Lost in Adventure: La Maledizione di Jack Parrot – Recensione
Salpate per una grande avventura con Lost in Adventure: La Maledizione di Jack Parrot, di cui vi sveliamo i segreti nella nostra recensione. Il gioco da tavolo cooperativo narrativo di dV Games ci porta sulle tracce di un pirata leggendario il cui nome è avvolto nel mistero e nella sfortuna.
CAPTIAN Jack Parrot!
Poco più di un anno fa abbiamo vestito i panni di un coraggioso eroe, intenzionato ad avventurarsi nel mitologico labirinto di Dedalo alla ricerca del Minotauro. Lost in Adventure – Il labirinto di Dedalo è stato di fatto il primo episodio di quella che da subito si candidava per essere una saga in continua espansione. Le meccaniche che strizzano l'occhio ai punta e clicca, di cui vi parliamo anche nella nostra recensione, sembravano infatti per adattarsi a meraviglia a numerose ambientazioni, dando modo agli autori di diversificare parecchio le tematiche.
Non stupisce quindi che sugli scaffali dei negozi sia arrivato quello che di fatto è un nuovo capitolo della serie, che cambia però completamente scenario. Come è facile intuire dal nome volutamente allusivo, infatti, La Maledizione di Jack Parrot ci porta all'interno di un mondo piratesco. Saremo sulle tracce di un leggendario filibustiere, il titolare Jack Parrot, di cui nave e tesoro sono andati perduti.
La scatola del gioco racchiude al suo interno le componenti già viste nel precedente capitolo. Avremo un mazzo di carte oversize che fungeranno da mappa, più due di dimensioni standard che contengono gli oggetti e le interazioni. Avremo anche i segnalini Reputazione, che sostituiscono quelli Favore visti ne Il Labirinto di Dedalo ma ne mantengono la funzione. Saranno infatti le nostre “vite” durante l'avventura e alla fine della stessa serviranno per avere una misura della nostra abilità.

Come si gioca a Lost in Adventure: La Maledizione di Jack Parrot
Se avete già giocato il precedente titolo della serie Lost in Adventure, non avrete problemi a lanciarvi anche nelle avventure marinaresche de La Maledizione di Jack Parrot. Il titolo è di fatto un mix tra un escape room e un'avventura punta e clicca. Evitando i possibili spoiler, possiamo dirvi che ci troveremo ad esplorare una serie di ambientazioni, che andremo a comporre utilizzando le carte dell'apposito mazzo. Potremo muovere la pedina personaggio nelle carte adiacenti, rivelandone il contenuto. A ogni area corrispondono una o più interazioni, ossia carte numerate presenti nell'apposito mazzo.
Alcune interazioni dovranno essere lette immediatamente, non appena accederemo alla zona. Altre invece saranno opzionali e resteranno a discrezione del giocatore: potrebbero portarci benefici, ma anche penalità. Le carte gialle potranno essere lette senza particolari limitazioni né richieste. Quelle che invece riporteranno un punto di domanda e una freccia rossa richiederanno l'utilizzo di uno degli oggetti nel nostro inventario. Proprio come in un videogioco punta e clicca, dovremo scegliere oculatamente cosa usare, pena fallimenti oppure l'impossibilità di completare l'azione. Eventuali mosse sbagliate porteranno alla perdita di Reputazione, terminata la quale sarà game over.
Le azioni dei giocatori saranno finalizzate a compiere un totale di 10 imprese, che disporremo coperte all'inizio della partita e che riveleremo man mano che proseguiremo. Questo evita di anticiparsi parte della trama e fornisce un senso di progressione, oltre a regalare ai giocatori punti Reputazione extra utili per rimediare ai propri errori. Tutto è ben studiato, sebbene rispetto a quanto visto nel Labirinto di Dedalo gli enigmi siano meno impattanti e la progressione più lineare. Saranno comunque presenti un paio di percorsi alternativi da scoprire, così come alcuni segreti che porteranno a finali alternativi.

Meglio vivere senza testa che senza oro!
Con grande ardore e un pizzico di fortuna, siamo riusciti a completare la nostra avventura sulle tracce del leggendario pirata Jack Parrot. Ancora una volta, dV Games confeziona quella che di fatto è una lettera d'amore al genere punta e clicca, che da amanti del mitico Broken Sword e di tutti i suoi “seguaci” non possiamo che apprezzare. La durata di circa due ore risulta perfetta per far sì che il titolo sia il protagonista di una serata (perché no, magari a tema) tra amici. Le interazioni sono intriganti, anche se dal coefficiente di difficoltà sempre contenuto. Si avverte in questo senso la mancanza di qualche vero enigma, che avrebbe potuto rendere la sfida più affascinante.
Per lo stesso motivo, giocare con il massimo di pirati possibile (sei, da indicazioni della scatola) potrebbe creare una certa confusione al tavolo, escludendo di fatto qualcuno dai ragionamenti e dalle scelte. Lost in Adventure darà il meglio di sé con due o tre giocatori, ma i più temerari potrebbero puntare ad affrontarlo anche in solitaria, per una serata diversa dal solito. Lo stile progressivo funziona invece molto bene, donando varietà al titolo e aggiungendo quella sensazione di scoperta tipica dei punta e clicca.
Molto buona la realizzazione generale: le carte sono chiare e leggibili, arricchite da tante simpatiche illustrazioni. Il numero delle stesse rende l'eventuale ricerca di oggetti molto rapida, anche se in certi momenti della partita il tavolo sarà letteralmente invaso, tra carte area, oggetti e interazioni. Nel complesso comunque si tratta di un prodotto adatto a giocatori di qualsiasi livello, che riuscirà a intrattenere e divertire chiunque, facendolo sentire per un paio d'ore un aspirante pirata.
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