BadPrinceWolf ha scritto una recensione su Kingdom Hearts II
SPOILER
Ho sempre vissuto il primo Kingdom Hearts con il massimo della nostalgia e generalmente è sempre stata dominante fra i miei ricordi, complice anche l’atmosfera più dark e il fatto mai scontato di essere appunto l’evento epocale ‘’originale’’.
Per quanto abbia sempre voluto bene a Kingdom Hearts 2, sotto sotto l’ho un po’ trascurato, per qualche motivo.
Persino i ricordi del gioco erano deboli, quando invece rigiocando il primo ero in grado di ricordare ogni sequenza e cronologia di eventi.
Quindi l’ho rigiocato con doppia curiosità, anche per capire il perchè di tutto ciò, specie considerando che generalmente KH2 è considerato il miglior capitolo della saga.
Le cose che ricordavo di più erano:
- Il prologo con Roxas, Seifer, Vivi, Setzer a Twilight Town…
Per forza di cose direi, dal momento che da piccolo ebbi il timore di un deja-vu Snake-Raiden di Metal Gear Solid 2 (LOL).
Quell’inizio effettivamente ha un potente effetto nostalgico che mi rimanda ai tempi di quando a casa al mare, fra i break dalla spiaggia, giocavo a KH2 su un piccolo tubo catodico.
L’aura di mistero era bellissima e vedere introdotti personaggi di FF6 e FF9 mi mise un sacco di aspettative (purtroppo poi deluse per questi due capitoli). A livello di gameplay era quello che era, ovvero bello lentino e con dei minigiochi un po’ inutili, ma ci sta.
- Il ritorno alla tanto amata Hollow Bastion con quel motivetto musicale che amo alla follia. Che poi in realtà, nemmeno ricordavo fosse proprio Hollow Bastion, ma c’erano due fattori che me l’hanno cicatrizzata nell’anima: la battaglia epica coi 1000 Heartless, lo spalla a spalla fra i miei due grandi eroi di infanzia (Squall e Cloud) e ovviamente Sephiroth e Cloud (nelle vesti di Advent Children). Inutile poi citare l’eccitazione nel vedere per la prima volta la DEA Tifa in KH, specialmente così cazzuta. Mi fa morire la scena in cui calcia un muro e il trio si mette sull’attenti tutto preoccupato.
- Il finale nella sede dell’Organizzazione XIII: che era il climax narrativo e regalava belle battaglie. La location fra l’altro molto ispirata fra un mix da Dark City e il bianco ma stile gotico dominante del “The World That Never Was”.
Del resto ricordavo poco o niente, forse complice il fatto che KH2 ripete in modo un po’ superfluo tanti mondi già presenti nel primo: Aladdin, Hercules, Nightmare Before Christmas, Atlantica (trasformata in un musical game caruccio, per quanto banale) e Winnie the Pooh (totalmente inutile sto giro, diciamolo).
Se vogliamo aggiungiamoci ‘’La Bella e la Bestia’’, i cui protagonisti erano già presenti nel primo, anche se ho apprezzato molto andare nel loro elegante castello (nonostante la delusione di non trovare Maestro Forte come Boss Fight, l’Organo malvagio che adoro del film di Natale).
Quindi di fatto i mondi nuovi sono:
- Mulan: che però ho trovato abbastanza debole.
- Tron: che su di me ha zero fascino, ma ha delle sezioni alternative (come quella in moto) e la boss fight col ‘’Master Control Program’’ piuttosto divertenti.
- Pirati dei Caraibi: probabilmente il più riuscito, sia per estetica sia per originalità. La Maledizione della prima Luna che rende colpibili gli avversari solo se illuminati da quest’ultima è una bella idea. Inoltre vedere i vari Johnny Deep, Orlando Bloom e Keira Knightley in versione semi-realistica in Kingdom Hearts è una gran figata.
- Il Re Leone: con i nostri amici trasformati in dolci bestiole (Sora/leoncino, Paperino/gabbiano, Pippo/tartaruga) e la capacità di correre al triplo della velocità, ma che non sfrutta minimamente il potenziale che aveva. La cosa migliore è il boss gigante stile Shadow of the Colossus.
- Disney Castle/Steamboat Willie: che per quanto minuscoli hanno un fascino innegabile.
Il difetto principale di KH2 è proprio il fatto che non solo metà dei mondi sono riproposizioni del primo Kingdom Hearts, ma gli stessi vengono fatti ripetere ULTERIORMENTE all’interno del gioco stesso. Alcuni mondi hanno spunti interessanti e avevano effettivamente qualcosa da dire, altri invece fanno soltanto la parte del filler mezzo inutile per aumentare il minutaggio del gioco.
Sospetto che nel 2026 un’impostazione del genere ci sarebbe stata venduta come DLC a parte, per tornare a fare qualcosa nei vari mondi.
Per fortuna alcune delle boss fights e sessioni di gameplay alternative proposte risultano originali e divertenti. Per esempio nel mondo di Aladdin fanno tornare Jafar e c’è una sessione col tappeto volante che fa bene al ritmo, oppure Ade che si impossessa dell’anima del grande AURON con una bambolina stile vodoo e lo fa combattere con Hercules. Fra parentesi, bella chicchetta il fatto che Ade ‘’richiami’’ lo spirito di Auron…in linea col personaggio originale di Final Fantasy X.
Poi però ci sono robe come quello della seconda visita a Halloween Town che è veramente una merda (impacchettare i regali premendo X…), o la cagata del fantasma di Scar che torna a tormentare un Simba inutilmente depresso…
Nel ritorno ai vari mondi è molto facile insomma rushare con l’acceleratore perchè a livello di motivazione per il giocatore non si vede l’ora di passare alla vera ciccia, quindi la ritengo registicamente debole come scelta di impostazione.
Detto tutto questo, il gioco è veramente pieno di perle pazzesche.
Innanzitutto, qui Kingdom Hearts assume un’identità sempre più potente e indipendente dai due mondi crossover (per quanto continui a sfruttare i personaggi Disney e Final Fantasy in modo intelligente), creando basi per mantenersi da solo.
Tutte le vicende di Ansem, Xehanort/Xemnas, l’Organizzazione XIII, la ricerca infinita di Riku e Kairi: si creano espedienti narrativi davvero interessanti con sfaccettature filosofiche non scontate.
In primis penso al valore dato ai Nobody come essenze senzienti, seppur prive di cuore, che ha in Roxas e Axel gli emblemi assoluti, con il valore dell’amicizia.
Inoltre qua gli intrecci più complicati rimangono sensati e narrativamente fighi (vedi l’Heartless di Ansem e il Nobody di Ansem, dove in realtà Ansem non è nemmeno il vero Ansem, ma il suo apprendista propenso al “lato oscuro”).
Come già detto il Castello dell’Organizzazione XIII è il picco dell’epicità e della qualità sia lato narrativo che di combattimenti.
Lo scontro finale con Xemnas lo trovo molto avanti per l’epoca anche solo a livello coreografico e il finale in sè è sorprendentemente maturo e di classe. Ti tocca il cuore quando Roxas e Namine si incontrano nuovamente (insieme alle loro controparti Sora/Kairi), ma il momento più emozionante a mani basse è quando sulla spiaggia tutti si rincontrano in santa pace, dopo un’odissea che sembrava infinita e che era iniziata dal primo istante di Kingdom Hearts 1.
I trailer final di Birth By Sleep sono semplicemente una figata pazzesca e il senso di minaccia del nuovo pelatone è super palpabile.
A livello di gameplay, combat system, boss fights, spettacolarità e quality of life generale il gioco è un ENORME passo avanti rispetto al primo. Laddove il primo rimane anche dopo 20 anni una bomba per quello che rappresenta storicamente e stilisticamente, questo si fa rispettare proprio per le qualità ludiche incredibili.
Unico appunto sarebbe il fatto che puoi farti, più o meno, l’intera run spammando soltanto il tasto X e alternarlo col movimento, ma le possibilità date la giocatore sono notevoli.
Stesso discorso per le animazioni delle reaction in combattimento che sono molteplici e tutte originali adattandosi al tipo di nemico in questione; ma soprattutto il sistema DRIVE che trasforma Sora in una calamità devastante che lo fa ““”diventare””” Dante di Devil May Cry (smashing del tasto X permettendo).
Gran chicca il fatto che il breve passato di Sora da Heartless lo porti randomicamente a trasformarsi in un Sora-oscuro totalmente selvaggio, quasi in berserk, che sta a significare l’abuso del potere del Drive. Fortissimo, ma fuori controllo e con dei limiti tattici.
Nota di merito alla versione Final Mix (che non avevo mai giocato, in quanto possedevo l’originale), che implementa forse le boss fights più tecniche e galvanizzanti del gioco.
Sora vs Roxas è forse la più poetica, specialmente con quell’accompagnamento sonoro così delicato.
Interessanti anche tutti gli scontri con le silhoutte, dove ho apprezzato in particolar modo quello con Marluxia, che ti casta una specie di stato morte che però aumenta solo coi colpi subiti, costringendo a adattamenti tattici molto diversi dallo standard (un sacco di parry e molto spacing).
E’ un po’ un peccato che il gioco per sbloccare diverse fra le meccaniche più interessanti richieda molto grinding (che poi finisce anche qui con lo spam del tasto X). E’ carina comunque l’idea di sbloccare roba come la planata o la rotolata del primo esclusivamente seguendo delle regole associate ai vari stili di Drive.
Dico così perchè col poco tempo a mia disposizione avrei voluto spremere lo stesso le opzioni disponibili al 100%, considerando che KH2 Final Mix ha davvero tanta roba con cui giochicchiare.
L’OST del gioco è praticamente un banger di spensieratezza, una musica dietro l’altra che ti mettono pura allegria…anche se devo dire che forse ne manca una davvero incredibile.
Iconica ovviamente ‘’MY SANCTUARYYY!”
Quindi, considerazione finale su Kingdom Hearts 2 come opera storica:
- E’ a tutti gli effetti un gioco pazzesco per i suoi tempi, che si mantiene godibilissimo a 20 anni esatti dall’uscita.
- Costruisce alla saga una personalità indipendente che brilla di luce propria.
- Regala fra i momenti più indimenticabili dell’infanzia (Cloud-Squall spalla a spalla per me rimane l’Emblema assoluto).
- Personalmente non riesco come tanti a considerarlo uno dei miei giochi preferiti di sempre, anche per una semplice questione di picchi davvero alti di divertimento toccati. Diciamo che è un piacere continuo, ma mai un vero e proprio giubileo, escluso il Finale, il super conflitto a Hollow Bastion e…Sephiroth.
Detto ciò, quanto è romantico poter vedere Pippo dall’alto verso il basso, laddove nel primo facevi fatica a vedergli il volto sopra a quel lungo muso?
Voto assegnato da BadPrinceWolf
Media utenti: 9

