Spitlings – Recensione
Molto spesso uno slogan azzeccato è in grado di fare la differenza tra un prodotto di successo e uno fallimentare. HandyGames e Massive Miniteam hanno deciso di sfruttare questo elemento al meglio, promuovendo il loro Spitlings come il gioco in cui una volta cominciato a sputare, non ci si potrà più fermare. Scoprite questo curioso e appiccicoso action arcade nella nostra recensione.
Acqua in bocca
La descrizione scelta per Spitlings non può che fare da preludio a una trama strampalata: il mondo delle buffe creature da cui il gioco prende il nome, Spitling appunto, viene infatti invaso da un'enorme sfera gelatinosa. Per salvare tutta la popolazione e liberarla dalla prigionia, un gruppo di volenterosi eroi si mette in viaggio trovandosi ad affrontare dei nemici sferici, letteralmente delle palle, in grado di dividersi se colpite.
La narrazione avviene per mezzo di una serie di tavole a fumetti realizzate a mano, in cui vengono mostrati i nostri amici appassionati di sputi mentre tentano di scendere da un altissimo grattacielo, che fa anche da ambientazione al gioco. Nulla di complicato, dato che la storia è poco più che un pretesto per calarci in una serie di livelli di difficoltà crescente, quasi sempre molto rapidi da completare, ma che mettono a dura prova sia i neuroni che la prontezza di riflessi dei giocatori.
Salivazione azzerata
Il gameplay di Spitlings è tanto semplice quanto immediato: ogni creatura avrà la possibilità muoversi orizzontalmente e di sputare verso l'alto per attaccare i nemici oppure verso il basso per sollevarsi da terra. A questi comandi si aggiunge un tasto per ricaricare la propria saliva e di conseguenza le munizioni a propria disposizione. Ogni Spitling avrà infatti un numero limitato di colpi, terminati i quali sarà letteralmente in balia dei nemici. La ricarica sarà consentita solo rimanendo immobili ed esponendo la nostra creatura a ulteriori pericoli, dunque sarà necessario imparare a sputare in maniera precisa evitando gli sprechi.
Gli espettorati potranno anche essere raccolti al volo oppure dal suolo e si genereranno distruggendo i nemici o degli appositi cubi di polistirolo. Ogni mossa andrà quindi studiata al meglio per ottimizzare movimenti e colpi lanciati, per innescare magari devastanti effetti a catena. Alla carenza di colpi si unisce poi la capacità dei nemici di sdoppiarsi; proprio come nel classico Pang, infatti, ogni sfera colpita si dividerà in due più piccole, in grado comunque di eliminarci in un solo colpo, dunque saranno necessarie concentrazione e prontezza di riflessi per uscire vincitori.
