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Storie dalla Nintendo degli anni '90: l'uomo che ha creato il volto di Mario - intervista

Nel corso di una storia che si appresta a superare i 130 anni, Nintendo ha attraversato molte ere affascinanti: l'epoca di Yokoi, quella da cui è nato il Famicom e gli anni della mania del Wii, ma nessuna è davvero evocativa come il periodo degli anni '90 in cui il nome della compagnia è divenuto un sinonimo dell'intera industria dei videogiochi. Una delle storie che mi hanno ammaliato di più è quella che narra di come un gruppo di ragazzi del nord di Londra si siano trovati a lavorare nel quartier generale di Nintendo a Kyoto, contribuendo a creare Star Fox e di come uno di loro abbia continuato a inserire un po' di demoscene in alcuni dei giochi più iconici della compagnia, programmando da solo la faccia malleabile di Mario che i giocatori si trovavano davanti quando avviavano Super Mario 64.



È proprio con quella persona che ho avuto il piacere di chiacchierare a Kyoto, nel periodo in cui una parte della scena di sviluppo della città si incontra per l'hanami, la celebrazione della fioritura dei ciliegi tra cibo e bevande. L'evento è stato organizzato dalla Q-Games di Dylan Cuthbert (uno dei ragazzi di quel gruppo del nord di Londra) e, a parteciparvi, ci sono anche 17-Bit e Vitei, la compagnia fondata da Giles Goddard. Goddard è l'unico che è rimasto in Nintendo, nel processo che lo ha portato a diventare il primo impiegato occidentale di Nintendo EAD. Anche se ha lasciato la compagnia all'inizio del nuovo secolo è sempre rimasto a vivere a Kyoto. Io e Goddard abbiamo trovato un posto tranquillo sulle sponde del fiume Kamo e, in compagnia di un paio di birre, abbiamo chiacchierato su come fosse la vita all'interno di Nintendo negli anni '90.



Eurogamer: Parlami della tua vita prima di entrare in Nintendo.

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19 maggio 2018 alle 12:40