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Gli inquietanti corridoi dei videogiochi - editoriale

Attraversiamo passaggi e corridoi ogni giorno senza sosta. Sono spazi morti, noiosi, vuoti, monotoni e non degni di considerazione, in quanto non rappresentano degli elementi architettonici in cui fermarsi per poterli apprezzare, ma delle infrastrutture da attraversare velocemente. Tutto ciò che fanno è di incanalare i passaggi degli edifici, per permettere di spostarci da una stanza all'altra. Ma sebbene queste aree intermedie si diano frequentemente per scontate, sorpassandole rapidamente per raggiungere i luoghi di reale importanza, spesso possono essere incredibilmente evocative.



I corridoi sono luoghi ansiosi e inquietanti e l'horror, per tradizione, li utilizza per metterci alle strette. Raramente infatti essi rappresentano il luogo esplicito in cui si manifesta il terrore o la violenza, ma ci conducono ad essi. In quanto zone anticipatrici di paura, i corridoi favorisce l'orrore grazie alla loro capacità di aumentare la suspense e il senso dell'ignoto. Cosa c'è dietro l'angolo o oltre quella porta? Ogni corridoio è un mondo di possibilità indeterminate.



Roger Luckhurst, professore all'Università di Londra ed esperto di tutto ciò che riguarda l'horror ha recentemente scritto un libro riguardante i corridoi. Al suo interno, menziona la serie di Resident Evil e le varie strutture della Umbrella Corporation, in cui l'orrore è a volte confinato e compresso in una forma particolarmente pura. In molte occasioni, il corridoio del videogioco è un vero e proprio percorso ad ostacoli (negli spin-off di Resident Evil, ad esempio). In questi sparatutto a corridoi, la forma costrittiva del corridoio horror diventa un condensatore per un assalto adrenalinico in cui siamo costretti a crearci un passaggio o a farci strada attraverso uno spazio stretto e infestato da zombie.



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21 settembre 2019 alle 11:10