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Detective: Scene Crime – Recensione Speedrun

Mai sazi di risolvere crimini, abbiamo vestito nuovamente i panni degli investigatori per realizzare la recensione Speedrun di Detective: Scene Crime. Jandusoft e k148 Game Studio ci propongono un nuovo capitolo del loro investigativo “light”, in cui non dovremo dimostrare nessuna abilità particolare se non quella deduttiva. Saremo riusciti a smascherare i colpevoli?



Cinque è il numero perfetto



La pubblicazione di un sequel indica, tendenzialmente, che le opere precedenti di un brand hanno avuto successo. Quella di Detective, giunto al quinto capitolo, è però la classica eccezione che conferma la regola. The Test, l'ultimo episodio da noi recensito, ci aveva lasciato con più dubbi che certezze: nonostante l'innegabile fascino dell'indagine senza supporti, le innovazioni erano troppo poche (per non dire nulle) per giustificarne l'acquisto.



Nonostante questo, k148 Game Studio ci riprova e riporta i giocatori in mezzo alle scene del crimine. Detective: Scene Crime si presenta subito con qualche interessante novità. Non dovremo affrontare un solo caso in un ambiente circoscritto, ma ben cinque diversi, in altrettante location. Si tratta senza dubbio di un passo nella giusta direzione, che testimonia l'impegno del team e la loro voglia di ascoltare il feedback della community. Detto questo, la sostanza rimane pressoché la stessa: ci muoveremo con visuale in prima persona e potremo interagire con vari elementi ambientali.



L'obiettivo finale del giocatore è rispondere correttamente a tutte le domande all'interno del proprio palmare, che comportano di indicare un nome per ogni richiesta. Dovremo capire tutto: dal nome dell'assassino a eventuali testimoni, arrivando ovviamente a smascherare il colpevole. In alcuni livelli, la richiesta risulta più semplice che in altre, ma in ogni caso sarà necessario spremersi le meningi.



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Il gameplay di Detective: Scene Crime



Come vi abbiamo anticipato, le meccaniche di Detective: Scene Crime non si discostano da quelle viste nei precedenti capitoli della serie. Una volta scelto l'episodio da affrontare potremo esplorare ambienti chiusi, ricchi di indizi ma anche di elementi non rilevanti per il caso. Dovremo prendere appunti anche fisici, in quanto il gioco non terrà traccia di nulla, se non di eventuali risposte ipotizzate sul palmare. Tutto si basa sull'unire i puntini e collegare gli indizi tra loro, cercando di capire cosa è successo sulle varie scene del crimine.



L'approccio con interfaccia limitata rimane affascinante, soprattutto considerato che questa volta avremo ben cinque casi su cui scervellarci. Certo, permangono tutte le limitazioni viste in passato, come ad esempio una grafica e un comparto tecnico non esattamente moderni, unitamente a un cursore palesemente studiato per PC che poco rende su console. Difetti storici della serie, che speriamo il team possa prima o poi sistemare, per creare un'esperienza ancora più fluida.



Discreta la longevità: se non seguirete nessuna guida ci vorranno probabilmente un paio d'ore per completare tutti i casi. Non esattamente eterno, soprattutto tenuto conto del prezzo medio alto per questo tipo di produzioni, ma il viaggio risulta tutto sommato godibile, soprattutto dagli amanti dell'investigazione. Da sottolineare infine la presenza della lingua italiana, che rende il gioco affrontabile da chiunque senza problemi.



Il Platino di Detective: Scene Crime



Completare tutti i casi e soddisfare un paio di richieste di miscellanea sarà sufficiente per aggiudicarsi lo scintillante Platino di Detective: Scene Crime. Il tutto, sfruttando una guida o con un po' di abilità, può essere portato a termine in una manciata di minuti. Si tratta di un ottimo terreno di caccia per tutti coloro che vogliono arricchire rapidamente la propria bacheca di trofei.




L'articolo Detective: Scene Crime – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.

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30 settembre 2025 alle 17:10