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Cover Shenmue

Shenmue Dreamcast

Sviluppato da Sega AM2 e prodotto da Sega, Shenmue è un gioco d'azione e avventura uscito il 6 novembre 2000 per Dreamcast.

9.6

Recensioni

18 utenti

Myggdrasil

Myggdrasil ha scritto una recensione su Shenmue

Cover Shenmue per Dreamcast

Forklift simulator

Chiaramente questa recensione è basata sulla recente remaster, dato che non ho il Dreamcast.

Allora, da dove cominciare? Di Shenmue si è sempre parlato tanto, perché è uno di quei titoli con una reputazione praticamente immacolata di cui si sentono dire solo belle cose. O almeno così era stato fino al mese scorso, quando, appunto, SEGA ha deciso di lanciare sul mercato una versione rimasterizzata dei due capitoli iniziali della serie, in attesa che Shenmue III continui l'epopea ideata da Yu Suzuki negli anni '90.
La domanda non è la solita che ci si pone quando siamo in procinto di approcciarci ad un nuovo videogioco ("è bello? E' divertente? Com'è la grafica?"), perché gli standard del mercato sono cambiati e ovviamente oggi i problemi di game design relativi agli ambienti tridimensionali sono stati ampiamente superati.
La domanda è: "Cos'ha da insegnare Shenmue alle generazioni più giovani, cresciute con Nathan Drake e Marcus Fenix, o nelle fredde lande innevate di Skyrim, o fra le strade di Novigrad?"
La risposta è: "Tutto!"
Si tratti di elementi da cui prendere spunto, o di altri da evitare, Shenmue è innanzitutto un titolo interessante da analizzare e studiare. E' il presupposto principale per capirne il valore, anche se, come andremo a vedere, e a dispetto di quanto proferito da tanta gente che il gioco forse l'ha provato per dieci minuti, il capolavoro SEGA è davvero capace di intrattenere il giocatore anche oggi, a diciannove anni di distanza dalla sua prima apparizione.

Shenmue è la storia di Ryo Hazuki, il figlio di un maestro di arti marziali che, in un giorno di neve, nel dicembre del 1986, si ritrova ad assistere alla morte del padre per mano di un ignoto combattente cinese, il quale ruba dal dojo di famiglia anche uno strano specchio. Proprio per vendicare la morte del genitore, Ryo si metterà sulle tracce dell'assassino, cercando di raccogliere informazioni sulla sua esatta provenienza e scoprendo man mano ciò che si cela nel passato del caro defunto.
Quello che si prefigura come un plot abbastanza classico acquista un valore tutto particolare quando, quasi subito, avremo a che fare con le meccaniche di gioco. Un altro game designer, forse, avrebbe optato per la scelta di un genere semplice. Che ne so, un picchiaduro a scorrimento, di quelli à la Final FIght, che ben si sarebbe adattato ad una vicenda simile. Yu Suzuki, però, aveva deciso che il suo obiettivo sarebbe stato quello di immergere il giocatore in un ambiente vivo e credibile, popolato di personaggi con la propria vita alle spalle e permeato dagli aspetti anche più banali della quotidianità.
Che stupore quando, superato lo scorno iniziale del sistema di controllo (ma dopo una mezz'oretta ci si fa l'abitudine), ho scoperto che si potevano aprire pressoché tutti i cassetti della residenza Hazuki, e addirittura spostare i quadri per vedere se vi si celi dietro qualcosa, o che è possibile bussare ad ogni singola porta della cittadina, anche se spesso questo sarà inutile.
Shenmue è speciale perché riesce a rendere speciali i momenti più insignificanti: ruotare il disco del telefono, selezionare una lattina dal distributore, guidare un muletto al porto, dare da mangiare ad un gattino in difficoltà. Tutta l'opera è contraddistinta da una certa fisicità e dalla sensazione di essere davvero nel Giappone degli anni '80.
A questo contribuisce senza dubbio la cura maniacale riposta nell'ambientazione, sia che si tratti dell'abbigliamento dei vari personaggi, sia che si tratti di quel sottile velo di nostalgia che aleggia per tutta la durata dell'avventura.
Ecco che la trama principale diventa quasi un pretesto e che, forse come mai mi era capitato prima d'ora, il centro della scena è tutto di quelle che Guido Gozzano avrebbe chiamato "le piccole cose".
Non che Shenmue non sia in grado di farci provare emozioni con delle scene elettrizzanti o romantiche (i momenti in compagnia della timida Nozomi sono fra le cose più tenere che si possano trovare nel nostro media preferito), anzi, ma è la fusione con la vita di tutti i giorni a rendere ancora più impattante tutto il resto e a farci apprezzare ancor di più i comprimari (ogni mattina, ad esempio, davo il buongiorno ad Ine-san solo per il gusto di farlo, oppure ogni tanto chiamavo Nozomi al telefono senza una motivazione valida).
L'avventura è scandita da un orologio: potremo andare in giro dalle 8.30 del mattino fino alle 11.30 di sera, ed ogni volta la giornata seguirà un certo iter. L'impossibilità di saltare le ore di buco (alcuni eventi avverranno solo ad un determinato orario) è un difetto non da poco, giustificabile solo in parte con l'età avanzata del prodotto, ma sapete cosa? Alla fine anche questo fa parte dell'esperienza. Già, anche la "noia" è un elemento narrativo. Per paradossale che possa essere, la riflessione sulla compenetrazione fra gameplay e narrativa passa anche da qui.
Non ho molta voglia di discutere le varie sezioni in cui l'avventura è suddivisa, come i minigiochi, i combattimenti (inaspettatamente profondi!), i quick time event, le gare coi muletti e le fasi esplorative.
Quello dovrò farlo in altri lidi e ho già scritto anche troppo questa sera.
So solo che adesso voglio stringere la mano del signor Suzuki e complimentarmi con lui per l'impegno e la passione profusa in quest'opera, degna di stare al fianco di classici che hanno fatto la storia, e alla quale andrebbe riconosciuta tutta l'importanza storica che le è stata attribuita nel corso del tempo.

9

Voto assegnato da Myggdrasil
Media utenti: 9.6

undead73

undead73 ha pubblicato un link riguardante Shenmue per Dreamcast

Sì cazzo! Sììììììììììììì anche in occidente <3

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