Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti per scoprire un nuovo modo di vivere la tua passione.

Oh… Sir! The Insult Simulator – Recensione

I videogiochi non sono ancora riusciti a togliersi di dosso il pregiudizio per cui una grossa fetta di società li vede come passatempo leggero e diseducativo, quando non addirittura foriero di aggressività e tendenza alla violenza. L'influenza culturale e la ricercatezza di certi titoli, che sempre più vengono accostati all'idea di arte vera e propria, passano in secondo piano di fronte a certi giornali, che legano arbitrariamente una sparatoria o una rapina alla diffusione di uno sparatutto, piuttosto che del GTA di turno.



Se andaste da vostra nonna e le spiegaste che Oh… Sir! The Insult Simulator è un titolo nel quale si deve combattere a suon di insulti, non fareste che peggiorare la fama del medium videoludico. Ma prendendovi più tempo e analizzando il gioco con occhio clinico scoprireste che in realtà, nel suo piccolo, si tratta di un gioiellino, non certo tale da innalzare il livello artistico e tecnico del settore, ma emblematico delle vie curiose e geniali in cui la creatività può essere veicolata. And I have proof!



http://www.playstationbit.com/wp-content/uploads/2019/06/1-600x338.png



Ne ferisce più la lingua che la spada



Riassumendo ai minimi termini, Oh… Sir! The Insult Simulator non si discosta molto dalla descrizione sommaria riportata sopra e suggerita già dal titolo. Parliamo di un vero e proprio picchiaduro nel quale al posto di calci e pugni ce la vediamo con l'avversario a colpi di frasi offensive. Ognuno dei due contendenti ha una barra dell'orgoglio che si consuma dopo ogni insulto ricevuto, fino a esaurirsi determinando la sconfitta. Non mancano combo, attacchi potenti e colpi andati a vuoto, tutti declinati per adattarsi allo spirito del gioco e tutti implementati in maniera divertentissima.



Il menù di gioco si divide semplicemente in un breve tutorial e nelle due macro-modalità di gioco contro la CPU e contro avversari umani. Nel primo caso possiamo scegliere di esibirci in una tenzone singola o in un torneo, nel secondo possiamo decidere se giocare in locale con un amico o in rete con utenti casuali (anche cross-platform). Inizialmente non tutti i personaggi e le location sono giocabili e andranno sbloccati vincendo nei tornei.



Mi consenta di insultarla



Lo spirito del gioco è tutto esposto nel tutorial. La schermata di battaglia propone classicamente i due contendenti faccia a faccia sui due lati, le barre di energia in alto e una serie di parole e brevi frasi in una box al centro. Giocando a turni, ogni giocatore deve scegliere un elemento testuale e cercare di costruire la frase più lunga, sensata e grammaticalmente corretta possibile. Questa si tradurrà, alla fine, in punti orgoglio sottratti all'avversario. Il ciclo si ripete fino alla sconfitta di uno dei due personaggi.



http://www.playstationbit.com/wp-content/uploads/2019/06/2-600x338.jpg



Va da sé che le frasi non sono amichevoli, bensì cariche di insulti. Niente di volgare, però, e qui sta uno dei massimi pregi di Oh… Sir! The Insult Simulator: quello di puntare tutto sull'ironia, sulla parodia, sulla caricatura, e di riuscire così a mostrarsi maturo pur partendo da una base al limite della serietà. Se cercate un mezzo per offendere apertamente e oscenamente altri giocatori online state alla larga dal gioco, perché qui potrete asserire al massimo che la madre dell'avversario “posa nuda per uno studentello spaventato” o che il padre “appoggia i nazisti e Satana e usa ancora Windows Vista”.



Gli undici personaggi giocabili, non a caso, hanno l'atteggiamento di perfetti gentlemen inglesi. Ognuno con la propria biografia, la propria voce e i propri punti deboli, parlano con accento marcatamente british e senza mai alterarsi. Se non si ascoltassero le parole, ma solo il modo in cui vengono pronunciate, si penserebbe di trovarsi nel mezzo di una colta discussione tra professori di Oxford. Il contrasto tra questo aplomb e la natura degli insulti non fa che esaltarne la comicità.



Le diatribe hanno luogo in cinque diversi scenari, preimpostati nei tornei e selezionabili a piacimento nel match singolo. Gli scontri sono preceduti da una breve introduzione che espone il motivo della discussione: dal posto a sedere nella carrozza di un treno alla sostituzione di un pappagallo venduto morto da un negozio di animali, fino alla richiesta del vero significato della vita fatta direttamente a Dio. Al termine del litigio, in base a chi dei contendenti ha la meglio, sono possibili due diverse soluzioni del problema iniziale.



http://www.playstationbit.com/wp-content/uploads/2019/06/3-600x338.jpg

Continua la lettura su www.playstationbit.com

17 giugno 2018 alle 20:20

Condiviso da Syro92.Piace a 1 persona