The Witcher 3: Cuori di Pietra - recensione
Dopo l'ottimo successo di The Witcher 3: La Caccia Selvaggia, era impossibile pensare che i CD Projekt non si dedicassero alla realizzazione di qualche DLC a pagamento che portasse ulteriore lustro al loro splendido RPG. Le meccaniche sono ormai consolidate con qualche difettuccio legato alla coerenza dei combattimenti, ma il terzo capitolo della serie è un gioco talmente vasto e colmo di contenuti di alto livello da rappresentare un acquisto praticamente obbligato per tutti gli appassionati di questo genere.
Non paghi di aver realizzato un titolo capace di tenere impegnati a fondo gli avventurieri per un lasso di tempo che può superare tranquillamente le 100 (!) ore, gli sviluppatori polacchi hanno spostato la loro attenzione sui DLC: Cuori di Pietra è la prima di due espansioni, con la seconda, Sangue e Vino, in cantiere per l'inizio del 2016.
Chiariamo subito un dato che emerge al termine dell'installazione: questo DLC è pensato per un pubblico specifico, ovvero chi ha già completato La Caccia Selvaggia o comunque ha portato Geralt intorno al trentesimo livello di esperienza.
