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BadPrinceWolf
Cover Spy Fox 2: Some Assembly Required per Mac

Stesso discordo di Pigiamino Sam, con la differenza che Spy Fox è uno sborone allucinante. Indimenticabile la fuga in scii sulle Alpi e l'arrivo nel laboratorio iper tecnologico con la papera e la scimmietta.

6

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Media utenti: 6

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Cover Pajama Sam 3: You are What You Eat from Your Head to Your Feet per PC

Quanti ricordi con Pigiamino Sam lo sventra-papere per eccellenza.
Ho sempre bramato di giocarlo ma per qualche motivo non ci ero mai riuscito, non ricordo nemmeno chi lo aveva a scuola.
Già solo vedere le schermate di lui che sta in salotto all'inizio (con tutte le luci blu) o quando si ritrova in prigione e deve trovare un modo per raggiungere la chiave...sono EMBLEMI di un'infanzia felice.

6

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Media utenti: 6

BadPrinceWolf
Cover The Legend of Zelda: Breath of the Wild per Nintendo Switch

PREGI
Con Breath of the Wild questa diventa ancor più prepotentemente la saga che più di tutti ha influito sull’evoluzione del gaming.
Dalla pietra miliare A Link to the Past, passando per Ocarina of Time che ha definito i canoni dell’avventura moderna, con questo capitolo si arriva a rivoluzionare il concetto di Open World.
A conti fatti lo stesso genere che monopolizza le grandi produzioni videoludiche, ma che sempre più spesso sta dando vita a grandi e grossi contenitori vuoti.

BOTW è invece uno dei giochi più VIVI di sempre, probabilmente il gioco più interattivo mai concepito.
L’economia del gioco è dipendente dalle fondamenta del gameplay, e non il contrario.
Il game design, con il non detto, ti fa capire le regole indirettamente tramite i suoi espedienti geniali.
Tutto il cazzo di sistema è implementato quasi MAGICAMENTE: ci sono delle leggi di gioco universali presenti dalla prima alla 70esima ora, ma spetta al giocatore scoprirle con l’ingegno ed evolverle in continuazione.

E capisco bene chi un po’ rimpiange la formula old school degli Zelda: probabilmente anche io sono fanatico di un Ocarina o di un Twilight Princess che mi sparano dungeon su dungeon super studiati, con quelle atmosfere uniche e il level design talmente brillante da farti sentire geniale anche a te.
Sono presenti anche qui ovviamente, dai più ispirati a quelli sempliciotti, ma Zelda dopo tanto tempo cambia proprio la sua filosofia.

La scoperta, la curiosità, la sperimentazione: queste sono le nuove essenze dell’avventura.
Scrutare un albero solitario sul cucuzzolo di una montagna da lontano, scalarla in preda alla curiosità e scoprire così santuari o zone segrete, tutte curate con quel pizzico d’amore sempre genuino.
Rifarsi la montagna in discesa ma questa volta usando il proprio scudo come tavola da Snowboard.
Ritrovarsi dei ghiacciai che bloccano la strada, improvvisare un falò usando una pietra focaia e un colpo metallico di spada per accendere la fiamma, che scioglie il ghiaccio.
Finire poi in una tempesta piena di fulmini e togliere all’ultimo secondo tutto l’equipaggiamento d’artiglieria pesante, che in quanto metallico fa da conduttore d’elettricità e porterebbe alla frittura del nostro elfo.

Breath of the Wild è sempre questo flusso così puro, gameplay che raggiunge lo stato dell’arte.
Puoi arrampicarti ovunque, la natura è la tua prima alleata. Non esistono limiti se sai sfruttarla, così come è vero che può diventare un nemico nelle peggiori condizioni.

Non vi sono segnalini sulla mappa, non vi sono grandi indicazioni su come proseguire. Il vero punto cardinale è la tua curiosità, il Level Design che ti porta a volerne sempre di più. Questo elemento è SOAVE nella sua naturalezza. Lo capisci da solo che cosa può nascondere elementi importanti per la trama, o per side quests di spicco.
A BOTW non interessa minimamente guidarti, puoi persino andare da Ganon dopo 10 minuti di gioco: vuole che sia tu che controlli il più possibile le meccaniche di gioco, in modo esponenziale.
È così sicuro di sè da darti tutti i poteri praticamente subito: non serve gestire le novità, perchè il mondo di gioco è una scoperta costante.

Non dimentichiamo di citare anche il fatto che questo capolavoro ha anche la FISICA DI GIOCO più sbalorditiva che abbia mai visto. Non mi capacito ancora di come siano riusciti a calcolare nel codice tutto così alla perfezione, specie su una console come la Switch.

Come ogni buon Zelda ha una componente artistica fortissima, che viene esaltata dalle lunghe scalate arrampicandosi nelle alture ma soprattutto dalle lunghissime planate coi panorami più variegati sullo sfondo. Endorfine automatiche che si generano di fronte a tanta bellezza.

Da sottolineare anche un livello di difficoltà non banale che può punirti se non sei attrezzato adeguatamente, o quanto meno non perdona chi gioca in modo blando e superficiale. In generale quando mancano le risorse…si fanno sentire.

E sinceramente ho apprezzato la tanto discussa ‘’rottura delle armi’’, rende la componente survival più marcata e la riconquista della Master Sword (indistruttibile) ancora più epica.

Bello anche vedere come si siano ispirati a Shadow of the Colossus per molti elementi, sia di Open World sia di battaglie.

Che meraviglia è vagare nel montagne innevate per prendere dei semplici frutti e ritrovarsi un dragone elettrico che vola soave sullo sfondo? Colpirlo con una freccia per avere una delle sue rare scaglie e andare in picchiata giù da un precipizio da due chilometri d’altezza per non perderla?
Oppure quando mi sono ritrovato in un’isola deserta a fare una prova mistica alla Cast Away (completamente denudato), dopo aver scoperto del tutto casualmente che sopra a una zattera con una foglia gigante potevo farla spostare grazie alla forza del vento.
Persino ritrovare dei cazzo di POLLI e metterli nel recinto è bello in sto cazzo di gioco e può avere profondità. Facendo una fotografia ad un esemplare infatti, posso impostare il soggetto in questione sul sonar, con questo che suonerà ogni volta che mi troverò nelle vicinanze della suddetta creatura. Vale per un pollo, così come può valere per un drago, un fungo o un santuario.
Come con Baldur's Gate 3 mi sono segnato una serie di eventi che mi sono capitati mentre esploravo, sia di storia sia del tutto casuali: la varietà e incredulità di come possano prendere vita cosi tante dinamiche è davvero da Rivoluzione.

Se Elden Ring è il miglior open world mai creato per le battaglie e Red Dead Redemption II per l’immensità e i dettagli, questo è senza dubbio il miglior open world da GIOCARE.

DIFETTI
-Troppe battaglie dove la vera difficoltà era il merdosissimo controller della Switch e una telecamera/lock tutt’altro che perfetti.

-Dungeon che purtroppo non si avvicinano ai picchi storici di un Twilight Princess, ma soprattutto che troppo spesso ripetono quei macchinari del cazzo nelle varie ‘’Prove di Forza’’.

-L’unica cosa che forse non funziona benissimo sono paradossalmente le ricompense, perché spesso ti ritrovi a spendere sessioni anche abbastanza lunghe (se non addirittura impegnative) e alla fine ti ritrovi ricompensato con qualche rupia o un semino del cazzo Korok.

-La prova coi SALTI A CAVALLO E GLI OSTACOLI È UNA DELLE COSE PIÙ OBBROBRIOSE DELLA STORIA VIDEOLUDICA.
Manco su PS1 vi erano ostacoli invisibili costanti che fermano il cavallo o lo fanno derapare di 8000 gradi.

9.5

Voto assegnato da BadPrinceWolf
Media utenti: 9.3 · Recensioni della critica: 9.5

BadPrinceWolf

ha pubblicato un'immagine nell'album Tiers e Charts

Rieccola ma cambiando più giochi possibil, escludendo ogni Final Fantasy, Metal Gear Solid, Zelda e Souls (quasi LOL) che monopolizzavano.

Roba come Baldur's Gate 3, Elden Ring, Chrono Trigger, Clair Obscur, Soul Reaver, The Last of Us si ripete perchè troppo schiacciante per me la superiorità in quell'anno specifico.

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