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Makis Adventure – Recensione

I giochi realizzati da un singolo sviluppatore sono progetti a doppio taglio, che da un lato possono presentare sorprese legate alla libertà creativa, dall'altro devono fare i conti con limiti tecnici ed economici che possono rendere l'opera finale difficile da digerire. Quando il sistema funziona, però, spesso ci troviamo di fronte a dei piccoli capolavori. È il caso di Makis Adventure? No, ma ciò non toglie che il gioco trasudi passione e regali un paio d'ore o poco più di gradevole avventura. Scopriamo come nella nostra recensione.



Il demone Octavio



Le premesse di Makis Adventure sono piuttosto semplici. In una terra un tempo pacifica, nella quale tre sacri squali garantivano l'ordine e l'armonia, le cose cambiano dopo la loro morte. Una violenta tempesta apre le porte dell'oltretomba e ne fa emergere il demone Octavio, una creatura che ricorda vagamente una piovra. Mentre Octavio distrugge le pacifiche isole che fanno da sfondo alla vicenda, due individui gli si oppongono, ma vengono catturati e imprigionati.



Proprio dalla loro prigione su una delle isole parte l'avventura. Noi controlliamo uno dei due fratelli, Makis, che ben presto scopre dal fratello di poter assumere le sembianze di uno squalo quando entra in acqua. Non solo uno, in realtà, ma tutti e tre gli antichi squali, ognuno con il suo specifico potere da abbinare alle abilità di combattimento corpo a corpo sulla terraferma per arrivare a eliminare gli scagnozzi di Octavio e il demone stesso, riportando pace e libertà nel mondo.



Gameplay semplice, immediato, divertente



Dopo questa introduzione, raccontata da una voce fuoricampo su immagini che si susseguono a schermo, entriamo nell'azione vera e propria. Makis Adventure si configura come un gioco a scorrimento orizzontale, nel quale affrontare i nemici con la falce del protagonista, o con gli affilati denti di uno degli squali in cui può trasformarsi. Spostandoci tra diverse location rappresentate da piccole isole e acquisendo in ognuna un nuovo potere da squalo dovremo arrivare a sconfiggere diversi boss per arrivare allo scontro finale con Octavio.



Il gameplay è molto semplificato, con la possibilità di saltare, scattare in avanti per passare alle spalle di nemici o ostacoli e attaccare con la falce. Non ci sono enigmi da risolvere e l'interazione con altri personaggi si limita all'acquisizione di quest secondarie per arricchire il viaggio verso i titoli di coda. Si può anche interagire con diversi elementi nelle varie isole per dare il via a divertenti minigiochi, in quantità notevole considerate le proporzioni del gioco.



La storia dura molto poco, se ci si concentra su quella. Al livello di difficoltà normale, uno dei tre disponibili, i nemici comuni sono banali da sconfiggere, mentre i boss richiedono un minimo di attenzione in più per comprendere i pattern di attacco. In generale, ogni boss ha un set di attacchi che si ripete ciclicamente e che, raggiunta metà della loro barra della salute, si ripete nello stesso modo ma a velocità raddoppiata. In nessun caso ci si trova di fronte a ostacoli insormontabili, compresa la boss fight finale in due fasi contro Octavio.



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Passione evidente



Nel complesso, però, Makis Adventure regala un paio d'ore (scarse) piacevoli, soprattutto se si esplora ogni angolo delle mappe e se ci si dedica al raggiungimento dei record nei minigiochi. Questi includono un gioco di freccette, un gioco di biliardo, un gioco di rimbalzi in acqua, un gioco di pesca, e altro ancora. A ciò aggiungiamo le quest secondarie, che, facendo leva su una buona dose di backtracking (più che sopportabile, considerando le dimensioni limitate della mappa), ci portano a interagire con curiosi personaggi sparsi qua e là.



Da segnalare l'attenzione messa nella costruzione delle isole, ognuna con le sue specifiche caratteristiche, e nella gestione dei poteri degli squali come in un Metroidvania estremamente semplificato, nel quale alcune zone possono essere sbloccate solo dopo aver ottenuto un determinato potenziamento. Allo stesso modo, alcuni boss richiedono uno specifico potere, visto che gli squali non solo possono mordere, ma anche usare il muso a martello per colpire e la velocità per superare ostacoli particolarmente veloci.



Per completare il quadro e dare onore allo sviluppatore, che ha cercato di aumentare la longevità di Makis Adventure, segnaliamo la difficoltà massima con permadeath, la modalità boss rush a tre livelli di difficoltà e la modalità gara, nella quale affrontare diversi percorsi costruiti sulle diverse isole del gioco per arrivare all'arrivo nel più breve tempo possibile. Niente di memorabile, ma è comunque un tentativo, fermo restando che la boss rush può diventare molto stimolante.



Dal punto di vista tecnico, Makis Adventure non è chiaramente un gioco che resterà nella memoria. La grafica in pixel art è comunque gradevole e cerca di superare se stessa nelle sezioni in cui ci sposta tra un'isola e l'altra, dove si passa a una visualizzazione tridimensionale a dire il vero di non comodissima gestione. Sono altri segnali, comunque, che dimostrano la volontà di mettere carne al fuoco per confezionare un prodotto il più possibile gradevole.



Un Platino accondiscendente



A livello di trofei, Makis Adventure propone un semplice Platino nascosto dietro a 10 argenti e 2 ori davvero comodi da sbloccare. Si tratta infatti di completare la storia e di realizzare un determinato numero di uccisioni con la falce o come squali, ma il tutto è rapido se si considera che uscire e rientrare da una schermata ne ripristina tutti i nemici. Peccato non essere stati messi alla prova con un trofeo legato alla difficoltà, o alla boss rush.




L'articolo Makis Adventure – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

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28 agosto 2025 alle 17:10

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