SpyParty - prova
Se dicessi che ho smesso di giocare a SpyParty dopo una mattinata, potrebbe sembrare che il gioco non mi piacesse o che tutte le gioie che può dare un titolo simile non abbiano sortito alcun effetto su di me. In realtà, ho trovato tutto sorprendentemente efficace. SpyParty è, per me, la tortura più dolce che si possa immaginare. Ho iniziato una sessione di gioco durata una mattinata intera, dopodiché mi sono sentito vacillare come se mi trovassi su un baratro terribilmente profondo, e così sono fuggito.
Non ho mai giocato ad un titolo del genere, pur essendo così semplice. SpyParty richiede infatti soltanto due giocatori: uno che interpreta la spia e l'altro il cecchino da distanza che deve cercare di eliminare la spia. La spia, dal canto suo, deve tentare di mescolarsi alla folla gestita dall'IA e portare a termine una serie di semplici missioni in un determinato tempo. Il cecchino deve analizzare i volti, i movimenti dei corpi e le mani ondeggianti per provare a capire chi è il personaggio controllato dall'altro giocatore e di conseguenza ucciderlo.
Ogni ruolo nasconde una serie di complicazioni. Ad esempio, la spia deve svolgere alcune missioni che potrebbero spingerla a tradirsi da sola. Potrebbe essere scoperta mentre scambia una statua o mentre infastidisce l'ambasciatore, cosa che si può fare solo avvicinandosi al personaggio in questione e facendo un particolare gesto con la mano. Ma al di là di queste missioni, le spie potrebbero semplicemente farsi scoprire non comportandosi come dei personaggi gestiti dall'IA. Potrebbero fermarsi nel posto sbagliato o camminare senza seguire il giusto obiettivo. Oppure potrebbero essere in ritardo e controllare il loro orologio per aggiungere qualche secondo al timer, restando così fregate.
