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SpiderHeck – Recensione

Abbiamo superato eventuali aracnofobie per realizzare la recensione di SpiderHeck. Il nuovo titolo di TinyBuild e Neverjam si candida infatti come uno dei passatempi più interessanti dell'autunno. Scoprite con noi questo frenetico party game fatto di battaglie caotiche, una tonnellata di armi e tanto divertimento.



Il ragno porta soldi



Quando si parla di party game, la mente corre subito a prodotti come Mario Party e simili. Sfidare i propri amici in piccole prove di abilità è infatti il modo migliore per divertirsi in compagnia. Non mancano ovviamente opere che puntano maggiormente sull'intelletto: Chi Vuol Essere Milionario ad esempio richiede una buona conoscenza generale e penalizza i meno preparati. In questo scenario si colloca SpiderHeck, un titolo che vuole sì offrire un'esperienza multigiocatore, ma svincolandosi dall'etichetta di opera amichevole e giocosa.



Come abbiamo poco diplomaticamente anticipato nelle prime righe della nostra recensione, il titolo di Neverjam mette nei panni di un ragno decisamente particolare. L'aracnide è infatti in grado di raccogliere e utilizzare una serie di armi, per combattere contro suoi simili e contro una serie di strane creature. SpiderHeck comunque non ha una vera e propria trama, tanto che appena avviato il gioco si viene catapultati nell'hub principale. Qui è possibile impratichirsi con i comandi di gioco e soprattutto accedere alle varie modalità disponibili.



Fin da subito è possibile notare come SpiderHeck non abbia uno stile propriamente naturalistico: lo stile grafico è quasi futuristico, con tonalità al neon e luminescenze sparse. Anche le ambientazioni sono decisamente particolari, spaziando dalle classiche grotte per arrivare a strutture più complesse e meccaniche. Senza troppi convenevoli ci siamo quindi lanciati in battaglia, armati (almeno inizialmente) solo di qualche ragnatela e tanta buona volontà.



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Comodo avere otto zampe



Il gameplay di SpiderHeck si rivela fin da subito molto semplice e intuitivo. I giocatori controllano il proprio ragno affidandosi alla levetta sinistra. Tramite un tasto è invece possibile saltare e lanciare una singola ragnatela, che consente di dondolare e spostarsi rapidamente. In quanto ragno, poi, la nostra creatura può camminare sulle pareti e perfino rimanere a testa in giù su determinate strutture. Di base, però, non si hanno a disposizione modi per attaccare, rimanendo quindi in balia di mostri e avversari.



Poco male però, perché le arene del gioco, tutte di dimensioni relativamente contenute, sono piene di armi da raccogliere. Lo scopo principale è infatti quello di eliminare qualsiasi essere vivente che si muova a schermo, sfruttando appunto gli oggetti di distruzione che ci vengono forniti. Tra questi troviamo spade laser, bastoni, mine e un gran numero di fucili. Tutto molto particolare quindi, ma comunque pertinente con l'ambientazione scelta per il gioco.



La quantità di strumenti utilizzabili è davvero elevata, senza contare che le armi vengono generate casualmente. Vicino al vostro rivale potrebbe quindi comparire un potente lanciarazzi, mentre voi dovrete cavarvela con una spada o una granata. La vita, a volte, è ingiusta, ma non è mai detta l'ultima parola. SpiderHeck è un gioco che richiede abilità e precisione, dato che le munizioni sono limitate e le esplosioni spesso molto dannose. Sparare un razzo a breve distanza potrebbe quindi comportare una morte accidentale.




Fuoco rapido



Come avrete dedotto, SpiderHeck è il classico gioco che non lascia un attimo di respiro. L'azione a schermo è frenetica, amplificata dall'assenza di barre di vita. Ogni colpo si rivela letale per i ragni, che devono fare attenzione a qualsiasi pericolo. Sfidare i propri amici dà quindi vita a battaglie all'ultimo sangue, in cui sfruttare al meglio ogni singola arma raccolta senza sprecare un solo colpo o fendente. La dipartita è accompagnata anche da un gratificante effetto splatter, con le arene tendenzialmente nere o grigie che si colorano di vari schizzi di liquido.



Quella descritta è la formula che si ripete nelle varie modalità di gioco, che sono quelle tipiche dei giochi d'azione. Oltre all'immancabile deathmatch troviamo modalità a squadre e sfide con obiettivi specifici. Anche chi ama la collaborazione vera e propria non rimarrà deluso: la modalità Sopravvivenza permette di affrontare varie ondate di avversari da soli o in compagnia. Al superamenti di precisi scaglioni si ottengono bonus e vite extra, per tentare di arrivare più avanti possibile superando ondate di difficoltà crescente.



Come è facile dedurre, in questa modalità (e come vedremo anche in un'altra disponibile) gli avversari non sono umani ma controllati dall'IA. Preparatevi quindi ad affrontare una serie di strane creature, come api dal pungiglione laser, nugoli d'insetti rotanti e persino mosche in grado di sparare bombe dalle proprie bocche. L'avere a disposizione tre vite lascia margine a qualche piccolo errore, ma sappiate che uscire vincitori da questa sfida, anche con il giusto gruppo di amici, non sarà una passeggiata.



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All'inferno e ritorno



Vi abbiamo anticipato che quelle elencate non sono le uniche modalità di SpiderHeck. Esistono infatti degli specifici livelli, chiamati infernali, in cui è possibile giocare da soli, affrontando delle specifiche prove. Ognuna di queste verte sull'utilizzo di armi o abilità specifiche, fungendo sia da missione da completare che da grosso tutorial per padroneggiare al meglio le meccaniche. Di base, infatti, il titolo di Neverjam non include nessuna spiegazione, se non un'immagine che mostra la mappatura dei controlli. Nonostante questo, chiunque può lanciarsi in pochi minuti nell'azione, per serate all'insegna del divertimento.



La vera forza di SpiderHeck è proprio la capacità di essere un party game immediato, in cui anche la morte non è causa di frustrazione. La sconfitta o la vittoria dipendono spesso anche dal caso, elemento che spinge a giocare immediatamente qualche altra partita per cercare la rivincita o dimostrare la propria supremazia. Ad aumentare poi l'immersività ci pensa la possibilità di personalizzare il proprio ragno. Oltre al colore è possibile scegliere anche una serie di gadget che si sbloccheranno completando sfide in-game. Una funzione senza dubbio apprezzabile, tipica di questo genere di titoli ma non per questo scontata.



Chiudiamo la nostra recensione parlando del comparto tecnico. La grafica, come abbiamo già detto, non presenta elementi complessi o una profondità incredibile. Le ambientazioni sono lineari e funzionali, presentate spesso in tonalità scure. Questo amplifica gli effetti delle armi, ottimamente realizzati sia per quelle da fuoco che per quelle bianche. Ottima anche la colonna sonora, con tracce cariche che non si lasciano soverchiare dalla grande quantità di rumore legata agli attacchi. Pressoché infinita la longevità, a patto che abbiate amici in casa o che abbiate voglia di sfidarli in rete.



Trofeisticamente parlando: non sono l'uomo ragno



Se sperate in un Platino facile, magari sfruttando due controller, allora rimarrete delusi. L'elenco trofei di SpiderHeck vanta infatti sì un buon numero di coppe ottenibili senza fatica, ma anche alcune insidie. Tra queste, la necessità di superare ben settanta ondate nella modalità Sopravvivenza, oltre a varie coppe nascoste e trofei di miscellanea. Se volete diventare dei maestri della ragnatela, dovrete impegnarvi parecchio e padroneggiare al meglio tutte le meccaniche del gioco.




L'articolo SpiderHeck – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

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21 settembre 2022 alle 16:10

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