Perché giochiamo? - editoriale
Perché giochiamo ai videogiochi? Perché guardiamo i film? Perché leggiamo libri? Sono centinaia, se non migliaia le risposte che si possono fornire a questo genere di domande, quesiti che sono intrinsecamente privi di soluzioni univoche, perché tendono ad adattarsi alla definizione che decidiamo di appioppare all'arte, o più semplicemente a un qualsiasi medium.
Si tratta di attività ricreative o formative? Si tratta di prodotti di mero consumo o di strumenti che portano alla riflessione? Si potrebbe dire che rappresentano un insieme di tutte queste cose, o meglio, che ciascuna opera che viene realizzata persegue uno scopo differente e viene destinata a un pubblico differente, cercando il contatto talvolta per toccare corde emozionali, spesso per portare nudo profitto, certe volte per raccontare una storia, altre per catturare orde di sprovveduti nella sua rete.
