NeXt - recensione
Se già guardiamo con qualche perplessità Alexa, la visione di NeXt potrebbe indurci a maggiore diffidenza e comportamenti più cauti. Così anche nei confronti di altri apparecchi similari che sono tanto usuali che ci sembra eccessivo chiamarli "intelligenze artificiali", considerandoli meccanici servetti pronti anche a essere anche maltrattati verbalmente (quante volte avete insultato il vostro navigatore?), considerandoli al massimo mirati a una forma di spionaggio domestico in funzione di raccolte dati a fini commerciali. Ma le I.A. invece sono molto più raffinate rispetto all'uso che ne facciamo.
Del resto anche attraverso il nostro smartphone siamo in qualche modo ascoltati, registrati nei movimenti, e così pure attraverso i computer di bordo delle auto. Abbiamo inoltre affidato ai computer il controllo di infinite attività, private e pubbliche, dalle centrali elettriche e nucleari al traffico delle città, per finire all'ordinazione di uno spazzolino da denti, con sistemi di controllo che possono essere facilmente hackerati (e tutto ciò che è hackerabile può essere violato, mai con intenzioni benevole). La lista completa è impressionante e meriterebbe altro che un trattamento superficiale.
Un'intelligenza artificiale più intelligente del previsto sta per infiltrarsi in ogni rete, in ogni dispositivo del pianeta. A contrastare la sua azione scendono in campo un'agente FBI (Fernanda Andrade) e un discusso genio dell'informatica con meritata fama di sociopatico (il John Slattery di Mad Men, molte le facce note nel resto del cast).
