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Monster Hunter World - prova

Nonostante sia più volte giunta anche sulle console casalinghe, oltre che su PC per una versione online mai arrivata dalle nostre parti, la serie di Monster Hunter ha sempre fondato le sue fortune sui capitoli portatili: prima su PSP e poi su Nintendo 3DS.



Questo ha reso la serie, in particolare in Giappone, un vero e proprio fenomeno sociale al pari di Pokémon, ovvero uno di quei pochi giochi capaci di rompere l'abituale guscio di diffidenza dei giapponesi, che si sono sempre trovati in massa nelle strade o in locali adibiti appositamente per giocare insieme o condividere le tecniche più avanzate.



Questo perché, nonostante il concept e alcune scelte di design possano far scambiare la serie di Capcom per un'esperienza adrenalinica e poco tattica, in realtà la curva di apprendimento è sempre stata molto severa, tanto che i mostri più forti sono affrontabili solo dai giocatori più esperti, in grado di accumulare qualche centinaio di ore sul proprio profilo.

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6 dicembre 2017 alle 11:00