non voglio dirvi altro.



Bullet for my redemption
Un altro degli elementi cardine di ogni gioco "alla GTA" che si rispetti è il gameplay, infatti presenta le due caratteristiche tipiche dei GTA: libertà d'azione e tanti, tanti, tanti proiettili da sparare per arrivare al punto B dal punto A.
Riguardo al primo aspetto c'è poco da dire che già non si sappia: missioni secondarie numerose e abbastanza varie; sfide riguardo a diversi tipi di uccisione; mappa immensa... Insomma, puoi fare di tutto a tutte le ore, anche giocare a carte o sbronzarti.
Invece per la componente da TPS devo farvi notare una cosa che mi ha mandato in bisibilio: i danni localizzati. Dio se amo i danni localizzati. Infatti, come già dovreste sapere, ogni nemico reagisce diversamente in base alla parte del corpo colpita, se, ad esempio, vengono colpiti alla gamba iniziano a zoppicare, o se vengono presi alla testa, beh, muoiono. Le armi sono suddivise in 8 classi: pistole (o revolver), coltello, fucili a pompa o a pallettoni, fucili di precisione, carabine &co., mani nude, lazo, lanciabili. Una caratteristica della componente sparacchina è sicuramente il Dead Eye, un bullet time dove puoi scegliere la posizione precisa del nemico in cui far scoppiare il colpo, ed ha tre livelli, uno più efficace dell'altro. L'intelligenza artificiale dei nemici è appena sufficiente, con nemici che tenteranno timidamente delle tattiche di aggiramento ma poco più.



Ma è un film o un videogioco?
La domanda me la sono fatta guardando il comparto tecnico del gioco. Infatti, se guardate un tramonto e sentite la musica di sottofondo sentirete un'atmosfera unica, tipica dei film di Sergio Leone. Graficamente il gioco si attesta a livelli altissimi, uno dei migliori di questa generazione, basta guardare i cavalli (che sono gli animali fatti meglio in tutto il gioco) in corsa e vedrete persino i muscoli muoversi. Se vi piace vedere anche il pulviscolo del deserto americano, allora avete trovato il gioco che fa per voi.
Il comparto sonoro è veramente bello, con una colonna sonora che mi è parsa forse un po' minimalista, ma molto d'astomsfera Il doppiaggio è, come al solito, in inglese e fatto anche questo con una cura molto buona, ma attenzione: guardando i sottotitoli in italiano durante i tragitti in cavallo si rischia di cadere da un dirupo!



Banditaggio in compagnia
Il multiplayer è uguale a quello di GTA IV, con la modalità libera fulcro del multi che, però, alla lunga diventa noiosa se giocata da soli. Si aggiungono solo qualche modalità come il classico deathmatch a squadre, che inizia con il classico <<stallo alla messicana>>.
Particolare rilevanza hanno le missioni cooperative (scaricabili tramite un DLC gratuito) che aggiungono molto ad un multiplayer se no piuttosto scialbo.



Voto:9.7

pubblicato alle 22:47 del 08/05/2012

Condiviso da piroteca e un altro.Piace a 4 persone

 

letta.
Bravo sisi
(dove hai letto che john è il nipote del protagonista di red dead revolver? °-° non ho mai trovato niente del genere, ne su wiki e ne su red dead series D:)

 

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Scusa una curiosità: Gta ha venduto 114 milioni di copie solo il 4 o tutti insieme, perchè se fosse solo il 4 è allucinante!