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Dojoran – Recensione Speedrun

Con la recensione Speedrun di Dojoran scopriamo che neanche la vita delle rane è così semplice. Il nuovo titolo di Ratalaika Games, che abbiamo analizzato per voi, ci fa capire che forse era meglio rimanere dei simpatici e innocenti girini.



La via del gracidio



Quello che sentono i giocatori pensando a Ratalaika Games è il suono di trofei che si sbloccano a nastro. Dojoran è esattamente questo, una macchina per sbloccare coppe virtuali. La storia è pressoché inesistente, oltre che decisamente ridicola: nei panni di una rana esperta di arti marziali dovremo superare le sfide della vita. Queste si concretizzano in una serie di livelli bidimensionali di difficoltà crescente, in cui superare spuntoni assassini, lumache bavose e pedane semoventi.



Se state pensando che la descrizione che abbiamo fatto si può adattare al 90% dei platform in 2D, siete perfettamente nel giusto. L'unico elemento che distingue Dojoran dai rivali è la totale assenza di colore. L'intero gioco, filmati d'intermezzo compresi, è infatti realizzato interamente in bianco e nero. Questo, unito alla grafica in pixel art, restituisce la sensazione di essere seduti con un vecchio Game Boy tra le mani.



Salta il rospo, salta anche la rana



Il gameplay di Dojoran è come detto molto basilare: il gioco vanta una serie di schemi pieni di ostacoli da superare. La nostra rana, dal canto suo, può saltare, aggrapparsi alle pareti e usare le sue arti ninja per schiacciare i nemici. In realtà le abilità del nostro gracidante anfibio non finiscono qui, dato che il protagonista può anche ingoiare delle enormi mele e sputarle sotto di sé per eseguire un doppio salto.



Se pensate che questa funzione sia più senza senso della trama, aspettate di mettere alla prova i comandi di gioco. Dojoran è un titolo legnoso, con i salti della rana sempre poco precisi e apparentemente scivolosi. In un gioco in cui la precisione è tutto, questo problema si traduce in numerose morti. Fortunatamente sono presenti nei livelli una serie di checkpoint, anche se spesso mal distribuiti. A volte infatti sarà necessario ripetere lunghe sezioni dei livelli, salvo poi trovare a raffica due o tre punti di salvataggio ravvicinati. Niente di eclatante da segnalare sotto l'aspetto grafico, con una stantia e stanca pixel art, né a livello di colonna sonora.



Trofeisticamente parlando: cinque salti in centro



La più grande soddisfazione che Dojoran regala ai giocatori è legata alla sua lista trofei. Per ottenere il Platino, come da tradizione di Ratalaika Games, saranno sufficienti pochi minuti. Se contate che non esistono praticamente coppe di miscellanea e che basterà terminare solo cinque livelli, avete il vero motivo per cui acquistare questo titolo.




L'articolo Dojoran – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.

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20 ottobre 2021 alle 10:00

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