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Rally Arcade Classics – Recensione

Chi ricorda SEGA Rally? Proprio quello dei cabinati da sala giochi anni '90, in cui si guidava una Lancia Delta Integrale o una Subaru Impreza, o una delle altre auto epiche del tempo. Da quanto tempo manca un titolo del genere? Dai tempi di PlayStation 3, quando SEGA fece un nuovo capitolo sull'ormai quasi ventenne console uscita nel 2006. Se escludiamo il mercato degli indie, che ogni tanto partorisce qualche gioco dedicato al rally meritevole, questo buco non è mai stato colmato. Ed ecco che dalla nebbia esce Rally Arcade Classics, sviluppato dagli spagnoli di Netk2Games, di cui oggi leggerete la recensione. Pronti? 3, 2, 1…via!



Semplice ma completo



Rally Arcade Classics è un titolo dedicato alle corse fuoristrada di tipo arcade, come dice il nome, anche se una puntina di vena simulativa c'è e si nota sin da subito. Il gioco è strutturato con un Tour, che sarebbe una specie di carriera composta da una lunga serie di eventi in stile prova a tempo con una valutazione finale in stelle: tre se si va sotto a un certo tempo, due se si fa il tempo mediano e bronzo se si è dentro al tempo minimo. In caso di sforamento del conto alla rovescia, la prova è fallita.



Ci sono poi la modalità Licenze, cioè delle prove a tempo per ottenere le patenti per correre in determinate categorie, la modalità Rally, con un insieme di tappe da portare a compimento, l'Arcade in cui completare una serie di brevi percorsi in cui inseguire altre auto, per ottenere un veicolo premio (necessario per il Tour) alla fine. Completano il quadro la modalità Eventi, cioè una gara da portare a termine e poi confrontare il proprio tempo con gli altri giocatori globali oltre alla modalità Chrono, la classica prova a tempo.



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Un titolo rally arcade che mancava come l'aria



Abbiamo volutamente aspettato il rilascio dell'aggiornamento 1.27.2, denominato “Precision e Chase” per poter mettere alla prova il gioco. Non siamo rimasti per niente delusi, anzi, siamo stati piuttosto sorpresi. Principalmente per il feeling di guida immediato, diretto, secco e assolutamente reattivo che fa sentire il pieno controllo dell'auto, anche e soprattutto su terreni particolarmente scivolosi. Ma anche per altre ragioni, tra cui la possibilità di usare il cambio manuale (anche se su un gioco arcade è quasi più un vezzo che altro) e di vedere le classifiche online, specie per le prove delle patenti.



Pad alla mano, il modello di guida è arcade e lo si capisce principalmente dalla scarsa necessità di frenare, così come dal fatto di poter controllare l'auto con parecchia facilità anche nelle condizioni più estreme, ma la vena simulativa rimane per forza di cose. È evidente dal fatto che non si possono fare i tornanti completamente in pieno, con l'auto di traverso e a 200 km/h, ma anche dal fatto che i salti non sono lunghi decine e decine di metri come lo sarebbero in qualunque altro titolo del genere, come ad esempio un Ridge Racer o Asphalt a caso.



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Semplice, immediato e acchiappino



Uno dei pregi più grandi di Rally Arcade Classics è quello di riuscire a mettere a proprio agio i giocatori senza apparente difficoltà, e senza dover spingere su architetture improbabili o promesse irraggiungibili. Bastano una tappa, un conto alla rovescia e un obbiettivo di tempo da conseguire. Il gioco è fatto, davvero. Bene o male tutte l'esperienza del titolo è realizzata in questa maniera e le simpatiche, scaltre e intelligenti variazioni sul tema sono un ottimo modo per tenere sempre l'attenzione alta. Ad esempio, prendiamo le patenti: prove velocissime, a volte da 15 fino a massimo 25 secondi, sempre diverse ma sempre molto interessanti, che richiedono alcuni tentativi per capire il modo giusto di agire, ma senza mai essere frustranti o ingiuste.



Poi, passando al Tour o all'Arcade, i tempi e la difficoltà calano drasticamente, come era solito fare Gran Turismo ad esempio, ma senza nessun fronzolo come la regolazione dell'assetto, la scelta delle gomme, lo studio dell'aerodinamica o la gestione di altri dettagli dall'importanza marginale rispetto al vero divertimento del gioco. Una cosa che Rally Arcade Classics fa è sicuramente creare l'effetto “ancora una gara” data la brevità generale di ogni singola tappa e la spinta sul cercare di ottenere le tre stelle in ogni prova.



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Le auto che hanno fatto la storia



Rally Arcade Classics è un gioco senza licenza da parte dei produttori dei veicoli che vengono presentati nel corso della nostra avventura, e questo permette di tenere bassi i costi di produzione e vendita, ma anche di creare involontariamente dei nomi assolutamente esilaranti con dei giochi di parole a volte quasi geniali. Per esempio, avete presente la Ford Focus? Qui diventa Sufoc. Toyota Corolla? Collora, che sembra uscito da un quaderno di prima elementare. Porsche Carrera? Razor. Lancia Delta? Betta, come l'amica della vostra ragazza.



E non manca davvero nulla nel repertorio delle auto, a partire da quelle a trazione anteriore che hanno fatto la storia come la Mini Cooper (Kopper) o alle terribili Gruppo B come l'Audi Quattro (qui chiamata Fourtro), passando per la Lancia 037 e la Subaru Impreza.



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Divertimento e relax, tappa dopo tappa



Uno dei maggiori pregi di Rally Arcade Classics è quello di rendere l'esperienza dei rally accessibile a tutti, anche agli assoluti neofiti del genere, e a un prezzo che tutto sommato è un affare per quanto viene offerto. Certo, bisogna fare i conti con la mancanza di marchi ufficiali, ma in fondo è così importante? Le auto ci sono, e tanto basta.



Il suo modo di intendere il rally arcade, con il conto alla rovescia e i tre tempi da centrare per ottenere rispettivamente le tre, due o una stella per proseguire la scalata al Tour è semplice, immediata e fornisce subito un feedback che fa venire voglia di continuare a giocare ancora, senza mai fermarsi. In questo gli sviluppatori hanno creato la combinazione perfetta anche per i casual gamer, unita alla difficoltà generalmente bassa, che permette di divertirsi in davvero pochissimi minuti, specialmente con le tappe che durano anche meno di 60 secondi.



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Musiche e grafica



Rally Arcade Classics ha una colonna sonora basata su musiche punk/rock molto accattivanti, che supportano le prove man mano che queste scorrono lungo il gioco. La grafica non è a livelli foto realistici come in DiRT Rally 2.0 o in WRC di Codemasters, ma il suo giusto mix di ambientazioni montane, desertiche e cittadine rende il tutto molto ben bilanciato, senza particolari difetti.



Se vogliamo, abbiamo trovato i contatti tra le auto un po' troppo ruvidi, nel senso che l'effetto delle collisioni non è di respingimento o di urto vero e proprio, ma di “colla”, come se le vetture rimanessero appiccicate tra loro per un breve istante. Non è chiaro se sia un effetto voluto per evitare di sfruttare le altre auto come sponda o semplicemente un bug del gioco. Ci è capitato di rimanere bloccati in qualche punto delle piste senza capire bene come sia successo, ma sicuramente sono cose sistemabili con delle patch.



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Il Platino di Rally Arcade Classics



La lista trofei di Rally Arcade Classics è composta da sole diciannove coppe, divise in quattro di bronzo, sei d'argento otto d'oro oltre a uno scintillante e prezioso Platino. L'ottenimento di quest'ultimo è praticamente coincidente con il 100% del gioco dato che sarà necessario ottenere tutte le patenti con il massimo delle stelle e la valutazione oro, oltre a vincere tutte le gare del Tour con la valutazione a tre stelle. Non un lavoro veloce, ma non di certo un lavoro difficile.




L'articolo Rally Arcade Classics – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

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20 settembre 2025 alle 17:10

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