NieR Recarnation - recensione
Yoko Taro, da sempre uno degli sviluppatori autoriali più apprezzati nel panorama videoludico, è la mente criptica dietro a Drakengard, NieR Replicant e NieR: Automata, le sue perle splendenti apprezzate dai fan del genere JRPG e da chiunque sia alla costante ricerca di indimenticabili e memorabili esperienze che vadano ben oltre la semplice interazione.
Forte del recente successo di NieR Replicant, che la nostra Lara Arlotta ha recensito sulle nostre pagine, NieR Recarnation arriva anche sul mercato mobile occidentale dopo aver stabilito un record di cinquemila utenti attivi in Giappone nel solo mese di febbraio, un dato che ci ha stupito enormemente. Sviluppato da Square Enix e supportato da Applibot, questa nuova interazione sa il fatto suo, pur presentando qualche incertezza. Ma procediamo con ordine.
Prima che pensiate di essere di fronte alla solita fiaba raccontata dal genio di Nagoya, sappiate che NieR Recarnation è uno spin-off inserito sapientemente tra NieR Replicant e NieR: Automata. Stavolta impersoniamo la Ragazza di Luce, una giovane che si ritrova a vagare nel misterioso mondo di The Cage, una terra di un'epoca passata colma di misteri e tanti segreti.
