The Eternals Recensione: Da Babilonia al Blip
Chloé Zhao è una giovane regista di origine cinese che ci ha dato film come The Rider e Nomadland, e per questo film ha vinto anche un Oscar. A sorpresa passa adesso alla regia di un progetto fantasy, e per di più all'interno dell'Universo Marvel, che concede ben poca libertà d'azione. Con grande interesse e curiosità abbiamo atteso quindi questo nuovo film, che si propone "di ridefinire il Marvel Cinematic Universe" (siamo al ventiseiesimo film e al terzo della fase 4), mettendo in scena il gruppo degli Eterni, eroi nati nel 1976 nel fumetto di Jack Kirby.
Gli Eternals, creature dotate di poteri sovrumani, create dal Celestiale Arishem, un antico dio, gigantesca creatura stellare che parla con la classica "vociona da Dio", sono stati messi sulla Terra per garantire la sopravvivenza del genere umano. Non possono intervenire fuori tempo (sì al suggerimento dell'uso dell'aratro, per dire, ma non a un motore a vapore nella stessa epoca), non possono impedire guerre e stragi, però difendono gli uomini dai feroci Devianti, belve orride e spietate. Buoni e Cattivi, insomma, come sempre, a confrontarsi mentre l'umanità brulica impotente in mezzo ai combattimenti. Ma a chi fa comodo una situazione del genere, che senso ha continuare a proteggere questa debole e litigiosa specie con una serie di eterne scaramucce, quando volendo in un colpo solo il grande Demiurgo potrebbe risolvere ogni problema?
