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JDM: Japanese Drift Master – Recensione

Se una persona immagina un videogioco creando un ibrido tra Initial D e Fast and Furious: Tokyo Drift ecco che ottiene magicamente JDM: Japanese Drift Master. Il Giappone è una terra affascinante e ricca di contrasti, tra le città fitte di grattacieli e le campagne, per non parlare dei monti e delle strette stradine perfette per ospitare il gioco di oggi. Allacciatevi le cinture, date gas e iniziamo a parlare della recensione di JDM: Japanese Drift Master.



Welcome to Japan



JDM: Japanese Drift Master è un gioco di corse basato sulle derapate, specialità particolarmente famosa nel Paese del Sol Levante, nel quale ambiente partiremo da turista europeo alla ricerca di fama e successo. Senza troppi preamboli, verremo subito inseriti nella storia. Impersoneremo Tomek, ragazzo appassionato di drifting che trova il modo di poter arrivare in Giappone e mettere in pratica quello che ha imparato negli anni.



Agli inizi del gioco ci verranno offerti tutti i benefit delle parti avanzate, quindi automobili ad alte prestazioni, sistemi di aiuto alla guida e molto altro. Dopo le prime missioni toccheremo però con mano la realtà e partiremo da zero, dovendo acquistare un'auto con il denaro guadagnato con le prime competizioni e missioni a cui abbiamo partecipato.



La scelta limitata dal budget ci imporrà praticamente di acquistare la Toyota Sprinter Trueno, cioè l'auto di Initial D. E già qui i più sentimentalisti potrebbero avere i lacrimoni agli occhi. Questa diventerà la nostra auto per un bel pezzo del gioco, almeno finché non riusciremo a ottenere abbastanza soldi per poter fare un upgrade ad auto di una certa fama, come la Nissan R34 Skyline, la Toyota Supra mk4 oppure la Mazda RX-7. Ma fino ad allora, la Trueno sarà la nostra compagna di derapate.



La parte bella dell'avanzamento della storia e delle missioni secondarie è che tutto viene raccontato mediante dei fumetti manga realizzati a mano, in perfetto stile giapponese. Questo aumenta l'immersione nella cultura tipica del Sol Levante.



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Drifta che ti passa



Il vero cuore del gioco è chiaramente il drifting. Qui ci saranno un numero cospicuo di eventi a tema, sia durante le missioni principali che per il gioco libero. Come prima cosa, la nostra auto accumula punti esperienza e punti derapata ogniqualvolta sarà messa di traverso. Questi verranno quindi moltiplicati per il numero che salirà man mano che il drifting diventa più lungo, fino al punto che verranno contabilizzati e faranno migliorare l'efficienza dell'auto.



Il bello di questo approccio è che si è stimolati a passare tutto il tempo possibile con l'auto di traverso e questo migliora di conseguenza le nostre abilità alla guida, oltre alla precisione che l'auto restituisce tramite il pad. A proposito, nessun tipo di volante è supportato. Personalmente non ne sento la mancanza, anche perché il sistema funziona molto bene ed è estremamente divertente.



Tra le varie tipologie di competizioni a cui parteciperemo ci saranno quelle su strada, in cui fare più punti del nostro avversario, quelle in pista in cui la vicinanza all'avversario è fondamentale, avremo le prove a tempo con valutazione dello “stile di consegna”, in cui derapare di di più porterà a bonus economici maggiori. Ma avremo anche le prove a tempo classiche e molto altro.



Avremo sempre a disposizione il nostro garage, in cui utilizzare un preset per l'assetto in modo da rendere velocemente l'auto adatta all'aderenza, al drift o riportarla al setup originale. Oltre a questo potremo andare dai ricambisti e acquistare potenziamenti per come turbocompressori, lavorazioni alla testata, aspirazioni, scarichi e centraline.



Potremo anche fare noi l'assetto alle auto, alla ricerca della perfezione cercando di cucirci le ruote addosso.



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Open world ammirevole



JDM: Japanese Drift Master offre un mondo aperto che spazia dal mare alla montagna, dalla campagna alla città senza soluzione di continuità. Le ambientazioni rispecchiano una fittizia provincia giapponese che è del tutto verosimile e permettono di godere di scorci mozzafiato, realizzati senza dubbio con cura.



Man mano che procederemo con la storia verranno sbloccate nuove officine, nuovi garage, nuove missioni e nuovi punti di interesse, come le terrazze panoramiche in cui fermarsi, prendere un respiro e fare una foto ascoltando il fruscio del vento, rimettere in moto e partire. Numerose missioni secondarie sono presenti sulla mappa di gioco, permettendo di avere sempre qualcosa da fare, sia una capatina in pista per allenarsi, ottenere una patente o fare una gara per finanziarsi una modifica all'auto.



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Non è tutto oro quel che luccica



Se c'è un comparto che non ci sentiamo di risparmiare da critiche, questo è quello della grafica. Il gioco dai trailer e dalle immagini trapelate sembra eccezionale a livello estetico, ma purtroppo la realizzazione su PlayStation 5 è quantomeno claudicante. Seppur il titolo dimostri una fluidità corposa, di cui non ci si può lamentare in nessun caso, non altrettanto si può dire dell'ambientazione e di tutto il contorno.



Il gioco sembra purtroppo vecchio di due generazioni e questo, per quanto si voglia far finta che non sia importante, è parte dell'esperienza. Abbiamo visto immagini su PC molto migliori di quelle che abbiamo avuto su console e questo ci lascia quantomeno perplessi data la potenza di PlayStation 5 e la quantità di giochi ad altissimo impatto visivo che son stati pubblicati finora.



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Aspetti tecnici e sonori



Se c'è qualcosa che ci ha lasciati abbastanza interdetti, oltre alla grafica, è la presenza di caricamenti insolitamente lunghi per console di nuova generazione, molto spesso immotivati. A volte, anche solo per ricominciare una corsa è necessario attendere una decina abbondante di secondi e questo fatto si ripropone in qualunque attività esterna al mondo, sia un missione, l'ingresso al concessionario o qualunque altra cosa.



Per quanto riguarda l'aspetto sonoro, le musiche sono belle e variegate e soprattutto i suoni delle auto sono fedeli alle controparti originali, tanto che è un piacere sentir urlare i motori mentre si passano decine di secondi con la lancetta del contagiri al limitatore.



Il Platino di JDM: Japanese Drift Master



JDM: Japanese Drift Master ha una lista trofei composta da 27 trofei, divisi in otto di bronzo, tredici di argento, cinque d'oro oltre a uno scintillante Platino. La conquista di quest'ultimo è sostanzialmente legata a due cose: ottenere 1.000.000 di punti drift senza moltiplicatore e percorrere 1500 km sulle strade del gioco. Potrebbero essere necessarie circa 20 ore per ottenere tutti i trofei, ma contando la quantità di attività di cui il gioco dispone, potrebbero volare più velocemente di quanto crediate.



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