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Monster Hunter: World – Hands On

Suonate il corno da caccia: è di nuovo ora di mettersi alla ricerca dei mostri e di affrontarli con coraggio, poiché Monster Hunter: World è in arrivo. Finalmente alla gamescom ho avuto modo di giocare con l'ultimo titolo della storica saga su una PlayStation 4, e non posso negare di essermi emozionata. Sì, perché tornare nelle familiari ambientazioni con una grafica tutta nuova e un'esplorazione open-world è davvero impressionante, ed il primo impatto lascia a bocca aperta. Puristi del genere o meno, è impossibile negare come il cambiamento sembri essere stato interamente positivo, e le lamentele rimangano solo ricordi lontani.



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Controller alla mano, la demo ci catapulta direttamente nel campo base, dove è disponibile una tenda per cambiare subito il nostro equipaggiamento, nonché quello del Feline che ci accompagna nell'azione. Grazie al cielo tutte le armi sono presenti,e ciò mi consente di optare per le duals, classiche compagne di ore ed ore di cacce, consentendomi anche di comprendere l'effettiva difficoltà del nuovo titolo con un equipaggiamento a cui sono abituata. Le due missioni disponibili parlando con la ragazza della gilda (per la verità meno adorabile ed elegante di quelle a cui eravamo abituati nei titoli precedenti) ci consentono di cimentarci con una caccia per principianti ed una per esperti. Mettendo da parte l'orgoglio, ho iniziato con la prima delle due quest, ritrovandomi a raccogliere indizi sul terreno per scovare il Great Jagras, primo nuovo mostro con il quale fare conoscenza. L'area da esplorare è vasta e piuttosto varia come flora e fauna, sono presenti numerosi erbivori e piccoli mostri da affrontare, punti di raccolta di erbe e di bacche e qualche occasionale giacimento minerario. Nascoste qua e là si trovano le impronte del Great Jagras, illuminate da lucciole verdi, e trovandone abbastanza la nostra capacità di tracking sale di livello, permettendo ai simpatici insetti di creare una traccia luminosa che ci consente di scovare direttamente la nostra preda. Il combattimento di per sé non ha posto grandi difficoltà: il nuovo mostro è una sorta di Ludroth reale, un wynern simile ad un'iguana che rotola e sputa fiotti di liquido. La sua indole sembra piuttosto calma ed anche in rage non diventa particolarmente aggressivo, perciò in poco tempo è possibile liberarsene, procedendo poi ad ottenerne il carving e le ricompense di fine missione. La seconda quest che possiamo accettare nella demo è decisamente un'altra storia: l'altro mostro da cacciare è un Anjanath, un wyvern che sembra nato dall'incrocio (sfortunato) tra un innocuo Great Jaggi ed un terrificante Deviljho.



Dopo aver seguito le sue tracce e trovato il suo nascondiglio, che sfortunatamente è una scomoda e stretta grotta, la lotta ha inizio con dei deliziosi ruggiti, che ci immobilizzano da subito. L'Anjanath urla tanto, è spesso in rage e tende a colpire con la sua pronunciata mandibola, che usa per caricare il cacciatore ed il Feline d'accompagnamento. Inoltre, è tenace e ci insegue anche se tentiamo di spostarci per utilizzare qualche oggetto o organizzare un diversivo. Nonostante neutralizzarlo sia un po' più impegnativo rispetto al suo collega, dopo qualche minuto di combattimento va giù anche lui: la difficoltà della demo è davvero bassa per giocatori veterani della serie, probabilmente per permettere anche ai novizi di avvicinarsi ad un titolo che di per sé è estremamente complesso e (lo sappiamo bene) a volte frustrante. Livello di sfida a parte, le missioni ci consentono di esplorare a sufficienza le novità ed abituarci ai nuovi comandi, un po' diversi rispetto ai soliti. È possibile il lock della telecamera sul mostro premendo R3, un'azione leggermente più scomoda rispetto all'uso di un dorsale, ma comunque rapidamente fattibile. Le shortcut per l'uso degli oggetti consumabili sono state anch'esse lievemente modificate, inserendo una sorta di ruota direzionale nella quale è possibile scegliere cosa vogliamo utilizzare. Premendo il touch pad del controller possiamo avere accesso alla mappa dell'area, dove vengono man mano segnati i nostri ritrovamenti ed i punti di interesse. Questa risorsa è incredibilmente comoda ed utile, ed aiuterà molto i cacciatori nelle varie missioni. Il combact system, invece, è rimasto più o meno invariato: è possibile usare la slingshot per lanciare pietre ed è stato aggiunto un sistema di mantelline per potenziarsi, ma la base rimane sempre la stessa. Con le duals ho potuto sfruttare le usuali combo ed anche la demon-mode, resa abbastanza micidiale dallo scarso consumo della stamina. Di fatto, non sono bene riuscita a comprendere se la stamina venga effettivamente consumata o no: è possibile correre molto a lungo senza subire alcun malus, e non mi è ben chiaro se sia una prerogativa della demo o una necessità dovuta alla vastità delle zone che possiamo attraversare. Le armi perdono affilatura alla solita velocità di sempre, specialmente colpendo parti di mostro coriacee, e le coti sono presenti. È inoltre possibile visualizzare i danni effettivi inferti al mostro, che appaiono come numeretti colorati mentre attacchiamo: i puristi potrebbero non apprezzare la scelta, ma personalmente la trovo comoda, poiché la saga costringeva comunque a calcoli complessi per comprendere il proprio potere d'attacco, o direttamente alla ricerca di informazioni online.



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Di ritorno al campo base dopo le due cacce ( o meglio, massacri) completate, posso dirmi pienamente soddisfatta dell'esperienza. È bastata una mezz'ora di gioco per trascinarmi di nuovo nel mondo di Monster Hunter, ed avrei continuato a combattere per tutta la giornata. Non ho al momento alcuna preoccupazione o dubbio sul nuovo gioco, esclusa forse la necessità di maggiore comprensione del nuovo sistema di consumo stamina, e lo attendo con tanta ansia quanto una Rathian attende la schiusa delle sue uova (o in alternativa, mangiarsi un cacciatore ignaro).



L'articolo Monster Hunter: World – Hands On è estratto da GamesVillage.it.

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25 agosto 2017 alle 10:10