Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti per scoprire un nuovo modo di vivere la tua passione.

Vyun, Kosmeya, And The Witch's Curse – Recensione Speedrun

Vyun, Kosmeya, And The Witch's Curse è una produzione piccola, quasi timida, firmata da un team indipendente che punta più sull'atmosfera che sull'impatto. Il titolo si presenta come una fiaba interattiva, un racconto illustrato che cerca di parlare con delicatezza al giocatore. Fin dai primi minuti è chiaro che l'obiettivo non è stupire con meccaniche complesse o colpi di scena roboanti, ma accompagnarci per mano in un mondo gentile, fatto di colori morbidi e personaggi disegnati con cura. Un'esperienza che va affrontata con il giusto spirito.



Magia e maledizioni guidano la nostra storia



Dal punto di vista del gameplay, Vyun, Kosmeya, And The Witch's Curse si colloca a metà strada tra una visual novel e un libro illustrato interattivo. Le interazioni sono ridotte all'osso e consistono principalmente nell'avanzare nei dialoghi e nell'affrontare brevi sezioni di oggetti nascosti. Queste fasi spezzano la lettura ma restano molto semplici, quasi simboliche. Non c'è una vera sfida, né la volontà di metterci alla prova, piuttosto l'intento sembra essere quello di mantenere un minimo di coinvolgimento attivo senza mai interrompere il flusso narrativo. Anche il finale è unico, senza possibilità di modificare in alcun modo la trama.



La scelta di puntare su una struttura così essenziale comporta inevitabilmente alcune rinunce. La durata è estremamente contenuta; in meno di mezz'ora si arriva ai titoli di coda. Anche la rigiocabilità è praticamente assente, non essendoci percorsi alternativi o finali multipli. Una volta conclusa la storia, oltre a un minigame che concluderemo in pochi minuti, resta poco altro da fare se non ripensare all'esperienza appena vissuta, nel bene e nel male.



https://www.playstationbit.com/wp-content/uploads/2026/01/Vyun-Kosmeya-And-The-Witchs-Curse-recensione-02_1200x675.jpg



Illustrazioni e colori delicati e soavi



Dal punto di vista tecnico, il gioco si difende bene grazie a uno stile artistico coerente e piacevole. Le illustrazioni sono curate, i personaggi hanno un design riconoscibile e l'uso dei colori contribuisce a creare un'atmosfera fiabesca credibile. Il comparto audio è invece molto discreto, con musiche leggere che accompagnano la narrazione senza mai emergere davvero.



L'assenza di doppiaggio e di una localizzazione in italiano può rappresentare un limite per una parte del pubblico, soprattutto considerando la forte componente testuale. Mentre il prezzo di Vyun, Kosmeya, And The Witch's Curse è adeguato a ciò che offre, tre euro per un'oretta di intrattenimento è il giusto compenso.



Trofeisticamente parlando: una favola di Platino



Ciò che potrebbe davvero attirare i nostri lettori e convincerli a comprare Vyun, Kosmeya, And The Witch's Curse è la facilità con cui potremo conquistare un trofeo di Platino. Sicuramente non sarà quello con cui vantarsi tra gli altri collezionisti, ma fa sempre numero… Per aggiungerlo alla bacheca non dovrete far altro che finire la storia e completare il minigame in cui dovrete trovare le figure a forma di mani nei vari disegni. Un insormontabile ostacolo, che dico insormontabile, meglio dire inespugnabile, impossibile o anche sovrumano sforzo dovremo farlo per ottenere la coppa che ci verrà data se riusciremo a completare in meno di dieci secondi almeno uno dei livelli del minigame.




L'articolo Vyun, Kosmeya, And The Witch's Curse – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.

Continua la lettura su www.playstationbit.com

oggi alle 17:10