Blackberry Honey – Recensione Speedrun
Ratalaika Games e ebi-hime trascinano i giocatori indietro nel tempo di oltre un secolo con Blackberry Honey, nuova visual novel protagonista della odierna recensione Speedrun.
Intrighi vittoriani
Nel contesto dell'Inghilterra vittoriana, Lorina è una cameriera avvenente che deve lavorare quattordici ore al giorno in una ricca tenuta dove le viene permesso di alloggiare. Incline alle distrazioni e a sognare a occhi aperti, la ragazza viene costantemente presa in giro dalle colleghe, a eccezione della misteriosa Taohua.
La personalità distaccata eppure magnetica della domestica dai capelli neri come la pece, unita al suo aspetto peculiare, hanno innescato delle dicerie sul suo conto. A detta di molti chiacchiericci, dietro l'attraente ragazza si nasconde una strega. Pur conoscendo i pettegolezzi, la protagonista rimane colpita da Taohua e non smette di pensare a lei. Il giocatore, in questo caso più spettatore o lettore digitale, potrà seguire la vicenda fino all'ultima pagina per scoprire se il rapporto tra le due sia un vero colpo di fulmine o piuttosto frutto di un incantesimo di seduzione.
Incantesimo obbligato
Visto il genere di appartenenza, preferiamo riportare solo le premesse di una produzione basata unicamente sul suo racconto. Blackberry Honey è come un romanzo d'appendice – lungo oltre sette ore – che il puritanesimo del XIX secolo avrebbe probabilmente bandito dai quotidiani. Cercando di pescare vari archetipi narrativi del tempo, le sontuose ville in contrasto con la povertà assoluta, gli amori proibiti, i personaggi taglienti, i pensieri tabù, il gioco procede attraverso i dialoghi tra le cameriere, legati dalle parole del narratore.
La voce narrante in terza persona è esterna alla storia piuttosto che onnisciente, dal momento che descrive i fatti e riesce a entrare principalmente solo nei pensieri della protagonista. Il primo gioca un ruolo importante nei confronti degli utenti che, a differenza di altri titoli simili, non possono cambiare in alcun modo lo scorrere degli eventi, limitandosi a leggere testi in un inglese discretamente facile da approcciare. Sarà lui a decretare il ritmo della storia, con un'introduzione molto compassata quanto lunga per permettere di entrare nelle dinamiche tra i personaggi e tra i rapporti che intercorrono tra loro.
La relazione tra Taohua e Lorina spiccherà infatti nelle fasi finali, concedendo il tempo di alimentare la loro fiamma e d'illustrare delle trame secondarie che in parte donano del movimento a un romanzo virtuale di cui altrimenti si potrebbero saltare parecchie pagine. Le chiacchiere quotidiane possono rappresentare un buon contorno per dare maggiore realismo al contesto, ma nell'ambito di una produzione ludica tendono ad annacquare quelle potenzialmente interessanti.
Affascinanti sono gli sfondi che caratterizzano le scene, mentre il design di ogni personaggio non brilla per originalità, tra modelli anonimi e le due future amanti con delle forme goffamente forzate. Allo stesso modo, le musiche rappresentano una buona cornice senza riuscire a colpire. Nota dolente per i menù del gioco, che risultano quasi sempre di difficile lettura a causa di scelte infelici riguardanti i loro colori.
Trofeisticamente parlando: cacciatore lettore accanito
Ratalaika Games fa rima con trofei facili. Blackberry Honey chiede solo di lasciarsi scorrere fino alla fine per aggiungere un nuovo platino alla propria collezione. La lista consta appena di undici coppe d'oro, una d'argento e il Platino a completare il pacchetto. Per passarli in rassegna, vi rimandiamo all'elenco trofei sul nostro forum PlayStation Bit.
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