Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti per scoprire un nuovo modo di vivere la tua passione.

Shakes on a Plane – Recensione

La scena indie più nelle retrovie sta, negli ultimi anni, costantemente scimmiottando formule e prodotti di successo. Uno tra gli esempi più lampanti è l'ispirazione che il fresco Get Packed ha colto da un colosso del calibro di Overcooked, e Shakes on a Plane di Huu Games… fa la stessa cosa. Uscito su PlayStation 4 quindici giorni prima del mese in cui il PlayStation Plus ha offerto ai suoi utenti senza costi aggiuntivi Overcooked! All You Can Eat Edition, non potevamo evitare di chiederci quanto valesse davvero la pena, alla metà del suo prezzo, scegliere l'alternativa a mille metri d'altezza.



Il cliente ha sempre ragione…



Shakes on a Plane prende a piene mani il concetto di cucinare e servire piatti alla clientela à la Overcooked e la propone in salsa aerea, un taglia e incolla che nel processo, magari a seguito di qualche turbolenza, avrà danneggiato qualche dato. Nei panni di uno dei quattro personaggi disponibili, i giocatori dovranno destreggiarsi nel caos dell'aereo per portare ai clienti i piatti che desiderano nel minor tempo possibile. Prepareremo loro degli hamburger, frullati, patatine fritte, cocktail, gelati e chi più ne ha più ne metta; non mancheranno, infatti, piatti assurdi come il vomi-frappè.



Il tutto, però, comicamente vedendocela con bambini rompiscatole che ci incasineranno le comande, anziani che dell'avviso di allacciare la cintura se ne fregano e con le fastidiose turbolenze, che ci freneranno per circa mezzo minuto a terra se prima non dovessimo mettere in salvo sia noi che i passeggeri più testardi. Sono da considerare in ogni viaggio anche i movimenti dell'aeroplano, che faranno sbalzare qua e là oggetti che potrebbero schiacciarci e farci scomparire nel nulla per qualche secondo. Ma che curiosamente non intaccano il movimento di cibo e ingredienti. Ah, ci sarebbe anche una storia dietro Shakes on a Plane, che in realtà comincia a manifestarsi dal decimo stage e dietro cutscene di dubbia utilità e comprensione.



https://i1.wp.com/www.playstationbit.com/wp-content/uploads/2021/09/Shakes-On-A-Plane-02.jpg?resize=696%2C392&ssl=1



…o quasi



Di giochi à la Overcooked ne abbiamo giocati, anche tanti, e per Shakes on a Plane il concetto dietro l'efficacia del single-player in questi giochi non cambia. Il titolo di Muu Games, con un solo controller, è ingiocabile. Sarà forse anche per una mappatura dei comandi comoda come bere un sorso di tè tenendo la tazzina con i piedi durante un terremoto, ma già dai primi minuti di gioco ci si rende conto di quanto sia indispensabile giocare con un altro giocatore.



Così come il lavoro di Team17, anche in Shakes on a Plane ci basterà pigiare un tasto – in questo caso Triangolo – per cambiare personaggio e occuparci di più mansioni allo stesso tempo. Il punto è che, a differenza di Overcooked, qui il rischio di fallimento è ridotto a zero. Se da una parte bisogna tenere costantemente d'occhio i tempi di cottura e starcene fermi a un bancone a tagliuzzare verdure e ingredienti, Shakes on a Plane ci offre dei terminali futuristici (?) da cui, premendo il tasto quadrato, spunteranno fuori tutte le pietanze, che siano hamburger già confezionati o patatine fritte. Basterà metterli a riscaldare per quanto tempo si desidera, senza alcun rischio di mandare la cucina in fiamme, per portarci avanti con il lavoro senza curarci delle tempistiche.



E' pericoloso partire da solo



Proprio a causa delle tempistiche, lo switch del personaggio diventa completamente inutile, visto che potremo occuparci di qualsivoglia mansione con una sola entità, e avremo pure vita facile a causa delle aree di gioco relativamente piccole e strette.



Il fulcro della produzione, come si sospettava, è il multiplayer. Disponibile fino a quattro giocatori – ma solo in locale – cambia completamente il gioco. Già solo in due giocatori (numero consigliato, vista la poca libertà ambientale) vengono da sé ordine, collaborazione e divisione dei compiti, oltre a del sano divertimento. Specialmente se si punta al trofeo di Platino della produzione. Consiglio da amico, dunque: non sognatevi di comprare il gioco senza amici o parenti con cui giocarci.



https://i1.wp.com/www.playstationbit.com/wp-content/uploads/2021/09/Shakes-On-A-Plane-03.jpg?resize=696%2C392&ssl=1



Around the world



Nonostante sia un Overcooked “cheappone” in sostanza, Shakes on a Plane sa il fatto suo. La formula funziona, il setting aereo è una novità nel genere e, grazie alle turbolenze, è quasi promosso. Eppure di demeriti ne ha tanti. Primo fra tutti, la risicatissima scelta dei personaggi, bloccata a quattro. Ognuno ha un potere speciale diverso (come lanciare gli oggetti o spaventare i passeggeri), ma finiremo ben presto per dimenticare di poterli usare.



Come scritto di sopra, poi, c'è una certa mancanza di originalità sia nel concept di gioco sia negli ambienti in generale, solitamente troppo stretti e sempre uguali. Poter lanciare quei soggetti fastidiosi dal portellone dell'aereo senza dargli un paracadute, per quanto esilarante, non ci fa perdonare i tremendi bug che affliggono il gioco. Comandi non registrati, oggetti incastrati e impossibili da recuperare e addirittura dei softlock del gioco qualora di dovessero saltare troppo rapidamente i tutorial che a ogni tentativo ci vengono riproposti.



Ci sentiamo di premiarlo sulla componente grafica. Basilare come le tipiche produzioni made in Unity, eppure la panoramica della Terra per viaggiare da un punto all'altro della mappa è un piccolo dettaglio simpatico. Non possiamo spendere le stesse parole di pregio, tuttavia, sulle animazioni e sul comparto audio: entrambe le cose troppo anonime, troppo senza anima.



Trofeisticamente parlando: un biglietto di sola andata



Bastano poche sessioni – anche se intense e in compagnia – a Shakes on a Plane per potersi accaparrare il trofeo di Platino. Il generoso set di trofei ci chiede, essenzialmente, di completare l'intero gioco – composto da ventisette stage contando le cinematic – prendendo tre stelle a ogni livello. Quasi una passeggiata con uno o più partner, e compiendo azioni miste e divertenti come buttare giù dall'aereo un bambino (ehi, se proprio ce lo chiedono…), finire un livello senza ferire nessuno né essere feriti o sganciando dal portellone principale tutta la spazzatura anziché riciclarla.




L'articolo Shakes on a Plane – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

Continua la lettura su www.playstationbit.com

10 ottobre 2021 alle 17:00

Piace a 1 persona