Parliamo (ancora) della difficoltà nei videogiochi - editoriale
Nel corso degli ultimi tre anni questa è la terza volta che ci troviamo a discutere di un argomento apparentemente spinoso e complesso, qualcosa che è in grado di spaccare intere community e di attirare tonnellate di critiche a prescindere dalla posizione che si sceglie di adottare. Stiamo parlando ovviamente della difficoltà nei videogiochi.
La prima volta è successo con Sekiro, quando orde di (potenziali) appassionati del titolo si sono sollevati in coro per richiedere l'inclusione di un selettore di difficoltà che permettesse a chiunque di godere dell'esperienza, puntando il dito anche su una presunta scarsa accessibilità. Una critica alla quale ha voluto rispondere anche LimitlessQuad, giocatore tetraplegico che ha condiviso tutta la sua esperienza sul titolo di From Software affermando che è stata una delle migliori della sua vita.
