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Cover Banjo-Kazooie

Banjo-Kazooie Nintendo 64

Sviluppato da Rare Ltd. e prodotto da Nintendo, Banjo-Kazooie è un platform game uscito il 17 luglio 1998 per Nintendo 64.

9.4

Recensioni

15 utenti

Recensioni

9.4

Media dei voti
15 recensioni degli utenti

Nappone il Saggio

ha scritto una recensione su Banjo-Kazooie

Cover Banjo-Kazooie per Nintendo 64

Come primo gioco della serie "Ludomedia Consiglia" ho deciso di iniziare Banjo-Kazooie consigliatomi da Fedechief (scusa LeEbinMene se non ho giocato Viaggio al Centro di Bowser, ma ho preferito svolgere il "ludomedia consiglia" in maniera diversa).

Ho finito questo gioco l'altroieri, quindi la recensione la scrivo abbastanza a caldo, ma non credo che questo calore mistifichi l'opinione che ho di questo gioco, considerato generalmente un capolavoro. "Una rivisitazione in chiave Rare dei concetti di Super Mario 64", così FedeChief definisce questo gioco ed io non posso che essere d'accordo con lui. In Banjo Kazooie troviamo tutti gli elementi del platform in 3D costruiti da Super Mario 64 (ovviamente non solo, ma l'influenza maggiore è chiara), ma costruiti in chiave diversa.

Ora, come Crash Bandicoot e tanti altri, non credo di poter spendere parole su questo capolavoro (perché qui di capolavoro si parla) che non siano già state dette e stradette, posso però di certo scrivere dell'aspetto che più mi ha colpito di questa avventura targata Rare: il perfetto Level Design.

La tendenza del momento è quella di creare mappe enormi. Mappe enormi che in molti definiscono "vuote", ma sinceramente non ho mai giocato un gioco davvero "vuoto", finanche il mondo di quella cagatina di Fallout 4 non riesco a definirlo vuoto, tuttalpiù noioso, ma vuoto no. Il problema sta nel fatto che l'enormità della mappa tende a distanziare i vari segnalini della mappa e, per carità, quando tutti i punti interrogativi nella mappa del Velen di The Witcher 3 sono finalmente rimossi la scarica di endorfine è enorme, ma il problema di fondo rimane, ho passato molto tempo, forse troppo, a camminare per le lande desolate senza che accadesse davvero qualcosa. E questo cosa comporta? Che mentre gioco penso "mh, forse dovrei fare altro, forse dovrei studiare per l'università... Ma mi importa davvero? No, a me piace altro, l'università è un impiccio per me, non posso dedicarmi per bene alle mie passioni perché a diciotto anni ero depresso e ho fatto la scelta sbagliata. Ho fatto tanti, troppi errori cui probabilmente non posso rimediare. Bene, benissimo, ho fallito la mia vita ed ho solo 23 an... EHY IN QUELLO SCRIGNO C'È L'ARMATURA DEL LUPO!" e giù di endorfine.

Se il level design dell'open world mi porta ad avere costanti alti e bassi tra crisi esistenziale ed endorfine, il level design di Banjo Kazooie invece mi porta solo a pensare "non riesco a fare questo cazzo di salto son tre ore che ci provo".

Definirei Banjo Kazooie un "anti open world"; le mappe in fin dei conti piccolissime sono una palestra di platforming ed enigmi (devo dire spesso abbastanza sciocchi, ma assai divertenti) la cui risoluzione di una serie di salti porta ad un premio, ossia un piccolo pezzo di puzzle che servirà per andare avanti ai livelli successivi, per intendersi sarebbe l'equivalente della stella in super mario 64. Non ci sono momenti morti, il gioco è tutto lì, una costante e frenetica scalata del castello della strega Grutilda fino alla sorprendentemente stupenda battaglia contro il boss finale, croce di molti videogiochi, ma non di Banjo.

Gioco davvero stupendo, consigliatissimo soprattutto a chi in questo periodo ha un po' di scazzo videoludico e non riesce a trovare nulla che lo aggradi. L'atmosfera coloratissima e il carisma dei protagonisti non potrà non farvi innamorare subito del gioco e reinnamorare del videogioco in generale (se riuscite a superare l'abbastanza noioso tutorial).

Giocatelo, davvero.

(Tutto ciò che ho detto non vale per il livello "Clanker's Cavern" che è una merda e una remastered degna dovrebbe eliminare).

9.1

Voto assegnato da Nappone il Saggio
Media utenti: 9.4

SAV

ha scritto una recensione su Banjo-Kazooie

Cover Banjo-Kazooie per Nintendo 64

Sviluppato dalla mitica Rare per N64 nel suo periodo di massima intesa con la storica casa di Kyoto, Banjo-Kazooie è un capolavoro di platform 3D che eredita a piene mani il meraviglioso gameplay di Super Mario 64 e lo arricchisce con tante nuove trovate geniali. Dotato di una magnifica realizzazione grafica, di uno stile visivo allegro e colorato, di atmosfere divertenti e scanzonate e di una meravigliosa componente sonora che comprende musiche bellissime ed un buffissimo doppiaggio in lingua animalesca, Banjo-Kazooie è un titolone che garantisce ore di pregevole divertimento. Non rivoluziona come ha fatto il suo collega Super Mario 64 ma è comunque un gioco irrinunciabile se come me siete dei grandi amanti dei platform con la P maiuscola.

10

Voto assegnato da SAV
Media utenti: 9.4

FedeChief

ha scritto una recensione su Banjo-Kazooie

Cover Banjo-Kazooie per Nintendo 64

Il mio amore per Rareware penso sia ben chiaro a tanti utenti presenti sul sito, questo gioco ne è uno dei motivi.

Banjo-Kazooie si presenta subito con toni allegri con un intro destinata ad essere seconda solo al “Donkey Kong Rap” di Donkey Kong 64 in termini di riconoscibilità.
La struttura base è tanto semplice, quanto studiata in maniera ottimale: i collezionabili principali sono dei pezzi di puzzle che si dovranno poi inserire in appositi quadri, sparsi nel “livello base”, per completarli con il numero di tasselli necessario (ovviamente sempre maggiore di livello in livello), una volta fatto questo ci si aprirà una porta in un luogo diverso da quello della composizione dove dovremo entrarci per affrontale lo stage.
Alcune ambientazioni sono abbastanza classiche come la spiaggia, la valle innevata, il deserto ed anche il livello spettrale, che però in questo gioco sarà rappresentato proprio dall'abitazione della nostra rivale, altre invece saranno piuttosto originali come una sorta di fogna, una baia dove è chiusa una vecchia nave e un livello basato interamente sulle stagioni.

Una caratteristica che chiunque abbia giocato il gioco ha sicuramente notato è la mole di azioni che i nostri personaggi potranno utilizzare.
Pugno, Salto, Salto in volo, Rotolata, Beccata frontale, Beccata in volo, Salto accovacciato, Schianto a terra, Sparo di uova fronte e retro, Camminata Kazooie, Due stili di nuoto e con l'ausilio di alcuni bonus anche Corsa veloce, Super Salto, Volo, Puntamento volante e Resistenza piume oro.
Se tutto questo non dovrebbe bastare in qualche livello troveremo un nostro alleato “Mumbo”, che ogni volta ci permetterà di trasformarci in qualcosa di diverso con abilità uniche tipo: la termite ci farà scalare pareti che solitamente non possiamo scalare, il coccodrillo ci permetterà di entrare in piccole cavità e non essere attaccato nell'acqua della palude... etc.
Queste trasformazioni potranno anche essere usate esternamente ai livelli per sbloccare nuovi passaggi nell'area di base, però hanno un costo per essere sbloccate e bisognerà pagare il nostro amico Mumbo per fornigli potenziale magico con dei teschi argentati sparsi un po' ovunque e che insieme alle note musicali consistono nei collezionabili secondari del gioco, infatti in ogni livello ci saranno 100 note da scovare e serviranno per aprire alcune aree del livello base, come in ogni stage saranno presenti 2 celle di alveare da raccogliere per arrivare pian piano alla quota di 6 celle e sbloccare un nuovo punto vita.

La colonna sonora messa nelle mani di Grant Kirkhope è perfetta per il mondo di gioco, tutti pezzi orecchiabili che rimangono incisi nella memoria, atmosfere fantastiche e ogni brano garantisce un immersione totale in quello che si sta facendo.
Pure gli effetti sonori e le voci di alcuni personaggi indimenticabili sono frutto del suo lavoro,della sua voce e sopratutto della sua passione nel creare questo genere di cose che ha dimostrato di avere nelle svariate interviste e nelle sue “apparizioni spontanee” al di fuori dell'ambiente ludico.

La fluidità del gioco e il lato grafico erano veramente ottimi.
Tutt'oggi anche se si sente il passare del tempo il gioco rimane gradevole grazie al suo stile colorato e da cartone animato, possibile pure trovarlo sull'Xbox Live Arcade di Xbox360 e di conseguenza giocabile su ONE grazie alla retrocompatibilità.

La trama è molto semplice e servirà solamente a darci una motivazione per iniziare a giocare: una strega rapisce la sorellina di Banjo per inserirla in un macchinario in grado di trasferire la bellezza, in modo tale da assorbirla e diventare bellissima, noi dovremo salvare la sorella e sconfiggere la strega.
Nulla di impressionante, ma quando ci troviamo davanti ad un gioco con: un numero di azioni elevato, stage fantastici dal punto di vista del level design, collezionabili di vario tipo e tutti di grande utilità, una soundtrack memorabile, uno stile grafico invecchiato nel migliore dei modi e un boss finale che... non ve lo dico, ci si dimentica pure del perché stiamo compiendo questa avventura rapiti delle atmosfere e sezioni di gioco eccellenti, da una serie di personaggi unici carichi di spirito Rareware: dalle rime della strega, alle battute di Mumbo, ai pettegolezzi della fata sulla sorella, fino al continuo battibeccare di Kazooie con Bottles.

Non so veramente come concludere questa recensione se non con un banale: Giocatelo.
Una perla nel mondo dei Platform 3D e nel mondo dei videogiochi in generale, che in quella generazione aveva veramente pochi rivali.

9.5

Voto assegnato da FedeChief
Media utenti: 9.4

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