Zenith – Recensione
Publisher: BadLand Games Developer: Infinigon
Piattaforma: PS4 Genere: Action RPG Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 19,99€
Argus Windell, mago d'altri tempi, si è ormai ritirato, il suo lavoro è ora gestire un negozio di pozioni e, dato il grande numero di eroi che bussano alla sua porta, è per lui un mestiere più che redditizio. Una voce del passato però continua a tormentarlo e Argus si ritrova ancora una volta invischiato in ciò che credeva ormai sepolto da tempo, un temibile demone chiamato: l'Inaspettato.
Lode all'Evolutore!
Ve lo diciamo subito però, Zenith in versione PlayStation 4 è un enorme “no”! Non nascondiamo che il titolo sia abbastanza divertente, con dei simpatici siparietti che vi strapperanno più di qualche risata, senza escludere citazioni e personaggi arrivati direttamente da altri videogiochi. Zenith prende soprattutto di mira la saga di Final Fantasy con personaggi come “Titus” e “Claude”, ma non mancheranno anche citazioni a Bioshock Infinite, nel tentativo di spiegare come una città possa librarsi nel cielo grazie alla magia, o troveremo un avventuriero dai capelli bianchi chiamato Gerard Riviera.
Il titolo non si ferma ai personaggi delle varie serie videoludiche ma, grazie alla traduzione in italiano, riesce a sfoggiare i più famosi dialetti della nostra terra, così gli orchi diventano napoletani, mentre i contadini degli adorabili bolognesi, non risparmiando nemmeno film più blasonati come Harry Potter, Il Signore degli Anelli o Indiana Jones, rendendo il tutto davvero divertente e mai forzato. Ma allora perché Zenith è un grande “no”? Lo analizziamo subito e, attenzione, qui ci limiteremo solamente a far luce sulla versione PlayStation 4 del titolo, unica versione da noi testata.
Avada Kedavra!
Zenith viene presentato come un action RPG “vecchio stampo”, purtroppo però tutto ciò che è presente nel titolo è… vecchio, partendo dai combattimenti. Questi ultimi si basano tutti su un singolo attacco, che si esegue semplicemente premendo il tasto X in continuazione, abbiamo poi una parata (che nel 90% dei casi si rivela completamente inutile), un tasto dedicato alla magia, che possiamo dividere tra fuoco, terra e ghiaccio e un tasto per la sempreverde schivata. Detta alla buona, lo stile di combattimento ricalca molto ciò che abbiamo già visto ed apprezzato su Diablo 3, senza ovviamente le varie abilità del personaggio e della relativa classe. I combattimenti purtroppo, seppur simili a quelli del titolo Blizzard, non sono certo da ricordare, anzi, sono spesso monotoni e sempre uguali. Data la scarsa quantità di avversari, ci ritroveremo ad affrontare sempre le stesse ondate di nemici e, senza una reale difficoltà ad ostacolarci, non troveremo problemi nemmeno contro i boss più grandi, ritrovandoci quindi a premere sempre il tasto di attacco come dei forsennati.
Anche i menù di personalizzazione del personaggio sono davvero scarni, la nostra unica scelta sta nelle armi da equipaggiare, che si dividono in pugni, martelli e spade, passando poi alla magia che, come già detto varia tra fuoco, terra e ghiaccio, e agli abiti, che resteranno sempre uguali mentre gli unici bonus che andremo ad aumentare saranno quelli riguardanti l'energia massima, il mana o le resistenze alle varie magie, null'altro. Gli abiti quindi saranno sempre gli stessi e non cambieranno mai l'aspetto del nostro eroe, e le armi purtroppo sono letteralmente tre, che variano solo rispetto alla magia impregnata nell'arma ma esteticamente rimarranno sempre le stesse.
