Acer Predator Triton 300 SE - recensione
La crescente popolarità del gaming su PC (invero mai così fiorente dalla fine degli anni '90 ad oggi), ha spinto gran parte dei maggiori produttori di hardware internazionali a creare dei brand specificamente dedicati alla creazione di terminali da gioco sempre più performanti.
La gamma Predator di Acer ne è un esempio lampante. Istituita nel lontano 2008 dapprima come etichetta per la produzione di PC desktop straordinariamente potenti, la linea Predator del colosso taiwanese si è espansa a macchia d'olio nel corso degli anni, divenendo ben presto sinonimo di prodotti di qualità, sia sotto il profilo del design che sotto quello delle prestazioni. Nel frattempo, Acer ha arricchito l'offerta del suo gaming brand con monitor, headset, mouse e tastiere di diversa natura ma ha anche iniziato a progettare laptop da gioco che nulla hanno da invidiare alle controparti fisse grazie ad una dotazione tecnica di prim'ordine che permette di raggiungere ottimi risultati anche coi titoli più moderni.
È il caso del Predator Triton 300 SE, un PC portatile progettato per il gaming che abbiamo avuto modo di testare approfonditamente nell'ultima settimana. Si tratta di uno degli ultimi ritrovati nel catalogo di Predator, appartenente alla categoria dei laptop compatti Triton ma che non rinuncia ad un equipaggiamento hardware di tutto rispetto. Già dalla confezione appare chiara la volontà di Acer di realizzare un prodotto pregevole ma minimale, un netto punto di rottura rispetto al design aggressivo e ingombrante che solitamente caratterizza i portatili da gioco.
