Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti per scoprire un nuovo modo di vivere la tua passione.

Q.U.B.E. 2 - recensione

Circa un mese e mezzo fa vi abbiamo parlato di Q.U.B.E. 2 nella nostra anteprima, relativa alla prova dei primi cinque livelli. Il seguito del capitolo originale si presentava già molto bene, con un comparto tecnico completamente rinnovato, una narrazione più approfondita e ovviamente tantissimi nuovi enigmi. Gli unici dubbi rimasti riguardavano la varietà complessiva dei puzzle e l'effettiva qualità del valore aggiunto conferito dalla presenza di una storyline. Oggi possiamo finalmente darvi il nostro parere sull'ultima fatica dei ragazzi di Toxic Games, un titolo che ogni appassionato di puzzle game farebbe bene a tenere d'occhio.



Uno degli elementi che contribuisce ad innalzare il livello di Q.U.B.E. 2 rispetto al predecessore è la presenza di una narrativa più articolata, che ci vede protagonisti nei panni della dottoressa Amelia Cross. A seguito dello svolgimento di una missione la donna rimane vittima di una tempesta di sabbia sulla superficie cremisi di un pianeta ignoto. Dopo aver perso i sensi l'archeologa rinviene tra le mura di una misteriosa struttura le cui pareti sono cesellate con motivi cubici a perdita d'occhio. Non ha nemmeno il tempo di domandarsi come sia finita lì, o da che parte si trovi l'uscita, che il comunicatore della tuta comincia a parlare.



La voce appartiene ad una donna che dice di chiamarsi Emma, un'altra superstite della missione a cui Amelia aveva partecipato prima di risvegliarsi in quel luogo estraneo. La protagonista non ha altra scelta se non fidarsi, così si dirige verso la fonte energetica che la sua nuova alleata dice di aver individuato grazie allo scanner. La collaborazione tra le due è l'incipit che da il via agli eventi, anche se successivamente Amelia avrà a che fare anche con misteriose entità aliene dalle connotazioni metafisiche. Purtroppo tutte le interazioni tra la protagonista e i comprimari avvengono tramite il comunicatore (probabilmente più per ragioni di budget che altro) e questo smorza in buona parte l'entusiasmo legato a possibili incontri del terzo o di qualunque altro tipo.

Continua la lettura su www.eurogamer.it

13 marzo 2018 alle 10:10