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Il figlio di 50 Cent ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo di Blood on the Sand

Diciamoci la verità: 50 Cent: Blood on the Sand non è un gioco di cui valga la pena parlare, in circostanze normali. L'industria videoludica tutta probabilmente rimpiange l'uscita di quel third-person-shooter nell'ormai lontano 2009 e quei pochi eroi in grado di giocarlo fino in fondo ne portano ancora le cicatrici.



Oggi però è emerso un dettaglio tragicomico relativo allo sviluppo del gioco, che riguarda nello specifico il figlio del rapper americano 50 Cent. Secondo quanto riportato da GamesRadar, in una recente intervista rilasciata ad Edge da alcuni sviluppatori coinvolti nel progetto, il ragazzino ha avuto un ruolo fondamentale nel processo di controllo qualità.



"Uno di noi doveva andare a presentare una build del gioco a 50 Cent e al suo team. Lui ha voluto che fosse suo figlio, che all'epoca aveva sei o sette anni, a supervisionare la build per valutare se fosse accettabile o no." Ha riferito il produttore creativo Ian Flatt. Sorvolando sul fatto che un ragazzino delle elementari abbia giocato ad un titolo PEGI 18, il meglio deve ancora venire.

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30 aprile 2017 alle 11:40

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ma per favore, quale terribile, pochi eroi etc. Sto gioco era semplicemente spettacolare. Graficamente curatissimo, gameplay di stampo classico, sistema di punteggio alla Club (che aumentava il fattore rigiocabilità) e i vari album di Curtis che rendevano tutto il gameplay più ganzo. Ovviamente gioco di merda per la critica perché guardano alle cazzate. Madonna.