Gamescom 2017: Dishonored La morte dell'Esterno - prova
Che sia un periodo particolarmente delicato per i videogiochi, è qualcosa di cui abbiamo parlato più volte su queste pagine. Grandi brand come Mass Effect soccombono di fronte a problemi secondari come le animazioni facciali, mentre titoli caldamente consigliati dalla critica non incontrano i favori del pubblico. Tra i nomi eccellenti che rientrano in questa categoria troviamo Titanfall 2, Dishonored 2 e Prey e tal proposito abbiamo anche dedicato un recente editoriale in cui ci siamo interrogati sul possibile scollamento tra pubblico e critica.
Purtroppo, due di questi tre titoli sono degli Arkane Studios, tanto talentuosi quanto sfortunati quando si tratta di raccogliere i frutti del loro lavoro. Col risultato che uno dei due fondatori, Raphael Colantonio, ha recentemente lasciato la compagnia, ufficialmente per motivi familiari.
Ecco perché questo Dishonored: La morte dell'Esterno assume una valenza speciale. Perché potrebbe essere il canto del cigno per una serie tra le più interessanti viste ultimamente, e perché gli Arkane Studios, in futuro, se vorranno sopravvivere dovranno plausibilmente cambiare registro, abbandonando così un modo di fare videogiochi che abbiamo amato.
