PES 2019 - prova
Le sfide nella vita non sono mai finite e anche quando sei sul tetto del mondo basta sedersi un attimo per vedere i concorrenti superare a destra, magari con il medio bene in vista. Da quel momento in poi, per riprendere lo slancio, la fatica sarà doppia e prima di vedere dei risultati chissà quanto tempo dovrà passare.
Il mondo dei videogiochi in questo non sono molto diversi, basti pensare a serie come NBA Live, Sonic o recentemente a PUBG. Uno degli emblemi di questo processo è però Pro Evolution Soccer. Un marchio che nei primi anni duemila macinava numeri da record,
riuscendo a coniugare l'amore indiscusso da parte degli appassionati con una qualità indiscutibile. Gli anni sono passati, la posizione di leadership è stata persa, ma soprattutto Konami è stata lenta ad invertire la rotta, cambiare le persone al timone del progetto PES e ridare alla serie la dignità e la qualità che merita.
Proprio quando la rincorsa sembrava quasi completa, perlomeno guardando i giudizi di stampa e pubblico, non l'impietoso report commerciale, ecco che Konami perde l'esclusiva di quella che senza dubbio è la sua licenza più scintillante: la Champions League.
