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Recensione di Dishonored: Il Pugnale di Dunwall

Torniamo a Dunwall, questa volta per vivere l'avventura dal punto di vista dell'Assassino dell'Imperatrice

Il Pugnale di Dunwall è il secondo contenuto aggiuntivo rilasciato da Bethesda e Arkane Studios per Dishonored. Si tratta di un add-on che espande la modalità Storia del gioco, dandoci la possibilità di vestire i panni di Daud, il vero assassino dell’Imperatrice.



Una volta scaricato il Pugnale di Dunwall, per accedere alle missioni aggiuntive è necessario selezionare “Missioni” dal menù di Dishonored e quindi accedere all’area dedicata a questo nuovo add-on. Qui notiamo con piacere che gli sviluppatori hanno ridisegnato il menù di gioco sostituendo le immagini di Corvo con quelle di Daud e, cosa importante, i salvataggi del Pugnale di Dunwall sono completamente slegati rispetto a quelli della modalità Storia di Dishonored.




Il punto di vista dell'Assassino

La storia raccontata all’interno di questo add-on è del tutto parallela a quella raccontata da Dishonored, a cambiare è essenzialmente il punto di vista del protagonista e alcune delle abilità a sua disposizione. Daud, come Corvo, è in grado di comunicare con l’Esterno e usare poteri sovrannaturali in modo da potersi traslare da un punto all’altro, rallentare il tempo o per poter richiamare al suo fianco un assassino in aiuto (piccola novità sicuramente gradita).



Tutto inizia ancora una volta con la morte dell’Imperatrice, a cui assistiamo in prima persona dal punto di vista privilegiato del suo artefice, segue una breve visita dell’Esterno e poi inizia il divertimento vero e proprio. L’avventura è composta da tre missioni complessive, per un totale di circa quattro ore di gioco, o qualcosina in più, a seconda del vostro stile di gioco.




Squadra che vince non si cambia

Senza voler rovinare la sorpresa a nessuno, è d’obbligo in questa recensione segnalare che su tre missioni proposte, solo una contiene ambientazione e nemici completamente inediti. Un’altra presenta ambienti davvero molto simili a quelli di Dishonored nei quali la sensazione di dejà vu è forte; mentre la terza missione utilizza ambienti essenzialmente riciclati dalla modalità Storia del gioco.




Il Pugnale di Dunwall riconferma in tutto e per tutto lo stile di gioco a cui Dishonored ci ha abituato, senza voler strafare o modificare nulla di davvero rilevante. Anche se gli ambienti e lo stile di gioco non cambiano più di tanto, gli sviluppatori hanno fatto il possibile per massimizzare le potenzialità offerte dal gameplay: le aree segrete abbondano, il giocatore ha sempre il libero arbitrio sulle scelte da compiere e i percorsi da seguire, e l’esplorazione è ancora più fondamentale che in passato.




Narrazione che ci lascia perplessi...

Le emozioni trasmesse da Il Pugnale di Dunwall, i suoi colpi di scena e la narrazione in generale, lasciano il giocatore perplesso, soprattutto dopo un finale aperto e non autoconclusivo, forse preludio di un ulteriore add-on (o forse no, chi lo sa). La costruzione narrativa è complessa, bisogna seguirla con attenzione, esaminando indizi e ascoltando le conversazioni ambientali. I temi trattati sono molteplici e interessanti: il maltrattamento degli animali, le lotte dei lavoratori, la peste, i soprusi dei potenti; si tratta di argomenti ben contestualizzati ma che narrativamente fanno da contorto alla storia del nostro personaggio. Daud, a differenza di Corvo, dialoga abitualmente con gli altri personaggi e dovremo presto abituarci a sentire la sua voce. Da buon assassino, è una personalità sfuggente, spesso incompresa, ma in ogni caso non sufficientemente carismatica da rimanere nella memoria e nel cuore dei videogiocatori. Si avverte la mancanza di un vero antagonista e Daud sembrerà ben presto un uomo trascinato dalla corrente piuttosto che un eroe in grado di cambiare il Destino.



Nulla da dichiarare riguardo il comparto audio: i dialoghi sono ben doppiati in italiano, ma non sono stati aggiunti né nuovi effetti sonori, né nuovi brani musicali per arricchire la soundtrack (tra l’altro già piuttosto povera). Anche dal punto di vista grafico non rileviamo cambiamenti rispetto a Dishonored: su Xbox 360 spesso si notano texture a bassa definizione o che si caricano in ritardo, un vero peccato che affligge il gioco sin dalla sua uscita.



ConclusioneIl Pugnale di Dunwall è un add-on venduto al prezzo di 9,99€. Si tratta di un prezzo equo in considerazione delle quattro ore di gioco abbondanti che offre. Un pizzico di originalità in più e una storia autoconclusiva avrebbero apportato grandi benefici alla qualità di questa nuova avventura, ma, per l’Esterno, chi non ha mai sognato di vestire i panni di Daud: il Pugnale di Dunwall e più grande assassino che Gristol ricordi?

pubblicato alle 17:41 del 20/04/2013

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