Spectrum – Recensione
Tempo fa vi abbiamo parlato di Alteric, un platform astratto che ha tentato di emulare lo stile del mitico Super Meat Boy ottenendo però scarsi risultati. Il team di Stage Clear Studios, in collaborazione con Digerati, prova a scalzare l'opera di Edmund McMillen dal trono proponendo un gioco molto particolare e potenzialmente molto impegnativo, denominato Spectrum. Ecco la nostra recensione.
Una palla nel vuoto
Se vi aspettate una narrazione anche solo abbozzata, Spectrum non vi darà soddisfazioni. Protagonista del gioco è una palla nera dotata di tre occhi bianchi, che deve superare una serie di schemi di difficoltà crescente senza che ci venga narrato uno straccio di trama tra un livello e l'altro. Lo stile del gioco, che ricorda da vicino l'italianissimo forma.8 molto apprezzato dal nostro Gennaro, ci porta in una serie di mondi astratti popolati solo da strutture fisse o semoventi in grado di arrecarci danno o fare da ostacolo ai movimenti.
Nonostante l'assenza di una narrazione, la campagna fluisce in maniera piacevole. A segnalare il passaggio da un capitolo all'altro dei quattro totali, ognuno composto da dieci livelli, troviamo solo un cambio di tonalità negli sfondi e nelle strutture, forme geometriche regolari come cubi e parallelepipedi. Il discorso vale anche per il Dark World, una sorta di rivisitazione del gioco principale in cui la difficoltà subisce una notevole impennata in maniera molto simile a quanto visto in Super Meat Boy. Senza nulla da analizzare nemmeno nella schermata principale, in cui possiamo soltanto decidere di cimentarci nella campagna oppure settare le poche opzioni di gioco, decidiamo di lanciarci nei livelli di Spectrum per tentare di portare la nostra palla fino al traguardo.

Salta e plana
I comandi di Spectrum sono davvero ridotti all'osso. In quanto platform bidimensionale, il movimento laterale è affidato alla levetta analogica, mentre utilizzando i pulsanti frontali è possibile far saltare o planare la palla per evitare gli ostacoli tra la noi e il traguardo: un buco nero. Ovviamente la semplicità dei comandi non indica quella del gioco, dato che per riuscire a portare a termine gli intricati livelli di Spectrum sono necessarie pazienza e una buona manualità. I primi schemi sono completabili senza troppi patemi, ma dal terzo mondo in avanti bisogna mettersi d'impegno e concentrarsi al massimo, eseguendo salti e movimenti precisi.
Fortunatamente, salvo rari casi, è possibile resistere a un massimo di quattro colpi, evitando quindi di dover ricominciare da capo i comunque brevi schemi che tendenzialmente non superano mai il minuto totale di lunghezza. A spingerci a correre ci pensa un cronometro che ci ricorda in qualsiasi momento quanto tempo stiamo impiegando.

