Resident Evil 7 Biohazard – Hands-On
Koushi Nakanishi è stato chiaro: “Se avete una voglia matta di impugnare una pistola, potete acquistare Umbrella Corps., perché Resident Evil 7 non fa per voi.” Ora, la valanga di critiche ricevute in occasione dell'uscita di Resident Evil 6 avrà sicuramente fatto muovere Capcom in una singola direzione, ossia quella di riportare “la serie alle origini”. Ma se tornare alle origini volesse dire paradossalmente tradire se stessi, il proprio DNA, andando palesemente a imitare qualcun'altro? E purtroppo, sembra proprio il caso di Resident Evil 7 Biohazard.
I più attenti ricorderanno che il primissimo BioHazard si apriva con una sequenza con attori in carne ed ossa decisamente sopra le righe (per non dire assolutamente trash), in cui un gruppo di forze speciali armate sino ai denti veniva mandato in una lugubre villa all'interno della quale si svolgevano inquietanti esperimenti biologici. Il resto, inutile dirlo, è storia. E se Resident Evil 7 Biohazard non sarà un reboot, dalla demo che abbiamo potuto provare (e che a quanto pare, non sarà inclusa nel prodotto completo), la sensazione è quella che Capcom abbia voluto stravolgere completamente il canovaccio classico, andando a scimmiottare un prodotto tanto amato dal popolo videoludico, pur non essendo di fatto mai apparso realmente sul mercato. Sto parlando chiaramente di P.T., l'horror game in soggettiva di Hideo Kojima e Guillermo Del Toro, cancellato dopo le vicissitudini avute con Konami diversi mesi fa e ripreso poi da un altro progetto plagio che rispondeva al nome di Allison Road, poi cancellato anch'esso.
Ma se tornare alle origini volesse dire paradossalmente tradire se stessi
La demo di Resident Evil 7, chiamata Beginning Hour e scaricabile dal PlayStation Store per tutti gli abbonati PlayStation Plus, ci immerge in un contesto atipico per la saga, eppure allo stesso tempo insospettabilmente familiare. Nella demo vestiamo i panni di un cameraman, con lo scopo di sfuggire da una casa abbandonata da tre lunghissimi anni, all'interno della quale (pare) vivesse una famiglia scomparsa scomparsa nel nulla senza lasciare alcuna traccia. L'abitazione, esplorabile in una visuale in soggettiva, ci mostrerà stanze decadenti, piatti con cibo rancido ed una perenne sensazione che la vita di tutti i giorni sia improvvisamente stata interrotta da un evento tanti nefasto quanto improvviso. E il gameplay? Esattamente come il P.T. di Kojimiana memoria, il sistema di gioco è assolutamente ridotto all'osso e indirizzato all'esplorazione e alla risoluzione di elementari puzzle ambientali. Il problema è che non c'è alcun guizzo, nessuna trovata geniale, nessun salto dalla sedia: laddove il Playable Teaser di Silent Hills nella sua semplicità poteva vantare quantomeno un ambiente e delle chicche estetiche e sonore realmente sorprendenti, qui il ritmo è assolutamente blando e tedioso, con l'aggravante che se ti chiami Resident Evil una botta di adrenalina me la devi concedere. Il timore è che proprio per venire incontro alle (eccessive) critiche verso la parentesi action di Resident Evil 5 e 6, Capcom abbia fatto marcia indietro così tanto, da urtare rovinosamente contro il muro.
Forse, nonostante tutto, è troppo presto per condannare il progetto di Nakanishi. Dopotutto, Beginning Hour è solo una demo, un prologo, che sicuramente non verrà incluso nel gioco finale che, lo ricordiamo, uscirà il 27 gennaio 2017 su PlayStation 4, Xbox One e PC Windows, con il plus della compatibilità con PlayStation VR (vale a dire, immersività totale garantita). Per ora, tuttavia, l'unico senso di “terrore” è dato dal fatto che la saga di Resident Evil potrebbe aver nuovamente smarrito la via di casa. Se così è, solo il tempo potrà dirlo.
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